mucche

muccheChi di noi, camminando, magari durante le vacanze estive, lungo sentieri alpestri, non si è rallegrato nell’udire il lento e ritmato suono dei campanacci d’ottone appesi al collo dalle mucche al pascolo? Immagini e suoni sempre più rari, nell’odierna civiltà, confinati perlopiù in tranquille zone remote, anche difficilmente raggiungibili con i mezzi di trasporto abituali. In Baviera, però, nonostante sia di uno dei Länder più industrializzati ed antropizzati della Germania, tali idilliache scene sono ancora molto frequenti, anche a pochi chilometri da una metropoli come Monaco. Per esempio intorno ad Holzkirchen, che per la maggioranza di chi sfreccia sull’autostrada a quattro corsie che collega con l’Austria altro non è che un’uscita dalla citata, trafficatissima, arteria o una mega area di servizio, sempre affollata di TIR in sosta. Ma i morbidi, verdi, declivi di quella zona a poca distanza dalla Alpi e impreziosita da bellissimi laghi come lo Schliersee o il Tegernsee, costituiscono tuttora uno dei polmoni della potente agricoltura germanica. Con le tradizioni dei suoi Bauern, i contadini, che resistono nel tempo. Ed i suoi paesaggi quasi incontaminati, nei quali la presenza di mandrie di mucche al pascolo è ancora una costante. Un idillio che negli ultimi anni ha anche sempre più attirato cittadini in fuga dalla super-cara ed ogni giorno più inquinata Capitale. Per i quali il sogno della casetta in mezzo al verde, non sempre si è rivelato quello che si aspettavano.

mucchePerché nella campagna bavarese risuonano ancora, eccome, le campane. E passi per quelle dei tipici campanili dalle cuspidi a cipolla, ormai imbrigliate quasi ovunque da regolamenti che ne permettono il disciogliersi festoso soltanto ad orari determinati. Ci sono anche i campanacci delle mucche, E quelli sì, sono un po’meno “regolabili” a termini di legge. A qualcuno lo scampanio delle mucche, alla fine, proprio non è andato giù. Ed è cominciata, ormai quasi dieci anni fa, una guerra di carte bollate e citazioni in tribunale, tra una coppia di questi nuovi “contadini”, sfuggiti alla metropoli in cerca di pace, e una contadina vera ed originale i cui terreni a pascolo confinano con la proprietà dei neo arrivati e sui quali le mucche fanno il loro dovere – pascolando, appunto –, ma con tanto di sonoro campanaccio al collo. Anche di notte. Un “Dlin- dlon-dlin-dlon” che ha portato ai primi due processi, entrambi conclusisi in favore della Bäuerin, Regina Killer – battagliera, ma alla vista paciosa, ad onta del cognome – sia pur con qualche raccomandazione a limitare, quantomeno, la distanza tra le mucche al pascolo e la casa dei “nemici” dello scampanio.

muccheQuesti, però, non hanno rinunciato alla lotta per vie legali (uno degli sport preferiti dai tedeschi, per la verità) e sono ricorsi al tribunale superiore. Che ha dato loro nuovamente torto «Sono contenta, ma temo che non sia ancora finita», ha commentato la contadina. Infatti quest’ultimo ricorso respinto è stato presentato da uno dei due coniugi parti in causa, il marito, ma anche la moglie ne ha presentato un altro, separatamente e per lo stesso motivo, e potrebbe anche avere un esito diverso. Frau Regina, però, non toglierà i campanacci al collo delle sue bovine quando usciranno dalla stalla per il pascolo: «Il suono delle campane delle mucche appartiene alla cultura contadina bavarese. Chi decide di trasferirsi qui dalla città la deve accettare. Per me questo suono è assolutamente rilassante».

mucchePer i due coniugi che hanno scatenato la guerra ai campanacci delle mucche della vicina evidentemente no. Ma, come ha argutamente sottolineato il quotidiano “Augsburger Tageblatt”, tra i molti media che si sono occupati del caso, “per ora possono dormire sonni tranquilli: le mucche non torneranno al pascolo prima di giugno, adesso è ancora troppo freddo”. Ma poi, il giornale ne è sicuro, “il dramma del litigio per le campane delle mucche di Holzkichen riprenderà”. Non potendo, però, i giudici dai mantelli color rosso vinaccia entrare nel merito, si è curiosi di vedere se e quali pecche giuridiche nei precedenti processi potranno rilevare per ordinarne la eventuale revisione. Ma questa sarà ultima e definitiva istanza.

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Nato a Perugia ha la Germania come sua seconda Patria. Oltre a quella italiana, possiede anche la cittadinanza tedesca. Dopo aver lavorato, tra gli anni ‘80 e ‘90, come capo ufficio stampa del Gruppo Fiat a Francoforte ed a Londra e successivamente dell’Italdesign-Giugiaro di Torino, dal 1999 è tornato a vivere stabilmente in Germania. Ė stato a lungo corrispondente della Gazzetta dello Sport, per la quale, oltre ad occuparsi di calcio, ha seguito regolarmente la F.1 su tutti i circuiti del mondo. Continua a lavorare come giornalista nel settore dei motori, collaborando con il quotidiano La Stampa di Torino ed il mensile Quattroruote.

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