E se il vento smettesse di soffiare? Se all’improvviso Eolo avesse deciso di chiudere le anfore dategli in custodia da Zeus, e ci lasciasse improvvisamente senza il beneficio di un po’ d’aria fresca durante le calde giornate estive? Scenari apocalittici per la natura, ma sono quelli che uno studio realizzato dai ricercatori dell’Università del Colorado, pubblicato recentemente sulla rivista “Nature Geoscience”, ipotizza come realistici. Almeno alle nostre latitudini.

Il tutto sarebbe frutto dei cambiamenti climatici drammatici in atto sul nostro pianeta. I ricercatori infatti hanno valutato dieci modelli climatici globali per il loro lavoro. Con le loro previsioni sulle temperature future, la pressione dell’aria e il vento, hanno poi esaminato il potenziale di energia eolica in alcune regioni del mondo. E hanno notato uno squilibrio: mentre nell’emisfero settentrionale, i rendimenti dovuti ai cambiamenti climatici tendono a diminuire, potrebbero aumentare nei climi meridionali. In altre parole, negli Stati Uniti, il potenziale dell’energia eolica potrebbe diminuire del 14 per cento entro la metà del secolo, e potrebbe arrivare ad una diminuzione del 20 entro fine secolo. Per il Giappone, la Mongolia e parti del Mediterraneo, l’analisi prevede anche meno vento. Al contrario, nell’emisfero meridionale del nostro pianeta, che è maggiormente coperto d’acqua, la forza del vento potrebbe aumentare fino a un più 40 per cento, soprattutto in Brasile o nel Nord dell’Australia. Invece i modelli suggeriscono che la regione polare al Nord si surriscalda più velocemente dell’equatore. Di conseguenza, la differenza di temperatura è minore e soffia meno vento.

Tuttavia non tutti sono d’accordo circa l’attendibilità dello studio. Fra questi c’è Daniela Jacob, direttrice del “Klimaservice für Anpassung” di Amburgo (il Centro di servizio per gli adattamenti climatici), che critica la ricerca come “scientificamente inadeguata”, perché fra le altre cose si baserebbe su dati medi mensili. Sempre secondo Amburgo, inoltre, la genericità dei dati non costituirebbe una base scientifica di dati per l’Europa.

Della questione si è occupato anche Bruno Burger, ricercatore dell’“Istituto Fraunhofer” per i sistemi a energia solare che, sebbene non abbia a che fare direttamente con l’energia eolica, è molto interessato al giusto mix energetico per il futuro, e il vento gioca un ruolo importante in questo senso. «Lo studio è importante per una visione globale, ma troppo rozzo per ricavare qualcosa per la Germania», ha affermato.

La preoccupazione per una nazione come la Germania, che con la sua transizione energetica moltissimo ha puntato per il proprio approvvigionamento sul settore eolico, è grande. Ma Burger, sembra tranquillizzare al riguardo, e sottolinea che le turbine eoliche tedesche nel Mare del Nord si trovano tutte approssimativamente in un quadrato di 100 chilometri. Proprio in questa piccola area alcune turbine riceverebbero il doppio del vento rispetto ad altre. «Il fatto di discutere di una piccola percentuale di differenza a causa dei cambiamenti climatici non ha assolutamente senso», ha precisato.

I ricercatori di Amburgo sono giunti alla conclusione che i rendimenti dell’energia eolica nel Mare del Nord potrebbero diminuire in estate a causa dei cambiamenti climatici, ma aumentare in inverno. «Questo si adatta alla transizione energetica, perché in inverno si può utilizzare l’energia eolica per il riscaldamento, mentre in estate si può passare al solare», ha ribadito Burger.

Anche Detlev Heinemann di “ForWind”, il centro per la ricerca sull’energia eolica dell’Università di Olenburg, Hannover e Brema non sembra preoccuparsi più di tanto, perché, secondo lui, il cambiamento climatico nel breve periodo non rappresenta un grande problema per l’industria energetica. Questo in quanto «le macchine saranno in grado di compensare eventuali perdite dovute ai cambiamenti climatici». Pertanto, l’ingegneria fornirebbe una risposta abbastanza pragmatica alle incertezze del clima.

Siamo proprio sicuri che non sia il caso di lasciare da parte il punto di vista dell’industria e di pensare in termini non economici al futuro che ci attende dietro l’angolo?

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Il dio dei venti abbandonerà il nostro continente?

Come nasce il vento?

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