Digital Europe

© italianinnovation.org

I prossimi 20 e 21 novembre si terrà a Berlino la conferenza italo-tedesca dal titolo “Investing in Italian Innovation: Smart Policies for a Digital Europe”, ossia “Investire nell’innovazione italiana: politiche intelligenti per un’Europa digitale”. Il tema della digitalizzazione è uno dei più citati negli ultimi anni, ma del quale effettivamente si sa poco, soprattutto a che punto siamo in Europa e nel caso nostro in Italia.

Abitualmente il nostro approccio più comune con la digitalizzazione è quello quotidiano con smartphone, tablet e computer, il cui utilizzo da una parte ci semplifica la vita e dall’altra, forse, ce la complica, costringendoci ad aggiornarci nell’utilizzo delle tecnologie di ultima generazione, e nel rincorrere l’ultimo modello di cellulare o quello di un pc più potente e veloce per compiere operazioni il più delle volte assai banali. Tuttavia questa è solo una piccola parte di ciò che comporta il processo della digitalizzazione. In realtà i campi in cui questa può essere applicata sono molteplici, a partire da quello medico, passando per la pubblica amministrazione fino ad arrivare al settore dei trasporti, solo per fare alcuni esempi.

Secondo la società di consulenza internazionale manageriale “McKinsey & Company” l’utilizzo del potenziale della digitalizzazione nel campo governativo nel mondo porterebbe ad un risparmio in valore economico pari ad un trilione di dollari. Una cifra enorme dunque. Servizi condivisi, maggiore integrazione e miglioramenti della produttività consentirebbero efficienze su tutto il sistema.

A far parte di questo cambiamento contribuiscono le energie rinnovabili e le cosiddette “reti energetiche intelligenti” che permettono la distribuzione dell’energia con maggiore efficienza e minori sprechi. Molto a tal proposito si sta studiando nel settore dell’immagazzinamento dell’energia prodotta con tecnologie legate al solare o all’eolico, così da poterla poi distribuire quando necessario. Nei trasporti l’elettrico rappresenta senz’altro la principale sfida del futuro. Anche se attualmente le tecnologie delle batterie elettriche non consentono il grande balzo verso l’eliminazione dei motori a scoppio, fornire le nostre città e le nostre strade di una rete di distribuzione energetica per le auto elettriche rappresenta un passo fondamentale per i governi nazionali ed i comuni che stanno partecipando alla formazione delle “smart city”.

Altro campo che può beneficiare enormemente della digitalizzazione è quello medico, nel quale l’Italia è senz’altro all’avanguardia. Sarà possibile effettuare operazioni di telemedicina permettendo anche ai pazienti non in grado di spostarsi per usufruire dell’assistenza sanitaria di base di poter effettuare esami diagnostici e piccoli interventi in tempo reale, con l’ausilio di macchinari in grado di garantire questo tipo di servizi in modo autonomo. Ad esempio fare un elettrocardiogramma il cui risultato sarà inviato direttamente al cardiologo che ne potrà monitorare l’esito.

L’Unione Europea ha previsto che entro il 2020 le amministrazioni pubbliche dovranno fornire servizi pubblici amichevoli e “end to end”, ossia un insieme di eventi concatenati tra loro secondo precise metriche e regole gerarchiche, che governano le transazioni e consentono il monitoraggio delle attività di business dall’inizio alla fine, tanto per i privati cittadini che per le imprese.

pwc-studie-digitalisation 2018

pwc-studie-digitalisation 2018

Tuttavia la digitalizzazione comporta anche dei pericoli, come quello relativo al trattamento dei dati. In Germania, la PricewaterhouseCoopers (PwC), società, colosso mondiale dei servizi professionali e di verifica finanziaria, informatica e gestionale, ha portato a termine uno studio su un campione di 400 persone inerente le esigenze, le paure e le aspettative sulla digitalizzazione nella società tedesca. I partecipanti allo studio erano in media ben istruiti, per lo più vivevano in aree urbane, e più della metà erano donne e di età compresa tra i 18 ei 26 anni. I Big Data, ossia le società che raccolgono quantità di dati di ogni tipo e l’intelligenza artificiale (AI, in inglese), sono risultati essere gli argomenti più interessanti per questa categoria di persone. Ma i maggiori pericoli derivanti da queste nuove opportunità sono, ad esempio, la rottura dei confini tra vita privata e lavoro, oltre alla possibilità di sottrazione di informazioni di carattere personale (ad esempio malattie o condizione economica). Le persone hanno bisogno di sicurezza e trasparenza.

In Germania, forse, si è un po’ indietro con il processo di digitalizzazione: la più giovane azienda tedesca informatica quotata in Borsa, la SAP, ha già 46 anni. I grandi successi in questo campo sono americani, cinesi e anche svedesi ed estoni. Mancano ingegneri informatici e la banda larga tedesca sembra segnare il passo, almeno secondo gli esperti della Repubblica federale.

Di questo e di molto altro ancora si discuterà nella due giorni organizzata dall’Ambasciata d’Italia a Berlino, dall’Agenzia per il commercio estero (ex ICE) e dalla Camera di commercio italiana in Germania.

.

Il ministro per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno

© Youtube La7 Attualità

Print Friendly, PDF & Email