Späti © il Deutsch-Italia
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Supermercati aperti © il Deutsch-Italia

Supermercati aperti © il Deutsch-Italia

Sono da poco passate le feste pasquali e immancabile c’è stata la polemica sull’apertura dei negozi che vede contrapposti piccoli esercenti e grandi centri commerciali da una parte, e lavoratori e sindacati dall’altra. Esercitare il diritto al giusto riposo per passare i giorni di festa con i propri cari, o quello di poter vendere merci a vantaggio di quanti durante il resto della settimana lavorano e non hanno il tempo di fare compere? Ovviamente le opinioni al riguardo sono contrapposte e la polemica ha coinvolto direttamente l’ambito politico. L’attuale Governo giallo-verde aveva promesso (per bocca del Vice-premier Luigi Di Maio) l’approvazione di un progetto di legge entro la fine dello scorso anno, ma così non è stato. Il testo, frutto della sintesi di 7

Luigi Di Maio © il Deutsch-Italia

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progetti di legge, prevede 26 aperture domenicali su 52, e la chiusura nelle 12 festività nazionali, con 4 possibili deroghe e diverse eccezioni: dai negozi nei centri storici a quelli di vicinato, fino alla possibilità di concentrare le 26 aperture in una stagione per le zone turistiche. Dopo un primo ciclo di audizioni dello scorso anno e il lavoro di sintesi, il nuovo Ddl è stato depositato lo scorso 31 gennaio. Se tutto andrà bene non vedrà la luce prima della fine dell’estate prossima. Da una parte la Lega vorrebbe “valutare meglio” i possibili effetti negativi sull’economia delle chiusure domenicali, e dall’altra i Cinque Stelle che vorrebbero invece accelerare i lavori parlamentari a tal proposito.

Späti © il Deutsch-Italia

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Anche in Germania l’apertura domenicale e durante i giorni festivi dei negozi è stata a lungo oggetto di polemiche, e lo è tutt’ora, con particolar riferimento ai cosiddetti Spätkauf o Späti (che è l’abbreviazione di Spätverkaufsstelle), ossia quei negozietti tipici di città come Berlino (dove sono circa 900), Dresda o Lipsia, gestiti per lo più da turchi o asiatici, in cui è possibile acquistare generi di prima necessità e tabacchi per tutta la notte (da spät che vuol dire tardi e Kauf, cioè acquisto). Proprio in questi giorni infuria l’ennesima polemica politica nella Capitale tedesca circa l’apertura domenicale di questi ultimi, che sono considerati una vera e propria istituzione. Secondo la legge che regolamenta l’orario di apertura dei negozi berlinesi in teoria solo fiori, giornali e prodotti da forno o caseari possono essere venduti di domenica fra le ore 7 e le 16. Oggetti per turisti e bevande analcoliche solo fra le 13 e le 20, ma non alcolici. Gli Späti sarebbero dunque fuori legge, aprendo durante la domenica e vendendo alcolici. I Verdi (quasi tutti), parte della CDU, parte della SPD (per lo più delle sezioni locali, diversamente dai partiti nazionali) e l’FDP si sono schierati a favore del mantenimento di questa vecchia tradizione commerciale, suggerendo a deputata Silke Gebel (Verdi) come escamotage di dotarli di stazioni di ricarica elettrica per auto e biciclette, equiparandoli dunque alle stazioni di servizio che possono vendere anche di domenica. Al momento i controlli da parte dell’Ordnungsamt (l’ufficio amministrativo che sovraintende a queste e altre questioni cittadine) latitano, perché non ha personale a sufficienza per i controlli, per di più durante giorni festivi.

Supermercati tedeschi © il Deutsch-Italia

Supermercati tedeschi © il Deutsch-Italia

D’altra parte c’è da dire che le abitudini e la legislazione al riguardo delle aperture dei negozi sono molto mutate in Germania negli ultimi anni. La regolamentazione varia da Land a Land, ma genericamente la Gesetz über den Ladenschluss, cioè la legge sulla chiusura dei negozi, ha subito tanti cambiamenti nel corso dello scorso secolo. Dal 1956 determinava che i negozi dovessero essere aperti dal lunedì al venerdì dalle 7:00 alle 18:30 e il sabato fino alle 14:00. Successivamente, prima solo il primo sabato del mese, poi in ognuno dei 4 sabati di Avvento, l’apertura fu prolungata fino alle 18:00. Per circa 30 anni le cose rimasero così, fino al 1989 quando fu permessa il giovedì l’apertura sino alle 20.30. Dal 1996 quest’ultima possibilità venne tolta, ma in compenso i negozi potevano aprire dalle 6:00 alle 20:00 e fino alle 16:00 il sabato. Infine nel 2003 si decise di far rimanere aperti i negozi dal lunedì al sabato dalle 6:00 alle 20:00, sabato incluso. Nel 2006 il Bundestag decise che ogni Land potesse decidere autonomamente gli orari di apertura. A Berlino attualmente alcune catene di supermercati sono aperte fino a mezzanotte (23:30 il sabato) a partire dalle 7:00 della mattina, e in prossimità delle principali stazioni ferroviarie ci sono supermercati aperti anche la domenica.

Supermercati tedeschi © il Deutsch-ItaliaLa FDP vorrebbe la liberalizzazione delle aperture, anche per contrastare, a suo dire, lo strapotere dei giganti delle vendite online. Al contrario parte dell’SPD e la Linke temono che questo dia il via ad una liberalizzazione sì, ma selvaggia. Chissà chi avrà ragione? Ma come dire… è il mercato bellezza, parafrasando Humphrey Bogart.

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