La Svizzera sassone © Matteo Corallo per il Deutsch-Italia
La Svizzera sassone © Matteo Corallo per il Deutsch-Italia
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© Matteo Corallo per il Deutsch-Italia

Su queste pagine avevamo già tratteggiato le caratteristiche turistiche e paesaggistiche della Sassonia, ora vorremmo tratteggiare un quadro storico della regione, e mettere in rilievo le peculiarità dei suoi abitanti, partendo dai tempi cosiddetti oscuri di secoli fa per arrivare ai giorni nostri, in verità anch’essi non sempre lucenti.

Nell’Alto Medioevo l’antico Regno di Sassonia era molto più esteso rispetto all’odierno Land federale, comprendendo parti dell’attuale regione del Nordrhein – Westfalen e delle città Stato di Amburgo e Brema. La storia del popolo sassone è anche una storia di eterne ribellioni ed al tempo stesso di eventi sfortunati, che durano fino ai nostri tempi. Durante i cosiddetti “secoli oscuri” del Medioevo, potremmo scoprire come i sassoni fossero stati definitivamente convertiti al Cristianesimo solo grazie alle spade insanguinate di Carlo Magno, fondatore del “Sacro Romano Impero” o del “Primo Reich” che dir si voglia, il quale già all’epoca tentò, fallendo, di riunificare l’Europa sotto un unico tetto egemonico. Gli antichi sassoni combatterono aspramente, persero venendo spesso massacrati dalle truppe carolingie, ma con tutta probabilità furono i nemici che più diedero del filo da torcere all’uomo politico forte dell’epoca, passato poi alla storia.

Lutero

Lutero

I secoli passarono inesorabili e la parte settentrionale della Sassonia, corrispondente all’odierna regione federale della Sachsen – Anhalt, diede alla luce un altro ribelle, anche lui decisamente famoso. Stiamo parlando del monaco Martin Lutero, che con le sue 95 Tesi affisse sul portone della chiesa di Wittenberg avrebbe iniziato la lacerante, ed anch’essa sanguinaria, operazione di distaccamento di una parte della Germania, quella appunto protestante, dalla Roma cattolica. I risultati si vedono ancora oggi.

Federico Augusto III di Sassonia

Federico Augusto III di Sassonia

I sassoni erano decisamente ribelli e, all’epoca, erano ancora dominati da principi elettori indipendenti in una Germania non ancora riunificata dai fucili prussiani. Ribelli, dicevamo, ma anche sfortunati. Un altro uomo entrato nella leggenda, il piccolo cannoniere Napoleone Bonaparte assunto a capo di Francia, riuscì a convincere il principe elettore Federico Augusto III ad appoggiare le sue campagne militari e ad allearsi con lui. La Sassonia fu l’unico regno tedesco a combattere fin da subito a fianco delle truppe francesi, che a più riprese avrebbero invaso lo spazio territoriale tedesco. Per la sua fedeltà Federico Augusto III venne proclamato, anzi si autoproclamò (come nel frattempo aveva fatto lo stesso Napoleone proclamandosi imperatore), re di Sassonia col titolo di Federico Augusto I. Il re umanista che governava la “Firenze sull’Elba”, la rinascimentale e barocca Dresda, si sarebbe poi scusato con il Bonaparte per il tradimento delle sue truppe sassoni, le quali durante la decisiva battaglia di Lipsia (sempre in Sassonia) nel 1813 da alleate dei francesi, all’improvviso, cambiarono idea e girandosi iniziarono a sparare contro i loro (ex) amici.

Pierre Adrien Le Beau, Battaglia di Lipsia, incisione da un disegno di Thomas Charles Naudet

Pierre Adrien Le Beau, Battaglia di Lipsia, incisione da un disegno di Thomas Charles Naudet

La battaglia di Lipsia, definita “delle nazioni” per la presenza sul campo di truppe provenienti da ogni angolo d’Europa, aveva significato l’inizio della fine per l’Impero francese del corso Bonaparte, il quale avrebbe infine perso definitivamente la sua guerra a Waterloo, in Belgio. Per la loro fedeltà (oggi qualcuno li accuserebbe di collaborazionismo col nemico invasore) i sassoni persero i territori più settentrionali ed iniziarono ad entrare nell’orbita della Prussia di Berlino e Potsdam, vera caserma d’Europa, che da lì a qualche anno l’avrebbe annessa al “Secondo Reich” bismarckiano, proclamato nella reggia di Versailles nel 1871 dopo la vittoria sulla Francia imperiale di Napoleone III. Il regno di Sassonia esisteva ancora, ma deteneva poteri meramente formali, come per esempio quello di intrattenere relazioni internazionali con altri Stati sovrani. Il vero controllo fattuale passò nelle mani del casato prussiano degli Hohenzollern, la cui parabola sarebbe finita con la Repubblica di Weimar del 1919, che li avrebbe costretti all’esilio, dopo averli defenestrati. Sarebbero passate poi due guerre mondiali, intervallate dalla sfrenata ed incosciente decadenza della babilonese Berlino e dall’ascesa dei nazisti, per dare il colpo di grazia alla perla della Sassonia, ossia la sua storica capitale Dresda.

-prosegue e finisce qui

Matteo Corallo
classe 1987, laureato in Giurisprudenza a Trieste, sua città natale, blogger. Dal dicembre 2013 vive in pianta stabile a Berlino, dove si diletta a scrivere di Germania e dintorni tentando di verificare se è vero quanto si dice sul mito tedesco della “locomotiva d’Europa”. Dal febbraio 2018 collabora con il Deutsch – Italia, per il quale scrive di politica, attualità ed anche piccole curiosità berlinesi, a suo modesto parere non analizzate a sufficienza dai media cosiddetti mainstream. Per contatti: m.corallo@ildeutschitalia.com.

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