L'Ambasciatore Elbling © il Deutsch-Italia

L’Ambasciatore Elbling © il Deutsch-Italia

Concepire le frontiere come furono pensate all’epoca della fondazione degli Stati nazionali sarebbe anacrostico e negherebbe l’esistenza dei problemi che assillano il XXI secolo. Il ritorno agli Stati nazionale non può essere la soluzione per il presente. L’Europa unita è la soluzione, un’Europa che sia promessa di tolleranza e giustizia sociale. Così l’ambasciatore tedesco in Italia, Viktor Elbling, ha chiuso un incontro che si è svolto a Roma, dal titolo “Giovani sguardi incrociati sul sovranismo”, al quale hanno partecipato scrittori tedeschi e esponenti della politica italiana. Per l’Ambasciatore, che dalla sua recente nomina si è impegnato con il suo staff per incoraggiare confronti del genere con l’ambizione di avvicinare a far conoscere le due realtà, quella tedesca e quella italiana, – occorre andare al di là degli stereotipi che certo non aiutano a interpretare la complessità odierna dei due Paesi, né ad analizzare e capire i problemi che assillano le rispettive comunità, dall’economia all’immigrazione, e l’emigrazione (di giovani italiani in uno Stato più promettente come la Germania) .

Questi temi, ma in particolar modo il fenomeno dell’immigrazione è stato al centro dei diversi interventi, quasi fosse la rappresentazione plastica dell’incapacità odierna di trovare risposte in un’Europa sempre più disorientata.

«Se la Germania non capisce – ha detto la scrittrice Nora Bossongla rabbia di molti italiani, per essere stati lasciati soli con i problemi dell’immigrazione incontrollata, fa il gioco di quanti inveiscono contro di essa e contro l’Europa e promuovono il ritorno alla sovranità totale degli Stati nazionali; le questioni dell’immigrazioni possono essere risolte solo multilateralmente. E per questo servono accordi equi».

Così – sedersi intorno ad un tavolo e discutere, politici, giornalisti, scrittori, intellettuali insieme – diventa fondamentale per l’ambasciatore Elbling, il quale è assoluto assertore di un’Europa unita e di un dialogo interculturale.

Un momento del dibattito © il Deutsch-Italia

Un momento del dibattito © il Deutsch-Italia

Dal dibattito è emersa anche la necessità di discutere in modo più approfondito della questione immigrazione, della quale tutti parlano, ma perdendone di vista la complessità: immigrazione significa parlare di religione e dell’esigenza di accettare che nel nostro Paese chi arriva da fuori come immigrato cambierà, ma ci farà cambiare, significa parlare di famiglia, di autorità e controllo della sicurezza, in sintesi servirebbe una diversa rappresentanza politica che intraprenda un vero confronto sui contenuti e arrivi a fissare regole più eque per tutti, dove gli stessi immigrati abbiano una voce che effettivamente li rappresenti. È questo vale sia per l’Italia sia per la Germania: perché se l’attuale politica in Italia non è capita dalla Germania (il Governo Lega-M5S sfugge alla reale comprensione dei tedeschi che non si spiegano una simile alleanza) è anche vero che l’Italia guarda alla Germania con diffidenza perché la fa da padrona e vuole dettare le regole.

Commissione europea © CC BY-SA 2.0 JLogan

Commissione europea © CC BY-SA 2.0 JLogan

Eppure parlando sempre di immigrazione se per Simon Strauß, scrittore, la famosa frase della Merkel “Noi ce la faremo” (Wir schaffen das) significava rimboccarsi le maniche, ma nella consapevolezza che non sarebbe stato facile gestire il fenomeno in Germania. Per Nora Bossong quella impostazione ha dimostrato con il tempo una sottovalutazione del problema, che ha favorito in seguito il sopravvento della destra. Quello di cui abbiamo bisogno, di cui l’Europa ha bisogno, è una visione per il futuro. Per Alessandro Fusacchia di “Più Europa”, «L’Italia è sull’orlo del precipizio», il clima del sospetto che si va sempre più affermando è la morte della politica vissuta come un’enorme casta. E anche l’Europa con le sue rigidità è vissuta come un’élite lontana dalle necessità dei popoli. Gli italiani poi – ha osservato sempre Strauß – odiano lo Stato, ma amano il loro Paese, i tedeschi invece non scindono mai fra Stato e Nazione e insorgono se si tocca la loro Costituzione.

L’alleanza populista in Italia tra M5S e Lega è vista come un “grande punto interrogativo” che supera anche la perdita di credibilità in auge quando governava Berlusconi; ora i tedeschi si chiedono cosa sta succedendo in Italia perché sfugge alla loro logica un simile sodalizio. Ha risposto la Cinque stelle, Stefania Ascari, la quale ha spiegato che nel contratto di Governo ci sono gli obiettivi di ambedue i partiti, e che rispettando il contratto le contraddizioni si superano. Sull’immigrazione Ascari ha detto che non c’è mai stata una politica seria e che serve lavorare per una reale integrazione. Lavoro nero e evasione fiscale permettendo, ma questo sembra un dettaglio.

Il dibattito che si è svolto sull’Europa

© Radio Radicale

Il “Wir schaffen das” della Cancelliera Angela Merkel

© Youtube Phoenix

mm
E' giornalista professionista dal 1987. Vive a Roma dove ha lavorato dal 1981 presso la sede centrale dell'agenzia di stampa ANSA, per la quale ha collaborato anche a Parigi. Sempre nella capitale francese ha svolto uno stage presso Le Monde. In precedenza ha collaborato con il Corriere della sera, l'Espresso, il Manifesto. Ha pubblicato un libro sul movimento studentesco in Italia, dal titolo "Il circo e la pantera" ed ha ricevuto due premi giornalistici per la pubblicazione di due articoli, uno dell'Unione nazionale cronisti e l'altro promosso dalla Biennale di architettura di Venezia.

    L’isola proibita

    Articolo precedente

    Merzy Christmas

    Articolo successivo

    Ti potrebbe piacere anche

    Commenti

    Lascia una risposta

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *