Crimini
Alfonso Bonafede © CC BY-SA 4.0 daticamera

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Di problemi di giustizia in Italia ne sappiamo qualcosa. Da ultimo le polemiche legate all’annuncio fatto dal nostro ministro della Giustizia Alfonso Bonafede (M5S) circa l’intenzione di riformare il processo civile. Nell’intenzione del provvedimento ci sarebbero 3 punti cardine: la semplificazione del sistema, la riduzione dei tempi del procedimento e la dilatazione dell’attività istruttoria. Poi, ovviamente, ci sono altri punti fondamentali che dovrebbero essere modificati, come l’eliminazione dell’atto di citazione che verrebbe sostituito con il ricorso, e via discorrendo. Come sempre accade nel nostro Paese, le opinioni in merito sono discordi e si levano le critiche come quella dell’Associazione nazionale forense (ANF) che ritiene il provvedimento “punitivo” nei confronti del cittadino.

Tuttavia il nostro non è il solo Paese ad avere le sue gatte da pelare in merito al mondo della Giustizia, anche la Germania ha le sue. La legge è uguale per tutti, in teoria, ma a seconda di dove ci si trova. Questo è quanto emerge da uno studio effettuato da Volker Grundies, ricercatore presso il Max-Planck-Institut. Lo studioso ha esaminato infatti circa un milione e mezzo di sentenze emesse dai circa 800 tribunali statali e regionali tedeschi durante gli anni 2004, 2007 e 2010. Quel che ne è emerso è che c’è un’evidente disparità di giudizio, a parità di reato e della sua gravità, a seconda del posto dove è stato emesso il verdetto. Sanzioni particolarmente elevate sono state imposte dai tribunali dell’Alta Baviera e del Sud dell’Assia, mentre un trattamento più favorevole per gli imputati è prevalso nel Baden-Württemberg e nello Schleswig-Holstein. I giudici più severi sono seduti nella sede distrettuale di Monaco I, mentre la sede più “mite” sembra essere quella di Friburgo.

A quanto risulta dall’analisi dei dati, in circa un quinto dei distretti giudiziari, i giudici pronunciano punizioni che sono almeno il dieci per cento al di sopra della media nazionale, mentre in un altro quinto sono del dieci per cento inferiori alla media. Ovviamente i verdetti variano in base alla gravità del reato, ai precedenti penali o alle circostanze attenuanti, tutti fattori di cui in ogni caso si è tenuto conto nello studio assieme all’età, al sesso e alla nazionalità del colpevole.

Solo per fare un esempio, a Kiel una rapina viene punita in media con un anno e undici mesi di reclusione, mentre a Coblenza si passano in carcere due anni e cinque mesi. Ovviamente si parla di atti comparabili e perpretati in circostanze simili. Secondo Grundies molte delle differenze sono dovute al contesto in cui vivono i giudici, in cui ci sono particolari tradizioni regionali sanzionatorie. Poi ovviamente intervengono altri fattori, come la voglia di fare carriera da parte di alcuni. Per quanto riguarda il ruolo della politica e la sua influenza è da notare che la vera differenza si riscontra soprattutto in Baviera, dove le sentenze dei tribunali di Corte d’appello a Monaco di Baviera sono in media il 16 per cento più dure rispetto alla media nazionale, mentre nel distretto di Norimberga e Bamberga risultano esserlo solo del quattro per cento.

Controlli di polizia © il Deutsch-Italia

Controlli di polizia © il Deutsch-Italia

Il problema della disparità di giudizio è noto agli avvocati che lamentano, per così dire, una giustizia fatta per “abitudine locale” e richiedono a gran voce l’istituzione di una commissione nazionale che regolamenti le condanne. Si difende da tale accusa il direttore generale dell’Unione dei giudici tedeschi, Sven Rebehn, il quale ritiene che «molti casi che a prima vista sembrano essere comparabili, ad un esame più attento dell’atto e dell’autore del reato in realtà non lo sono».

Come che sia, malfattori che agite in Germania, pensate bene a dove compiere il vostro crimine prima di metterlo in atto. La “vacanza” nelle patrie galere potrebbe poi essere più breve o lunga in base alla scelta compiuta.

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© Youtube Alexandros Tallos

 

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