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Il professor Terragrossa © Francesca Parenti

Il professor Terragrossa © Francesca Parenti

In occasione della Giornata Internazionale della Lingua Madre, istituita dall’UNESCO nel 1999 e che ricorre ogni anno il 21 aprile, l’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo ha invitato il professor Jacopo Terragrossa a parlare di bilinguismo. Il professore insegna “Linguistica dell’italiano” all’Università di Amburgo e i suoi studi si basano sulla raccolta di dati in alcune scuole europee bilingui. Affronta fra l’altro i temi dell’apprendimento della prima e della seconda lingua e del bilinguismo.

Il bilinguismo

Il bilinguismo

L’argomento della conferenza svoltasi presso la sede dell’IIC di Amburgo è stato “Bilinguismo e bilateralità: alla ricerca delle migliori pratiche”. Si è affrontato il tema del perché insegnare una seconda lingua ai bambini; una domanda che molti genitori si pongono, temendo che la coesistenza di due lingue sia causa di confusione per il bambino, che ne ritardi l’apprendimento linguistico e in ultima analisi influisca negativamente sullo sviluppo cognitivo e sul rendimento scolastico. Terragrossa ha presentato alcune ricerche basate su quesiti e attività proposti a bambini bilingui in età scolare e prescolare. I risultati confutano qualunque associazione negativa col bilinguismo e sono in parte sorprendenti per la loro portata.

gelato

Gelato

Uno degli “errori” che spesso fanno i bambini bilingui riguarda il code mixing, ovvero la pratica di parlare una lingua utilizzando però alcune parole di un’altra lingua, perché non conosciute nella lingua che si sta usando. È il tipico caso del «vorrei un gelato alla fragola con Streusel colorati». Le ricerche mostrano che, nonostante il bambino utilizzi termini di un’altra lingua, lo fa seguendo precise regole grammaticali – concordanza, posizione nella frase ecc.. Questo dimostra forti competenze linguistiche e se ne deduce che i bambini che fanno code mixing hanno alte capacità cognitive.

I bambini e la lettura

I bambini e la lettura

Il professore ha sottolineato più volte che le interferenze e il code mixing sono fenomeni naturali nell’apprendimento delle lingue. Si tratta di fasi dello sviluppo linguistico il cui superamento può essere favorito offendo al bambino maggiori input nella lingua debole. Fra gli input da proporre la lettura ha sicuramente un posto di primo piano poiché offre grande varietà sintattica, stilistica e terminologica.

Si è anche arrivati alla conclusione che i bambini bilingui nell’apprendimento e nell’utilizzo di una lingua traggono vantaggio dall’altra. Fin da piccolissimi sono in grado di riconoscere frasi grammaticalmente non corrette meglio dei loro coetanei monolingui; questo dimostra che hanno migliori conoscenze metalinguistiche che gli permettono di passare le competenze da una lingua all’altra.

Un’altra teoria dimostrata dagli studi del professor Terragrossa e dei suoi colleghi è che il bilinguismo favorisce il pensiero astratto. I bambini bilingui hanno più elasticità mentale nel capire le intenzioni dell’altro, maggiore facilità nel cambiare prospettiva, nel mettersi nei panni degli altri.

Nella discussione conclusiva i presenti hanno avuto la possibilità di porre domande specifiche e ricevere consigli concreti sull’educazione bilingue. Quello che è stato sottolineato più volte è l’importanza di input costanti in entrambe le lingue e anche della loro diversificazione. È fondamentale che il contatto con la lingua avvenga attraverso diversi canali: genitori, nonni, amici, viaggi, libri, giornali, musica, film e ogni altra possibile fonte.

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I vantaggi del bilinguismo

© Youtube TED-Ed

Francesca Parenti
Traduttrice professionista dal 2000. Ha studiato Lingue a Roma e vive e lavora in Germania. Collabora fra l’altro con varie case editrici nel campo della letteratura per l’infanzia. Madre di due bambini bilingui, è lettrice volontaria e impegnata nella promozione della lettura nell’infanzia. Professionelle Übersetzerin seit dem Jahr 2000. Sie hat in Rom Sprachen studiert und lebt und arbeitet in Deutschland. Unter anderem arbeitet sie für Kinderbuchverlage. Sie hat zwei zweisprachige Kinder, ist ehrenamtliche Vorleserin und engagiert sich für die Leseförderung.

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