Aiuti e opportunità per i bambini. Uno dei temi più delicati da affrontare. È così che in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, che si è tenuta lo scorso 20 giugno, il Deutsches Kinderhilfswerk (ossia il Fondo tedesco per gli aiuti ai bambini) ha commissionato un sondaggio all’Istituto Forsa circa l’integrazione dei bambini profughi in Germania, con particolare riferimento a parametri come la lingua, l’alloggio, gli asili e le scuole.

Ebbene, il 52 per cento degli intervistati (1.011 persone, con una percentuale d’errore statistico del +/-3 per cento, precisano all’Istituto) ha espresso la propria contrarietà al fatto che i bambini rifugiati possano avere, fin dall’inizio, le stesse opportunità dei bambini tedeschi. Il 42 per cento s’è invece detto a favore, il 6 non ha espresso alcuna preferenza. Un esempio concreto di questa “disparità” è quello dell’assistenza sanitaria, più limitata per i rifugiati dall’entrata in vigore della legge che regolamenta questo settore.

Una grande differenza di pareri si è riscontrata tra gli intervistati della Germania Ovest e quelli dell’Est riguardo a temi come quello delle pari opportunità di accesso ad asili e scuole (a favore il 76 per cento dei primi, contro solo il 61 dei secondi), o della necessità di un alloggio sicuro e adatto ai bambini (75 a 67). E in particolare, all’interno di quest’ultimo tema, c’è stata una differenza significativa fra gli uomini, favorevoli solo per il 67 per cento, e le donne che sono arrivate all’80.

In linea di massima tutti gli schieramenti politici (Cdu/Csu, Spd, Verdi, Linke, Fdp) si sono detti favorevoli ad un intervento per garantire pari opportunità nel campo linguistico, asili e scuole, alloggi e tempo libero. Contrari i membri di AfD.

Una certa preoccupazione è stata espressa dal presidente del Fondo, Thomas Krüger (Spd), secondo il quale i risultati dell’indagine sono stati “dal punto di vista dei diritti dei bambini, un segnale di avvertimento chiaro. Negli ultimi due anni abbiamo fatto molto in Germania, ma non dobbiamo fermarci su questa strada”. In generale Krüger ha constatato un peggioramento dell’opinione dei tedeschi soprattutto nell’ultimo anno e in vista della campagna elettorale. “L’afflusso di questi bambini può arricchire il nostro Paese, soprattutto in tempi di cambiamento demografico. Pari diritti e opportunità sono un cardine essenziale di un’integrazione riuscita e basata su valori democratici e della società dei diritti umani per noi come organizzazione per i diritti dei bambini”, ha commentato.

Altro tema delicato toccato dal sondaggio è stato quello della questione del ricongiungimento familiare. A questo proposito gli intervistati si sono divisi: un 42 per cento s’è detto favorevole a che i bambini rifugiati possano avere la possibilità di portare i loro genitori e i loro fratelli minori in Germania, mentre un altro 42 per cento la pensa esattamente in senso opposto. La restante parte non ha espresso un’opinione in merito. Su questo tema, molto controverso anche da noi in Italia in questi giorni, il politico tedesco così si è espresso: “Quando i bambini crescono forzatamente per diversi anni senza i loro genitori è un disastro per i diritti umani, e questo fatto contraddice i requisiti previsti dalla Convenzione sui diritti del bambino riguardo il primato del benessere dei bambini e il diritto a non essere separati dai loro genitori. Allo stesso tempo, ha anche un impatto molto negativo sulla loro integrazione, se i bambini rifugiati devono vivere nella costante preoccupazione per i genitori e gli altri fratelli”.

Da gennaio a fine maggio, le autorità tedesche hanno registrato 77.148 richiedenti asilo. Poco meno di un quarto di loro proviene dalla devastante guerra civile siriana. Sulla lista dei principali Paesi di provenienza seguono l’Iraq, l’Afghanistan, l’Eritrea e l’Iran. Lo scorso anno delle circa 373mila domande di richiesta d’asilo l’Ufficio federale per l’immigrazione e i rifugiati (Bamf) ne ha accettate il 45,1 per cento. In 97mila hanno fatto ricorso contro le proprie domande respinte. I minori non accompagnati presenti in Germania erano circa 66mila.

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Dei bambini rifugiati a scuola

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