“I tedeschi lavorano duro per la loro ricchezza”. Così ha titolato pochi giorni fa la “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, il più blasonato giornale di Germania. Il motivo? Semplice, ha ripreso i dati del “World Wealth Report 2017”, realizzato dal gruppo finanziario tedesco Allianz in collaborazione con la società di consulenza informatica Capgemini. Il rapporto stilato su diversi parametri inerenti la ricchezza mondiale ha preso principalmente in considerazione il patrimonio netto delle persone che possiedono dal milione di dollari in su (non calcolando residenze, oggetti da collezione e beni di consumo).

Ebbene, lo scorso anno il numero dei milionari nel mondo è aumentato dell’otto per cento, al livello record di 16,5 milioni di persone. Piccolo particolare è che queste persone possedevano una fortuna di 63,5 triliardi di dollari insieme (53,6 trilioni di euro), mentre le attività monetarie lorde globali sono pari a 169,2 trilioni di euro. Il che vuol dire che sedici milioni e mezzo di persone detiene più di un terzo (netto) della ricchezza lorda del resto del mondo (circa 7 miliardi e 400milioni di individui). Le attività monetarie, secondo l’analisi, è aumentata nel mondo del 7 per cento, ma i beneficiari di questo sviluppo non sono i poveri.

La più piccola quota (1,4 per cento) delle attività monetarie lorde globali si è registrata nell’Europa orientale: “solo” 2,4 trilioni di euro. Qui si è registrato un notevole rallentamento della crescita patrimoniale e l’intero tasso di crescita è costantemente diminuito negli ultimi tre anni. In particolare questo è vero per i Paesi al di fuori dell’Unione europea. Regione del mondo più “fortunata” sembra essere il Sud-America, dove tra il 2006 e il 2016 il tasso di crescita annuale delle attività finanziarie private è stato in media del 12 per cento. Alla fine del 2016, le attività delle famiglie in America Latina ammontavano a quasi 3,5 trilioni di euro. Questo è dovuto alle elevate quantità di materie prime come il rame e il petrolio presenti nel continente.

A crescere di più in assoluto risulta essere l’Oceania con un aumento totale del 7,6 per cento. Nel complesso, il risparmio privato in questo continente è più che raddoppiato dal 2006. Alla fine del 2016 ammontava a 3,7 trilioni di euro. Nella classifica mondiale, tuttavia, questo rappresenta solo il quinto posto.

Il Giappone, con una posizione finanziaria lorda di 15,2 trilioni di euro e 118.950 euro pro capite, risulta essere uno dei dieci Paesi più ricchi del mondo, ma la sua ricchezza finanziaria privata è cresciuta solo in media di 1,1 per cento l’anno. Nel resto dell’Asia, invece, il tasso di crescita medio annuo del 2016 è stato di circa il 15 per cento. Come in nessuna altra parte del mondo. La nazione trascinante è stata sicuramente la Cina, dove negli ultimi dieci anni le attività finanziarie delle famiglie sono aumentate di una media di quasi il 21 per cento all’anno. La ricchezza delle famiglie asiatiche può anche essere vista come un insieme. Nel 2016 ammontava a 32,4 trilioni di euro (escluso il Giappone).

L’Europa non sta affatto messa male, anche se nel rapporto si lamenta il fatto che il suo tasso di crescita medio della ricchezza è “solo” del 3,4 per cento, con un valore monetario lordo complessivo di 35,3 trilioni di euro, che poi sarebbero il 21 per cento del capitale globale. Gli europei investono prevalentemente in assicurazioni e in pensioni, che equivalgono al 41 per cento delle attività globali lorde.

I tedeschi nella classifica della ricchezza mondiale (dei 60 Paesi presi in considerazione nella classifica) arrivano “solo” al 18esimo posto, ma in quanto al numero di milionari sono al terzo posto assoluto, dopo Stati Uniti e Giappone. Seguono Cina, Francia, Regno Unito, Svizzera e Russia. Quest’ultima ha il più forte tasso di crescita con un aumento di milionari del 20 per cento. La crescita del patrimonio monetario della Germania è del 4,7 per cento, ossia 5,7 trilioni di euro. Nell’area euro ben il 68 per cento dei patrimoni è in investimenti, ma il Paese della Cancelliera Merkel lo fa solo per il 27 per cento. Nel 2016 i tedeschi hanno risparmiato ben 200miliardi sul reddito, mentre in tutto il resto della zona euro messa assieme tale risparmio è stato di 250miliardi. «I tedeschi non fanno lavorare il loro denaro, lavorano per i loro soldi», ha detto Michael Heise, capo economista presso l’Allianz nell’esaminare i risultati. I connazionali della Cancelliera amano i depositi bancari. Mettono da parte circa 320 euro al mese del loro reddito da lavoro, mentre noi italiani, così come olandesi, belgi, spagnoli, portoghesi o francesi li investiamo in beni di consumo. Potremmo dire che i tedeschi sono “parchi” (o forse, più semplicemente, gli altri Paesi non si possono più permettere di mettere da parte del denaro). Tuttavia a beneficiare di questa loro tendenza sono prevalentemente i grandi investitori, perché i piccoli con i bassi tassi d’interesse della Banca Centrale Europea hanno visto praticamente azzerati i loro guadagni.

In cima alla classifica dei più ricchi del mondo continuano anche per lo scorso anno gli statunitensi e i canadesi, con il 45 per cento della ricchezza globale, ossia 76,1 trilioni di euro. Ma anche in una parte del mondo così ricca ci sono disparità: gente come Warren Buffett e Bill Gates fa salire la media dei ricchi, ma solo perché loro lo sono tanto più degli altri. Come a dire, anche alcuni un po’ meno ricchi di altri piangono.

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World Wealth Report 2017

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