Una gioventù che oscilla fra tristezza esistenziale e ansia per il futuro, che punta principalmente sui valori legati alla sfera personale e ignora del tutto la politica, anche se crede di potere influenzare i processi decisionali della vita pubblica. Non pensa a fare figli, ma ripone negli amici e nel tempo libero motivo di soddisfazione mentre perde interesse verso la religione. È l’identikit del giovane europeo che emerge da una ricerca internazionale, presentata a Roma il 18 gennaio scorso, dal titolo “I giovani e la loro idea di futuro”, che ha messo in evidenza quali siano le aspettative e gli obiettivi delle nuove generazioni di quattro Paesi della Ue, Italia, Germania, Polonia e Russia.

Intento della ricerca è stato quello di cercare di prevedere quale Paese sarà destinatario dei maggiori flussi di lavoratori giovani, attivi ed energici, e nello stesso tempo comprendere il “livello di richieste” degli individui, sia riguardo al grado di sviluppo del proprio Paese, sia al posto che essi aspirano ad occupare nella scala sociale. Flussi che non si arresteranno in virtù della libertà di movimento di beni, capitali, manodopera, che esiste al giorno d’oggi, soprattutto all’interno degli Stati membri della UE.

L’indagine – promossa dal “Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale CORISdell’Università La Sapienza di Roma (nell’ambito del Programma del Dottorato di Ricerca in Comunicazione, Ricerca Sociale e Marketing) – è stata condotta nel 2018 tra uomini e donne di età compresa tra 18 e 30 anni, che in quel momento vivevano in quei quattro Paesi. La dimensione totale del campione è stata di 1.536 persone, 384 per ogni Stato. I promotori dello studio si sono avvalsi della collaborazione in Italia dell’“Istituto EURISPES, e in Germania dell’Istituto IWAK, della Università Goethe (Francoforte s. M).

I giovani europei © Eurispes-Iwak

I giovani europei © Eurispes-Iwak

Il primo tema di indagine della ricerca ha riguardato i valori di vita delle giovani generazioni, che descrivono quali siano gli ambiti nei quali si concentra la loro attenzione e il modo con il quale agirà in futuro. I risultati dello studio hanno mostrato la prevalenza dei valori sociali e privati; questi ultimi includono i valori relativi alla vita economica. La maggiore estraneità è risultata per i valori politici (democrazia, patriottismo, attività politica) e i valori spirituali (bellezza, religione). Ad eccezione della Germania per i giovani degli altri tre Paesi il valore che si è conquistato il primo posto è la salute con valori che vanno dal 95 al 98 per cento; per gli italiani a poca distanza troviamo anche l’istruzione, mentre per i giovani tedeschi sono gli amici ad ottenere il primo posto (95,1 per cento) seguito dal tempo libero e dalle vacanze (90,6 per cento).

Il valore relativo ai “figli” è piuttosto basso nei gruppi di età più avanzata; non più del 70 per cento in ciascun Paese. Il declino dell’importanza di questo valore tra i giovani è rilevato ormai da diversi decenni – hanno spiegato durante la presentazione i ricercatori – ed è confermato dai bassi tassi di fertilità in tutti i Paesi. Oggi, questo valore è significativamente inferiore ai valori tradizionali della gioventù come gli amici o il tempo libero e lo svago. Anche la religione perde terreno nel regolare il comportamento delle giovani generazioni, mentre lavoro e denaro come valori hanno una percentuale significativamente più alta nei Paesi in cui i giovani incontrano i problemi più seri con l’occupazione o una retribuzione decente (il lavoro è prezioso per il 92,4 per cento degli intervistati in Italia, l’87,5 per cento in Polonia contro il 70,7 per cento in Germania). Anche la condizione psicologica vissuta in questo ultimo anno dai giovani europei è stata materia di indagine e ci restituisce in prevalenza dei giovani tedeschi tristi e mesti e dei giovani italiani come i russi sono in prevalenza ansiosi e inquieti. I polacchi sono dilatori.

Stato emotivo-psicologico vissuto dai giovani nel corso dell’ultimo anno

I giovani europei © Eurispes-Iwak

I giovani europei © Eurispes-Iwak

Più in particolare in Italia il 55,5 per cento dei giovani ha avuto emozioni positive durante l’ultimo anno, il 43,4 per cento degli intervistati ha vissuto situazioni emotive di carattere negative. L’incertezza non risulta tipica dello stato emotivo e psicologico dei giovani italiani; è rappresentata da un valore pari a solo l’1,2 per cento. L’equilibrio tra i diversi sentimenti raggiunge un valore positivo pari a +12,1 per cento. In Germania dominano le emozioni negative (43,8 per cento), tra cui – indifferenza, mestizia-tristezza. Il 35,4 per cento degli intervistati fra i giovani ha emozioni positive. Soltanto il 5,7 per cento ha dichiarato che il loro stato d’animo era in costante cambiamento. L’equilibrio tra i diversi sentimenti raggiunge un valore negativo pari a -8,4 per cento. Tra i giovani polacchi prevale uno stato d’animo positivo. Il 48,7 per cento degli intervistati ha emozioni positive, come la calma, l’entusiasmo-l’attività, la tranquillità, la gioia. Un po’ meno di un terzo (31,2 per cento) degli intervistati sperimenta emozioni negative e il 20,1 per cento è in uno stato di incertezza. Il saldo in senso positivo è pari a +17,5 per cento. Infine in Russia lo stato d’animo dei giovani è risultato come suddiviso in egual misura tra tre gruppi: il 37,3 per cento degli intervistati ha sperimentato l’anno scorso uno stato di umore che può essere descritto come negativo; il 32,6 per cento si trova in uno stato di incertezza, che costituisce anche come un’ombra allarmante perché non è chiaro in quale direzione il pendolo oscillerà.

