Quante volte ci è capitato navigando sul computer di cercare qualcosa, magari un libro, un profumo del quale non ricordiamo il nome, l’ultimo tipo di cellulare o la macchina dei desideri? Non necessariamente per comprare l’oggetto ricercato, magari solo per vederne le caratteristiche o capire quale sia il prezzo e da chi sarebbe possibile trovare l’offerta migliore per l’acquisto. Ebbene, possiamo essere quasi del tutto certi che di lì a un breve lasso di tempo i più grandi siti da noi visitati, Facebook, Twitter, o anche solo il più famoso motore di ricerca Google, come per magia ci proporranno in continuazione pubblicità, guarda caso, proprio degli oggetti che abbiamo osservato anche visitando altre pagine. Ovviamente questo accade perché, ogni qual volta comunichiamo con un pc, uno smartphone, un tablet o un televisore interattivo con la Rete, veniamo per così dire profilati, ci viene fatta cioè una sorta di fotografia digitale circa gusti, preferenze, tipologia di pagine visitate, relazioni con i nostri contatti in rubrica e quant’altro possa essere usato per fare un vera e propria analisi di ogni soggetto, da poter poi vendere a terzi. E lo fanno legalmente (quasi sempre), perché c’è scritto nelle informative, che nessuno mai legge, quando accetta di utilizzare tali tipologie di servizi. Ad esempio se volete avere un’idea di cosa Google sa di voi potete andare a questo link.

In Germania la nota catena di ipermercati “Real” è passata a questo tipo di profilazioni anche nelle vendite al dettaglio. Sono infatti state installate delle telecamere presso le casse di 40 dei suoi 285 punti vendita, che esaminano le reazioni dell’espressione facciale dei clienti mentre osservano alcune pubblicità su uno schermo, ovviamente al fine di valutare la tipologia di merci preferite. Ma questo è solo un esempio. Molte altre catene come Amazon o Zalando applicano sistemi di identificazione dei gusti della clientela, immagazzinando in data base tutta una serie di relazioni di dati raccolti. I rivenditori utilizzano i vostri smartphone per identificarvi e “suggerirvi” il negozio o l’acquisto di un determinato prodotto presente nelle vicinanze di dove state passando. E la Commissione europea, anche se esiste una legislazione sull’e-privacy emanata dalla Ue che si suppone serva a proteggere i dati dei cittadini, vuole permettere questo tipo di monitoraggio senza troppe restrizioni. Ma i tedeschi non ci stanno e, secondo un sondaggio commissionato dal Verbraucherzentrale Bundesverband, la Federazione delle Associazione dei consumatori tedeschi (Vzbv) al Forsa Insitut, il 54 per cento dei consumatori s’è detto del tutto contrario al tracciamento off-line dei propri dati di navigazione. Per il 34 per cento potrebbe essere accettabile in determinate condizioni e di questi, il 68 per cento dicono che i dati possono essere utilizzati solo se la cosa è stata espressamente concordata.

Le norme proposte (dalla Commissione europea) sono assolutamente inaccettabili. I consumatori che non vogliono essere monitorati hanno solo la possibilità di passare alla modalità aereo. Che per un telefono cellulare non ha quasi nessun senso. La Ue deve adottare regole che garantiscano ai consumatori la possibilità di decidere da soli se i loro dati possono essere raccolti regolarmente”, ha dichiarato Klaus Müller, il capo della Vzbv. Secondo Herr Müller il Governo federale dovrebbe adoprarsi maggiormente presso le Istituzioni europee affinché gli interessi dei consumatori siano presi maggiormente in considerazione.

Allarmato s’è detto anche Johannes Caspar, capo della protezione dei dati online di Amburgo: “Se il sistema rileva che un cliente maschio alla vista della pubblicità di biancheria intima ha reazioni più forti degli uomini che guardano spettacoli inerenti biancheria intima da donna, potrebbe essere identificato come gay, il che on dovrebbero essere affari di alcuno”. Ovviamente di parere diametralmente opposto sono i venditori, che tali mezzi di profilazione utilizzano.

Il 21 giugno la relatrice del Parlamento europeo, l’estone socialdemocratica Marju Lauristin ha presentato la sua relazione sulla proposta di rafforzamento delle norme di off-tracking, appoggiate dalla Vzbv. Secondo i piani attuali, il regolamento dovrebbe entrare in vigore a maggio 2018. Fino ad allora, quando entrerete in uno shopping-center dove vi offrono connessione Wi-Fi gratuita pensateci bene prima di accettare le condizioni per il suo utilizzo. State dando parte di voi stessi ai proprietari dei negozi.

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Amazon go. Semplice fare la spesa, ma…

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