© il Deutsch-Italia
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Si sa che i tedeschi sono “parsimoniosi”, e lo sono ancor più (giustamente) se si sta parlando di amministrazione pubblica. Ma a volte porre attenzione ai conti, seppur pubblici, può risultare controproducente, come ha sottolineato la “Süddeutsche Zeitung”. Quel che è accaduto, infatti, sembra più uscito da una cronaca ordinaria del nostro sistema burocratico: durante i controlli effettuati a seguito di un’interpellanza parlamentare è risultato che nel corso del 2018 le somme di denaro non dovute ed erogate ai cittadini che usufruiscono, tramite i Jobcenter, del sussidio dell’Hartz IV, poi recuperate dall’Agenzia federale per il lavoro, ossia la Bundesagentur für Arbeit (BA), sono state pari a circa 18milioni di euro. Si tratta di piccole cifre, al massimo importi pari a 50 euro, per lo più dovute a situazioni burocratiche come quella di chi accetta un mini-job pur avendo appena ricevuto l’indennità di disoccupazione (Arbeitslosengeld II) durante il suo

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primo mese di occupazione. Le somme recuperate fino a 20 euro ammontano addirittura a 4,6milioni di euro. E fino qui sembrerebbe che l’operazione sia un ulteriore successo da attribuire all’inarrestabile macchina burocratica tedesca, tanto efficiente. Peccato però che recuperarle costi all’amministrazione pubblica ben nove volte tanto, ossia 40,6milioni. In totale il costo per il recupero delle somme è ammontato lo scorso anno a ben 60milioni di euro, ossia tre volte tanto le cifre recuperate. Le cose erano andate decisamente meglio nel 2016 allorquando la cifra recuperata era stata di 12milioni di euro a fronte, però, di un esborso per le casse dello Stato di “soli” 26,2milioni.

Kai Whittaker © CC BY-SA 3.0 AG Gymnasium Melle WC

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Le procedure scattano in automatico a partire dai 7 fino ai 36 euro, con avvisi di rimborso e solleciti di pagamento, mentre oltre i 36 euro scattano addirittura provvedimenti di esecuzione amministrativa. «Le spese correnti per il rimborso e l’abrogazione di piccoli importi sono sproporzionate rispetto al rendimento», ha dichiarato l’amministratore delegato dell’Agenzia (BA) Detlef Scheele. Ovviamente la cosa è subito stata oggetto di critiche anche da parte della politica. In particolare il deputato della CDU Kai Whittaker ha affermato che «questi crediti sono solo un esempio della burocrazia nel sistema dell’Hartz IV. Inoltre, non ci sono termini legali chiaramente definiti e troppi sono i casi individuali complicati. Tutto ciò porta i centri di lavoro, i tribunali e le vittime “in un labirinto”». Della faccenda degli importi fino a 7 euro se ne erano già occupati nel 2014 gli allora ministri, delle Finanze, Wolfgang

Wolfgang Schäuble © Emilio Esbardo per il Deutsch-Italia

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Schäuble (CDU), e del Lavoro, Andrea Nahles (SPD), ma il risultato era stato che quantomeno tali somme dovessero essere registrate e considerate come un importo dovuto. Da quel momento il numero dei casi amministrativi da trattare è notevolmente aumentato. Certamente la questione darà modo ai sempre più numerosi detrattori dell’Hartz IV, preso a modello anche da noi in Italia per il cosiddetto reddito di cittadinanza, di aumentare le critiche nei confronti di questo sistema di assistenza sociale.

Ricordo che anni fa, in Italia, ricevetti da parte della Telecom un sollecito di pagamento per presunti consumi telefonici ammontanti a 50 centesimi. Pagamento peraltro non dovuto avendo io all’epoca come gestore telefonico Fastweb. Mi sono sempre chiesto quanto fosse costato l’invio di quel sollecito a fronte dell’“enorme” somma reclamata. Ma si sa che il nostro è il Paese dell’illogicità burocratica. Evidentemente qualche cosa anche in Germania andrebbe rivista.

Alle volte essere più realisti del re non conviene, anche se le regole lo prevedono.

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