Marlene Mortler © Elaine Schmidt

Il commissario per le droghe del governo Marlene Mortler (Csu), che fa parte della divisione del ministero federale della Salute tedesco, ha presentato lo scorso martedì la relazione nazionale sul consumo delle droghe e sull’assuefazione alle stesse per l’anno 2017. Lo studio è stato fatto in collaborazione con l’IFT, istituto per la ricerca delle terapie (Institu für Therapieforschung) di Monaco di Baviera, con a capo il prof. Ludwig Kraus.

I risultati della ricerca hanno evidenziato un leggero calo dei morti per consumo di droghe in Germania durante il 2017, contabilizzando il triste numero di 1.272 vittime, contro le 1.333 dell’anno precedente, ossia un calo del 5 per cento. Di costoro ben l’85 per cento erano uomini (ovviamente il 15 erano donne), ma ciò che più colpisce è l’età media di questi deceduti, ossia in maggioranza sono trentanovenni. Questo vuol dire che molti di loro avevano una famiglia, spesso con bambini piccoli, che rimarranno orfani presto e cresceranno in un contesto socio-familiare certamente difficile, e il cui numero è stato calcolato in circa 3milioni.

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La causa più frequente di morte, con 707 casi, come negli anni precedenti è dovuta al consumo di oppioidi come l’eroina e la morfina. C’è stato però anche un leggero aumento di cocaina e crack. L’83 per cento delle morti è stato causato da overdose, il 7 per cento da conseguenze a lungo termine dell’assunzione delle droghe e la stessa cifra è stata causata da suicidio. Il restante 3 per cento è stata causata da incidenti di ogni genere.

Il numero dei decessi per droga in Germania dal 1990, anno in cui furono più di 2.000 vittime, era in calo costante (eccezion fatta per il 2000). Questo fino al 2012, quando i morti furono “solo” 994. Poi le cifre sono tornate a salire.

Questo preoccupa ovviamente il commissario Mortler, così come l’aumento delle NPS (New Psychoactive Substances), le cosiddette nuove sostanze psicoattive non ancora coperte dalla legislazione sulle droghe, che hanno invaso il mercato europeo. Una speranza è riposta in nuovi tipi di rimedi come il Naloxone, un farmaco di sintesi che è stato il primo antagonista-oppioide puro, usato principalmente nel trattamento della depressione respiratoria causata da sovradosaggio di eroina o morfina. Il farmaco attualmente è vietato in Germania, ma c’è un progetto pilota in Baviera che ne prevede l’utilizzo. «I tossicodipendenti e i loro parenti dovrebbero essere addestrati all’uso del Naloxone come primo soccorso», ha sottolineato il prof. Kraus. In troppi considerano la tossicodipendenza ancora come un problema da “nascondere” e questo non fa che peggiorare le cose: «La dipendenza non dovrebbe più essere il segreto di famiglia meglio custodito», sostiene Mortler, che intende adoperarsi affinché si arrivi a collegare l’uso di droghe alla legge sanzionatoria. Chiunque in futuro venga catturato dalla polizia per possesso personale di cannabis dovrebbe poter scegliere se pagare una multa o chiedere volontariamente l’aiuto di un esperto.

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Il leggero calo delle vittime non riguarda però la capitale Berlino. Chiunque frequenti alcune zone della città come Görlitzer Park nel quartiere di Kreuzberg, o la zona di Leopoldplaz nel distretto di Wedding, sa bene che il consumo di droga è più che abituale. Vicino la fermata della linea 1 di Görlitzer Bahnhof o nel parco adiacente, ad ogni ora del giorno e della notte, ci sono spacciatori di colore che offrono un po’ di tutto ai passanti, andandoli ad accogliere anche sulle banchine della metropolitana. Non è pertanto un caso che il numero di decessi per droga a Berlino sia aumentato di nuovo in modo significativo negli ultimi anni. Il valore più basso di morti dal 2008 correlati al consumo di stupefacenti è stato nel 2012, con “soli” 113 decessi. Nel 2015 si era già arrivati a 153. Si è calcolato che in media, ogni 100.000 abitanti, ci sono attualmente 4,7 decessi legati alla droga a Berlino, il che rappresenta il valore più alto in Germania. Solo a Colonia si arriva a 4,6 in rapporto alla stessa cifra di persone. Tristi primati.

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Görlitzer Park a Berlino

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