I giovani europei © Eurispes-Iwak

I giovani europei © Eurispes-Iwak

Un altro indicatore dell’orizzonte di pianificazione biologica è relativo al “livello di età idonea per lo svolgimento dell’attività mentale e fisica. Le stime dei giovani indicano i seguenti livelli: 66,6 anni in Italia, 61,2 anni in Germania e 51,1 anni Polonia. I russi stimano il limite di età della loro attività fisica e mentale a 56,2 anni. Le divergenze di 16-20 anni nelle idee relative alle aspettative di vita in generale e alle aspettative di vita in buona salute non corrispondono alle indicazioni fornite dalla moderna medicina, le quali presentano dati di livello significativamente inferiori rispetto alle stime sull’aspettativa di vita fornite dai giovani. A nostro avviso, queste indicazioni dei giovani possono servire da guida per il sistema sanitario e i servizi sociali impegnati in materia di assistenza agli anziani, quando il numero delle persone che avranno bisogno di sostegno in questa fase di età aumenterà di diversi multipli.

In Germania e in Russia le ragazze sono molto ottimiste,
in Italia e in Polonia lo sono di più i giovani uomini

I giovani e le prospettive delineate sul limite di età relativo alla attività fisica e mentale alla durata di vita della loro generazione. L’aspettativa di vita è l’indicatore demografico più importante che caratterizza lo standard di vita della popolazione, dei sistemi sanitari e dei servizi sociali. Secondo i dati di Eurostat per il 2016, l’aspettativa di vita media per i polacchi è stata stimata in 78 anni, per i tedeschi 81 anni, per gli italiani 83,4 anni. Le statistiche ufficiali per Italia, Germania e Polonia danno risultati molto vicini ai risultati dello studio, le loro differenze sono insignificanti. Così, i giovani, avendo davanti agli occhi l’esempio delle generazioni precedenti, determinano molto chiaramente le possibilità della loro longevità. Invece, il risultato del sondaggio dei giovani russi sull’aspettativa di vita della loro generazione, pari a 68,8 anni, è inferiore di 3,9 anni rispetto ai dati delle statistiche ufficiali e riflette la convinzione dei giovani sul fatto che essi dovranno compiere maggiori sforzi per raggiungere i loro obiettivi rispetto all’attuale generazione delle persone attive e, di conseguenza, che le loro risorse fisiche saranno consumate più rapidamente.

I giovani di Italia, Germania, Polonia, Russia e la loro posizione nella scala sociale: come valutano la loro condizione attuale e la loro prospettiva dopo 10-15 anni.

I giovani europei © Eurispes-Iwak

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Livello più basso = 1; livello più alto = 9; risultati dal numero di risposte ottenute

 I giovani tedeschi e i polacchi ritengono di avere le maggiori opportunità di influenzare la politica dello Stato nel suo insieme, così come la politica delle autorità regionali e dell’autogoverno locale. Questo indicatore dimostra l’apertura delle autorità tedesche e polacche nei confronti dei cittadini, la possibilità di costruire un dialogo tra autorità e cittadini residenti. I giovani in Italia credono anche di avere un’opportunità diretta di influenzare il Governo e di interagire con esso, e quindi che essi hanno il diritto di esprimere le loro opinioni su queste o quelle iniziative del Governo e di essere ascoltati da esso. I giovani italiani apprezzano l’opportunità di influenzare la politica delle autorità regionali e comunali. Riguardo alla influenza sulla politica dello Stato nel suo complesso, le opinioni “sì” e “no” sono quasi equamente divise. I giovani in Russia ritengono di non avere influenza sulla politica delle autorità a tutti i livelli, il che è chiaramente correlato alla scarsa importanza per i russi dei valori della democrazia e della politica, al minimo livello in relazione ad altri Paesi.

La partecipazione dei giovani a determinate iniziative nel Paese di residenza consente di valutare il grado di maturità della società civile e la cultura della partecipazione politica. Ad esempio, in un Paese in cui il ruolo della religione e della Chiesa è forte, le istituzioni religiose sono attivamente coinvolte nella società, la partecipazione alle attività religiose è in aumento, come dimostrano i risultati della gioventù italiana (17,6 per cento). Lo stesso si può dire per le attività di volontariato che coinvolgono i giovani in Germania (35,6 per cento) e Italia (36,8 per cento). In Russia e Polonia la quota di giovani che partecipano ad attività simili risulta ridotta di circa la metà, rispettivamente pari al 18,3 per cento e al 17,2 per cento. La vita politica e sociale interna della Germania e dell’Italia mostra un quadro completamente diverso. Il coinvolgimento dei giovani di questi Paesi nella vita politica attraverso la partecipazione a elezioni di vari livelli, referendum, dimostrazioni e manifestazioni non ha confronto con la situazione dei vicini orientali. Significative e intense sono le attività sociali dei giovani nelle organizzazioni di volontariato e la partecipazione ad eventi religiosi, che sono spesso orientate anche ad aiutare i bisognosi.

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Noi giovani europei

© Youtube Federico Miselli

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E' giornalista professionista dal 1987. Vive a Roma dove ha lavorato dal 1981 presso la sede centrale dell'agenzia di stampa ANSA, per la quale ha collaborato anche a Parigi. Sempre nella capitale francese ha svolto uno stage presso Le Monde. In precedenza ha collaborato con il Corriere della sera, l'Espresso, il Manifesto. Ha pubblicato un libro sul movimento studentesco in Italia, dal titolo "Il circo e la pantera" ed ha ricevuto due premi giornalistici per la pubblicazione di due articoli, uno dell'Unione nazionale cronisti e l'altro promosso dalla Biennale di architettura di Venezia.

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