Hildegard von Bingen
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Hildegard von Bingen

Hildegard von Bingen

Non possiamo vivere in un mondo interpretato per noi dagli altri. Un mondo interpretato non può rappresentare una speranza. Una delle nostre paure più grandi è tornare ad ascoltare noi stessi. Parlare usando la nostra voce. Vedere con i nostri occhi.”

Non sono parole pronunciate da un pensatore contemporaneo, ma da una donna vissuta ben mille anni fa, una grande donna, pressoché sconosciuta oggi al grande popolo del web, nata a Bermersheim vor der Höhe – un comune di poco più di 300 abitanti della Renania Palatinato – nel 1098. Hildegard von Bingen fu compositrice, musicista, drammaturga, poetessa, filosofa, naturalista. Visionaria, nell’accezione migliore del termine, poiché – come lei stessa scriveva – le sue scoperte erano ispirate da Dio.

Le visioni di Ildegarda sarebbero iniziate in tenera età e avrebbero contrassegnato tutta la sua esistenza. All’età di otto anni, cagionevole di salute, fu affidata dai nobili genitori all’Abbazia di Disibodenberg dove venne educata da Jutta di Sponheim, giovane aristocratica ritiratasi in monastero. Prese i voti tra il 1112 e il 1115 con il vescovo cattolico Otto von Bamberg, che vent’anni più tardi la consacrerà come badessa.

Hildegard von Bingen Liber Divinorum_Operum

Hildegard von Bingen Liber Divinorum_Operum

Santificata da Papa Benedetto XVI nel maggio del 2012, già il 7 ottobre dello stesso anno la profetessa Ildegarda di Bingen è stata nominata “Dottore della Chiesa Universale” (doctora ecclesiastica universalis), il più alto riconoscimento cui una persona possa aspirare su questa Terra, superiore a qualsiasi onorificenza terrena come il “Premio Nobel” o l’inserimento fra i beni del “Patrimonio mondiale dell’umanità”.

A Santa Ildegarda dobbiamo un patrimonio di oltre 2.000 farmaci naturali che a oggi non trovano impiego in campo medico. Tra questi figurano la spelta”, ideale per la cura dei disturbi gastro-intestinali e per prevenire lo sviluppo delle neoplasie, o le castagne domesticheche contribuiscono alla rigenerazione dei nervi prevenendo la demenza e l’Alzheimer. L’uso della galanga” per la prevenzione dell’infarto miocardico, degli ictus e dell’ipoacusia improvvisa ha rappresentato una scoperta rivoluzionaria e in grado di salvare vite umane. Anche l’effetto del decotto di lenticchie d’acqua è risultato eccezionale per prevenire le neoplasie e come profilassi delle recidive tumorali. Ancora, la cura a base di fìnocchielloè considerata un metodo pionieristico nel trattamento di oltre 20.000 patologie autoimmuni.

Il patrimonio di Ildegarda tramandato dai monaci benedettini in Italia

Vetrata artistica con salottino

Vetrata artistica con salottino

Una eredità tanto preziosa non poteva andare perduta, neppure nel nostro Paese dove le comunità degli Oblati Benedettini continuano a tramandare il pensiero di Ildegarda e le sue preziose ricette.

«La figura della badessa medioevale di Bingen ha esercitato un certo fascino – afferma suor Iris della Comunità di Varese – La copiosa letteratura in materia ci ha poi spronato a ritrovare l’armonia fra l’antico ed il moderno di una tradizione che si rifà all’esperienza di S. Ildegarda. Formata dall’ora et labora, la Santa ha costituito per il suo tempo un significativo punto di riferimento, anticipando con le sue esperienze, ancora valide oggi, la scoperta delle proprietà terapeutiche dei rimedi naturali che sono ritornate da qualche tempo di nuova attualità. Le ricette originali, rivisitate con il sostegno della scienza moderna, ci fanno scoprire in Ildegarda un sorprendente grado di lettura, con vibrante umanità, del bisogno sempre attuale di risposte terapeutiche ai mali contingenti della vita. La Comunità degli Oblati di San Benedetto ha cercato di raccogliere gli antichi rimedi ed i suggerimenti di Ildegarda di Bingen per ripresentare con essenzialità questa preziosa esperienza medioevale, che aveva sempre come base una sapiente scelta di vita in armonia con il Creato ed il Creatore».

Vasi da farmacia e prodotti dei benedettini

Vasi da farmacia e prodotti dei benedettini

In realtà anche a Roma da tempo si stanno moltiplicando iniziative in tal senso presso erboristerie e laboratori privati con workshop per fabbricare preparati secondo la visione olistica della Badessa di Bingen. Ma la legislazione vigente sulla preparazione e la trasformazione delle erbe è (giustamente) severa e restrittiva e non consente la vendita al pubblico di tali manufatti. In Germania – come in Italia – i prodotti erboristici sono considerati farmaci, e pertanto vengono richieste prove di qualità, sicurezza ed efficacia in accordo con la Direttiva 65/65/CEE.

Meglio, quindi, affidarsi alle mani esperte e sapienti dei benedettini. Fa bene alla salute. Fa bene all’anima!

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Hildegard von Bingen

© Youtube ZDF

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