Stampa bugiarda © il Deutsch-Italia
Stampa bugiarda © il Deutsch-Italia
Lo scandalo Relotius © Youtube ZDF

Lo scandalo Relotius © Youtube ZDF

Da qualche mese in Germania non si è parlato d’altro. A tenere banco è il caso di Claas Relotius.  Il famoso e stimato giornalista del quotidiano di Amburgo “Der Spiegel” è finito sotto la bufera per aver falsificato e in parte inventato (per anni) i suoi articoli e reportage da tutto il mondo. Tutto è iniziato alla fine del 2018 quando alcuni suoi colleghi, su segnalazione di alcuni lettori, hanno cominciato a dubitare del giornalista. Da quel momento il suo lavoro giornalistico è finito sotto la lente d’ingrandimento e si iniziò ad esaminarlo. Il risultato è stato scioccante: molti personaggi dei suoi reportage e dei suoi articoli non furono mai intervistati, o addirittura storie complete erano state inventate.

Lo scandalo Relotius © Youtube ZDF

Lo scandalo Relotius © Youtube ZDF

Relotius vantava, seppur sia molto giovane (33 anni), una grande e ottima reputazione in tutto il panorama giornalistico tedesco e internazionale. Ha scritto per grandi testate giornalistiche come la “FAS” (Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung), il “Financial Times Deutschland”, “Die Welt(am Sonntag) e Die Zeit, famoso settimanale diretto dall’apprezzatissimo e stimato italo- tedesco Giovanni Di Lorenzo nella sua versione online, e l’agenzia stampa “Dpa. Al 33enne giornalista in questi anni sono stati assegnati diversi premi giornalistici nazionali ed internazionali per i suo lavoro da reporter, che alla luce dei fatti di questi mesi, fa porgere la domanda: in che modo e con quali criteri? Tra i più prestigiosi premi che gli sono stati assegnati, spicca quello internazionale della rete televisiva americana “CNN”, che lo ha insignito per ben due volte del riconoscimento “Journalist of the Year” (giornalista dell’anno), mentre la newyorchese rivista “Forbes” lo ha inserito nella lista dei migliori “trenta sotto i trent’anni” (30 under 30).

Il suo caso sta scuotendo tutto il mondo giornalistico tedesco e, se da una parte si ci chiede come un giornalista affermato e stimato abbia potuto lavorare per anni inventando storie, dall’altra si critica il mondo dei media tedeschi che gli hanno attribuito tantissimi premi, facendo inoltre dubitare circa la possibilità che altri casi “Relotius” possano presenti nel panorama dei media in Germania. Nessuno infatti aveva mai dubitato della sua professionalità, anzi tutti apprezzavano il suo lavoro minuzioso e completo. Il giornalista, grazie ai premi ricevuti, godeva di una certa qual “aurea di protezione” nell’opinione pubblica tedesca e tra i colleghi.

Der Spiegel Abbiamo molte domande su noi stessi

Der Spiegel Abbiamo molte domande su noi stessi

“Der Spiegel” sta ora cercando in tutti i modi di fare luce sulla vicenda, per correttezza nei confronti dei milioni di lettori, con la creazione ad hoc di una commissione interna di giornalisti, incaricati di fare chiarezza e scoprire quanti degli articoli e delle sue storie siano stati effettivamente inventati. C’è da credere che la ricerca sarà minuziosa e, nel frattempo, il giornalista tedesco è stato naturalmente licenziato dal giornale. Si prospettano sanzioni di carattere disciplinare nei suoi confronti per violazione del codice deontologico dei giornalisti (Der Pressekodex), e dovrà fare sicuramente i conti con la giustizia tedesca per aver speso e/o fatto sparire dei soldi destinati ai bambini siriani, e ottenuti attraverso un’apposita campagna di raccolta. Non c’è più la stampa di una volta.

 

Lo scandalo Relotius dello Spiegel: cosa deve cambiare?

© Youtube ZDF

A Carnevale ogni scherzo vale. O quasi

Articolo successivo

Ti potrebbe piacere anche

1 Comment

  1. I tedeschi…

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *