Secondo uno studio effettuato dalla società “PagePersonell”, leader internazionale nel settore della ricerca e offerta di lavoro, la qualità della vita legata agli orari e agli spostamenti degli europei per recarsi sul posto di lavoro è significativamente differente ed influisce non poco sui livelli di stress ed efficienza lavorativa.

Paese che vai, abitudine che trovi verrebbe da dire esaminando i risultati dello studio che è stato effettuato su circa 12 mila intervistati in tutta Europa. Ad iniziare dall’orario di sveglia per recarsi sul posto di lavoro. I più mattinieri è risultato che siano i lavoratori dei Paesi nordici, e fra questi spiccano proprio i tedeschi, assieme agli austriaci, con un 59 per cento di mattinieri che mettono la sveglia prima delle sei e trenta. Portoghesi e Spagnoli sono fra coloro che si alzano più tardi e solo rispettivamente il 15 e il 21 per cento dei lavoratori di questi due Paesi si alza, per così dire, con le galline. Noi italiani veniamo subito dopo con un 31 per cento, seguiti dai “cugini” francesi con il 36 e dai turchi con il 39, che è anche la media europea.

Altro indice preso in considerazione è quello inerente la rilassatezza. Come ci si sente quando si inizia la giornata lavorativa? Nonostante l’orario mattutino dei lavoratori tedeschi ben l’81 per cento di loro ha detto di sentirsi rilassato, superati soltanto da olandesi e austriaci con l’84. Evidentemente svegliarsi presto aiuta la calma. Gli italiani sono appena sotto la media europea (che è del 76 per cento) con un 74 per cento. Di certo a contribuire alla rilassatezza ci deve essere il fattore dello spostamento per recarsi sul posto di lavoro. E qui ci sono le prime sorprese. Stante una media europea di 42 minuti per recarsi sul posto di lavoro, i portoghesi ce ne impiegano solo 34, seguiti dagli spagnoli con 36. Quelli che devono viaggiare di più mediamente sono i turchi con 48 minuti, seguiti a 45 da noi italiani, dai francesi e dai belgi. I tedeschi sono poco indietro in classifica con una media di 43 minuti. Mediamente ben il 66 per cento dei lavoratori usa il mezzo privato per recarsi sul posto di lavoro, contro il 34 che usa il mezzo pubblico, e, manco a dirlo, il trasporto pubblico più efficiente è quello svizzero con un 94 per cento, ampiamente sopra la media europea che è del 75. Segue l’Austria con l’89 e dalla sorprendente (in tal senso) Polonia con l’88. Indovinate chi sono gli ultimi della lista? Sì, noi italiani con solo un 54 per cento di efficienza del servizio di trasporto pubblico. E chi saranno mai i lavoratori più stressati per questa ragione? Sempre noi, con ben il 68 per cento di persone che si lamentano di sovraffollamento dei mezzi pubblici, ritardi, soppressioni, guasti, ecc.. Invece mediamente i mezzi risultano un fattore di stress solo per il 38 per cento degli europei. I più tranquilli sono gli svizzeri -solo il 20 per cento si dice stressato dai mezzi- avendo il sistema di trasporto pubblico più efficiente come si diceva prima, e anche i tedeschi non stanno messi male con solo un 32 per cento. Ma non è solo il trasporto pubblico a causare stress, bensì anche quello privato. Ed anche qui non ci facciamo mancare il primato con un bel 49 per cento, dieci punti percentuali sopra i tedeschi e contro una media europea del 34.

In generale sono il 44 per cento dei lavoratori europei che trovano inefficienti i mezzi pubblici per recarsi sul luogo di lavoro, anche se sembra che lo stress accumulato nel tragitto non influisca più di tanto sulla tranquillità sul posto di lavoro.

Forse quest’ultimo dato fa capire che le medie non sempre rispecchiano la realtà al meglio. Forse avrebbero cambiato idea i sondaggisti se si fossero recati in un ufficio pubblico di una città come Roma durante un “normale” giorno di sciopero dei mezzi pubblici, magari con pioggia. Sono sicuro che il livello di stress percepito lo avrebbero colto anche fuori della porta.

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Germania: mezzo privato o mezzo pubblico?

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