Come favorire il bilinguismo nei bambini – È senz’altro vero che i bambini imparano con facilità e che, esposti a due lingue fin dall’infanzia, le assimilano entrambe. Tuttavia è anche vero che l’apprendimento dipende dal grado di esposizione alle due lingue: più sentono una lingua e più interagiscono con essa, maggiore e migliore ne sarà l’apprendimento. Quindi sicuramente non guasta dare qualche “aiutino”. Vediamo allora come possiamo aiutare i nostri figli a crescere bilingui e a coltivare anche quella delle due lingue che rimane più “debole”.

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La motivazione

Per usare una lingua – come per fare tante altre cose – i bambini hanno bisogno di un motivo forte, hanno bisogno di avere la sensazione di poter “fare” qualcosa usando quella lingua, di poter raggiungere un obiettivo che usando l’altra lingua non raggiungerebbero. Ad esempio giocare a nascondino con un cuginetto in Italia, imparare a costruire una fionda insieme al nonno, preparare la crostata insieme alla nonna, ma anche ascoltare la lettura di un libro che c’è “solo” in italiano (quantomeno qui in casa nostra e in questo momento). Gli adulti di motivazioni ne vedono ben altre pensando alla scuola e al mondo del lavoro, ma per i bambini la prospettiva di lavorare in un’azienda di import-export non è molto convincente: meglio concentrarci sul loro mondo e sul presente.

Neurodidaktik – Grundlagen für Sprachlehrende © Hueber

Neurodidaktik – Grundlagen für Sprachlehrende © Hueber

La neurodidattica ha scoperto già da tempo che una delle motivazioni migliori per imparare è il divertimento – sia per gli adulti che per i bambini. Semplificando si potrebbe dire che quando ci divertiamo il cervello è più disposto a lasciar passare informazioni e a memorizzarle (per chi insegna lingue è illuminante il libro di Marion Grein Neurodidaktik – Grundlagen für Sprachlehrende, edito da Hueber; illuminanti e molto divertenti sono anche i suoi seminari di neurodidattica – divertenti, appunto per imparare meglio).

Dunque per favorire l’apprendimento è bene creare situazioni in cui i bambini si sentono a proprio agio, in cui l’atmosfera è rilassata e ci si diverte insieme. Al contrario è sconsigliabile forzarli o imporgli di parlare italiano quando non vogliono: si rischia di creare un’atmosfera tesa e di metterli sotto pressione; e quindi di nuocere all’apprendimento causando l’associazione dell’italiano a qualcosa di negativo.
Inoltre ai bambini, in generale, piace essere come gli altri e in alcuni casi la consapevolezza di parlare un’altra lingua può farli sentire “diversi” e portarli al rifiuto. Per questo è importante mostrargli che non sono gli unici, che a scuola e fra gli amici ci sono altri bambini che parlano più lingue, e che anche molti degli adulti che li circondano sono bilingui – a partire dai genitori, ma forse anche qualche maestra, l’allenatore di calcio o l’insegnante di pianoforte. Questo li può aiutare a trovare dei modelli a cui ispirarsi e a sentirsi parte di un gruppo.

 

Il contatto con la lingua e la cultura

È fondamentale stabilire un rapporto positivo con entrambe le lingue e le culture, valorizzandone le particolarità e anche le differenze. Creare dei momenti d’incontro con altri bambini italiani può far nascere delle amicizie e – indipendentemente dal fatto che i bambini fra loro parlino italiano – contribuire ad associare l’essere italiano a un sentimento forte e positivo come l’amicizia. Anche frequentare manifestazioni, mostre e feste che hanno a che fare con l’Italia aiuta i bambini a scoprirne la cultura e offre ai genitori lo spunto per parlare con loro di temi di cui altrimenti non si sarebbe discusso – una mostra su Leonardo da Vinci, la rappresentazione teatrale di Pinocchio, un concerto di musica italiana.

Abitare in una grande città è sicuramente un vantaggio da questo punto di vista: ci sono più manifestazioni culturali, più occasioni di incontrare italiani, e molte grandi e medie città hanno un istituto italiano di cultura o un centro di cultura italiana a cui poter fare riferimento. Chi vive nei piccoli centri deve faticare un po’ di più per creare delle occasioni di vivere la lingua e la cultura italiane fuori casa. In questo un prezioso aiuto può essere offerto dai social network, grazie ai quali si può entrare in contatto con altri italiani che abitano nelle vicinanze e organizzare privatamente degli incontri. Negli ultimi anni in particolare su Facebook sono nati molti gruppi dedicati alle famiglie italiane con bambini residenti in Germania e attraverso di essi molti genitori hanno organizzato autonomamente gruppi di gioco per i propri figli, o incontri per parlare e fare altre attività in italiano, dallo sport alla cucina, dalla visita di musei alla lettura.

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Parlare due lingue migliora la memoria?

© Youtube RAI

Francesca Parenti
Traduttrice professionista dal 2000. Ha studiato Lingue a Roma e vive e lavora in Germania. Collabora fra l’altro con varie case editrici nel campo della letteratura per l’infanzia. Madre di due bambini bilingui, è lettrice volontaria e impegnata nella promozione della lettura nell’infanzia. Professionelle Übersetzerin seit dem Jahr 2000. Sie hat in Rom Sprachen studiert und lebt und arbeitet in Deutschland. Unter anderem arbeitet sie für Kinderbuchverlage. Sie hat zwei zweisprachige Kinder, ist ehrenamtliche Vorleserin und engagiert sich für die Leseförderung.

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