La Bundeswehr tedesca © il Deutsch-Italia

La Bundeswehr tedesca © il Deutsch-Italia

Il caldo torrido e le rituali file di auto verso lidi lontani hanno oscurato una notizia che, molto probabilmente, nessuno dei quasi 60milioni di italiani residenti nel Belpaese avrà né letto né appreso per fonti secondarie. Mentre il caldo di agosto attanaglia perfino la Germania, il governo di Große Koalition Merkel – SPD discute seriamente la possibilità di reintrodurre il servizio militare obbligatorio per tutti i giovani tedeschi che abbiano appena compiuto 18 anni d’età. Ricordiamo che il servizio militare obbligatorio in Germania è stato sospeso appena nel 2011, trasformando l’esercito di massa in un servizio composto da professionisti e militari di mestiere. Negli ultimi anni, complici i fatti dell’Ucraina nel 2014, i media locali non hanno perso tempo a denunciare le nuove minacce provenienti dalla perfida Russia di Putin. A questo si può aggiungere il fallimento della Bundeswehr – l’esercito tedesco appunto – nell’assoldare nuove leve tramite manifesti pubblicitari affissi in qualunque angolo delle città e stazioni ferroviarie tedesche, in maniera pervasiva e perfino tramite popolari serie su Youtube.

Patrick Sensburg © CC BY-SA 3.0 MK Hoffe WC

Patrick Sensburg © CC BY-SA 3.0 MK Hoffe WC

L’idea della reintroduzione della “naja” obbligatoria è partita dal parlamentare della CDU Patrick Sensburg, il quale durante un’intervista rilasciata solo alcuni giorni fa al prestigioso quotidiano “Frankfurter Allgemeine Zeitung, aveva dichiarato che «il futuro servizio di leva interesserà sia maschi che femmine, e che di fronte ad una situazione mondiale complessa è un modo essenziale per garantire il compito stesso di un esercito, che è quello di difendere il proprio Paese». La stessa nuova segretaria generale della CDU, la Signora Annegret Kramp-Karrenbauer, fortemente voluta dalla Mutti in persona per ridare smalto allo schieramento cristiano democratico, ha promesso di prendere una decisione da proporre al partito stesso in vista della stesura delle nuove linee generali e prevista entro e non oltre il 2020. Tanto per cambiare, la sinistra socialdemocratica “responsabile” al governo non ha levato in alto gli scudi, ma ancora una volta si è dimostrata totalmente complementare alla CDU, con l’esponente dell’SPD responsabile dell’area Difesa Fritz Felgentreu, che afferma: «Abbiamo bisogno di impegnarci in un dibattito sociale sul fatto che possiamo effettivamente raggiungere il personale di cui abbiamo bisogno per la difesa nazionale e per rendere la Bundeswehr il più attraente possibile». Sembra politichese, ma tradotto significa che ne possiamo discutere e che non siamo contrari a priori, anzi. Tuttavia a raffreddare gli animi ci ha pensato un altro parlamentare CDU, Henning Otte, sempre esperto di Difesa, come il collega dell’SPD, e che al contrario del parlamentare socialdemocratico ritiene che «un ritorno ad un servizio militare obbligatorio come nel vecchio modello non ci aiuta con le attuali sfide alla sicurezza. In primo luogo deve essere creata un robusto apparato militare (che evidentemente secondo lui ancora non sussiste). Ciò richiede giovani motivati che restino all’interno della truppa per un periodo più lungo e che possano utilizzare una tecnologia complessa». A risultare scettico è anche il cosiddetto Commissario militare presso il Parlamento tedesco, Hans-Peter Bartels, secondo il quale «l’idea di reintrodurre la leva obbligatoria è simpatica (sic), ma si scontrerebbe con il dettato costituzionale che vieterebbe il lavoro forzato (Zwangsarbeit)». Inoltre sempre lui, rispondendo alla domanda se potrebbe funzionare un sistema obbligatorio a scelta tra il servizio militare e quello civile, ritiene «improbabile che 700mila giovani uomini e donne l’anno siano obbligati a l’uno o l’altro compito».

 Ursula von der Leyen © Emilio Esbardo per il Deutsch-Italia

Ursula von der Leyen © Emilio Esbardo per il Deutsch-Italia

Insomma il dibattito è ufficialmente aperto, ma la sorpresa, per chi ci segue da qualche tempo, non dovrebbe sussistere. Già qualche mese fa avevamo dato conto di esercitazioni militari NATO con circa 30mila uomini nell’Europa orientale. Lo scopo era quello testuale di aumentare le capacità di reazione in caso di un attacco improvviso da parte della Russia. Il dettaglio interessante è che, sempre secondo i media tedeschi, un ruolo di guida (eine Führungsrolle) sarebbe dovuto spettare alla Germania. Altro punto importante delle esercitazioni dell’Alleanza atlantica è quello di migliorare lo spostamento di carri armati in caso di guerra, oltre che la mobilitazione e l’altrettanto agevole spostamento di truppe mobili da impiegare seduta stante sempre in caso, di attacco da parte del nemico russo ad Est. Altro dettaglio che si può ancora trovare nei cosiddetti media mainstream tedeschi, e non in qualche oscuro blog complottista, è che la ministra cristiano democratica (CDU) della Difesa Ursula von der Leyen aveva richiesto, qualche mese fa, qualcosa come 12miliardi di Euro in più per il budget militare, da impiegare durante il periodo di legislatura 2017 – 2021. Il ministro delle Finanze Olaf Scholz (SPD) ha nicchiato, offrendo al massimo 5,5miliardi di euro, ma anche in questo caso il dibattito è aperto. “Der Spiegel”, il 16 febbraio 2017 aveva pubblicato un’intervista con il politologo Anthony Glees, dell’“University of Buckingham”, dal titolo eloquente: “La vena pacifista della politica tedesca è un problema”. Il suo ragionamento principale era che la Germania avrebbe dovuto trasformarsi in una “democrazia muscolare” in grado di guidare l’Europa anche, e soprattutto, a seguito della Brexit e al tante volte promesso disimpegno di Trump dalle questioni di sicurezza europee e dalla NATO. L’idea di reintrodurre il servizio obbligatorio militare in Germania ha con tutta probabilità trovato il consenso del politologo inglese, che quindi potrà osservare come il primo tassello di una Germania muscolare, che difenda il progetto europeo ed il proprio benessere dalle minacce incombenti delle super potenze euroasiatiche ed atlantiche, è stato gettato.

La Bundeswehr tedesca © il Deutsch-Italia

La Bundeswehr tedesca © il Deutsch-Italia

Ad ogni modo la reintroduzione della leva non vedrebbe la Germania al primo posto. Già nel 2015 l’Ucraina e la Lituania avevano pensato di mandare le cartoline a casa dei giovani diciottenni o riservisti. Il primo Paese è in guerra dal 2014 per le note vicende del colpo di stato di Piazza Maidan, e dell’annessione della Crimea da parte della Russia. Il secondo, anch’esso storico nemico di Mosca, aveva giustificato la reintroduzione del servizio militare con la scusa di una possibile invasione da Est.

Tuttavia i timori dei due Paesi per la politica di Putin e la conseguente militarizzazione delle rispettive società non hanno nulla a che vedere con le proposte tedesche descritte sopra, giusto?

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La maggioranza dei tedeschi sarebbe per la reintroduzione della leva obbligatoria

© Youtube Die Welt

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