Venezia © Karmen Corak
Venezia e le navii © Karmen Corak
Venezia © Karmen Corak

Venezia e le navi © Karmen Corak

Dopo che un gigantesco transatlantico si è schiantato nel porto il 2 giugno scorso travolgendo un battello turistico, molti veneziani affermano che le navi da crociera e le orde di turisti provenienti da ogni parte del mondo stanno uccidendo la loro città nel vero senso della parola. E, a distanza di poco più di un mese un’altra nave da crociera, la Costa Deliziosa sbandando, ha rischiato di finire sulla banchina.

Thomas Mann 1929 © Nobel Foundation

Thomas Mann 1929 © Nobel Foundation

Venezia – è risaputo – è da sempre una delle mete preferite dagli stranieri. Soprattutto tedeschi, per le vacanze. Fu consacrata da Thomas Mann in “La Morte a Venezia” – poi divenuto film sotto la regia del grande Luchino Visconti -, ma la città lagunare fu cara anche a Goethe che nel suo “Ricordi di viaggio in Italia”, gli dedica un intero capitolo: “Allorquando viddi accostarsi alla barca che mi portò da Padova la prima gondola (imperocchè vengono queste per trasportare più sollecitamente a Venezia i passeggieri i quali hanno premura), mi ricorse alla memoria un balocco della mia prima infanzia, al quale non avean, pensato da forse vent’anni. Mio padre possedeva un bel modellino di una gondola, che aveva portato di Venezia, lo teneva molto caro, ed era una grande concessione, allorquando mi si permetteva di divertirmi con quello…”.

Ebbene, poco o nulla con quel “balocco” hanno a che fare questi giganti del mare che oggi minacciano la bellezza senza tempo della Serenissima. Se ne è occupata in questi giorni la BBC con un interessante servizio pubblicato sul Business Daily dal significativo titolo: “The Death of Venice?”. Manuela Saragosa – reporter della maggiore emittente britannica – ha intervistato a turno gli attivisti anti-overtourism: Tommaso Cacciari del “Comitato No Grandi Navi” (No Big Ships), Sebastiano Giorgi del “Gruppo 25 Aprile” e Matteo Secchi – creatore insieme a Stefano Soffiato della piattaforma “Venessia.com– che riunisce personaggi di spicco e non, accomunati dal timore che la propria città natale si stia trasformando progressivamente in un gigantesco parco a tema. Ma non si tratta semplicemente di bandire i visitatori – sottolinea la reporter della BBC – Venezia accoglie 30milioni di turisti ogni anno – circa 600 volte il numero di residenti in città, molti dei quali devono al turismo la loro sopravvivenza.

Il ministro Danilo Toninelli © il Deutsch-Italia

Il ministro Danilo Toninelli © il Deutsch-Italia

La Saragosa interpella anche il ministro dei Trasporti italiano Danilo Toninelli (Movimento 5 Stelle) che tenta di illustrare il piano del governo. Jan Van Der Borg dell’Università di Venezia – dal canto suo – spiega perché l’economia del turismo è molto più traballante di quanto la maggior parte dei responsabili politici lascino credere.

Wahnsinn Kreuzfahrt © Ch. Links Verlag

Wahnsinn Kreuzfahrt © Ch. Links Verlag

Prima di questo servizio la stampa tedesca aveva dedicato altresì molto spazio all’accaduto. In particolare la “Süddeutsche Zeitung” che tuttavia – secondo la blogger Petra Reski che vive da tempo nella città lagunare – avrebbe strumentalizzato l’accaduto per scagliarsi contro il ministro Toninelli, bersaglio preferito del sindaco Brugnaro da quando quest’ultimo ha respinto la “soluzione” di far attraccare le navi da crociera nel porto industriale di Marghera, accanto alla raffineria. L’esperto di crociere Wolfgang Meyer-Hentrich è intervenuto pure lui in questi giorni nel dibattito che rimbalza ormai da tempo tra i media di tutto il mondo, paventando un turismo di massa sul mare. Per quest’ultimo – autore dell’opera “Wahnsinn Kreuzfahrt. Gefahr für Natur und Mensch” (20 euro, 248 pagine) le “navi mostruose” stanno diventando sempre più grandi e conducono un sempre crescente numero di persone attraverso gli oceani. Nella sua ultima fatica Meyer-Hentrich dichiara in sostanza che l’industria delle crociere sta distruggendo le città e mette in serio pericolo l’ambiente. Ma costituisce altresì una grave minaccia per l’incolumità e la salute umana.

Venezia e le navii © Karmen Corak

Venezia e le navii © Karmen Corak

Infatti una grande nave da crociera nell’arco di 10 ore di stazionamento produce inquinamento tanto quanto 1.500 auto diesel con il motore acceso 24 ore al giorno, per la durata di un anno. Al di là della bagarre politica e culturale che un argomento così scottante inevitabilmente ha scatenato, una convinzione accomuna tutti: le navi da crociera non appartengono a Venezia. Al pari degli elefanti in una cristalleria, i giganti del mare devono essere tenuti lontano da questa fragile città che vuole continuare a vivere.

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