ethiopia-1201668_1280Africa, bel suol d’amore, verrebbe da traslare i versi di una vecchia canzone italiana dei primi del secolo scorso, tempi di colonialismo, militare e non, quando le nazioni europee facevano a gara per avere “l’impero” e un pezzetto di suolo patrio sul gigantesco continente africano. Ad un secolo da quei tempi che sembrano così lontani il continente che sembra abbia dato origine ai nostri progenitori è sempre al centro dell’attenzione di quello europeo. Già il ministro degli Esteri italiano Gentiloni s’era recato lo scorso agosto in Nigeria ed

Paolo_Gentiloni-©-CC-BY-SA-2.0

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in Costa d’Avorio, annunciando di aver stretto accordi economici nonché uno stanziamento di 10 milioni di dollari da parte del Governo italiano per assistere i Paesi della Commissione del bacino del Lago Ciad (di cui fanno parte oltre alla Nigeria anche Camerun, Ciad e Niger). Prima di lui, ad aprile era stata la volta del Presidente francese Hollande a stringere accordi di cooperazione con il suo omologo egiziano Abdel Fattah al Sisi. Domenica scorsa è stata la volta della Cancelliera tedesca Angela Merkel a recarsi in un tour in tre Paesi africani, per la precisione il Niger, il Mali e l’Etiopia.

merkel-in-africa_-02Ha promesso, Frau Merkel, maggiore sostegno nella lotta contro l’immigrazione clandestina e allo sviluppo economico del Niger. Senza ulteriori aiuti per l’Africa occidentale il Paese non può contenere le migrazioni, ha detto la Cancelliera dopo un incontro con il Presidente Mahamadou Issoufou. La Germania fornirà veicoli ed apparecchiature di comunicazione per un valore di 10 milioni di euro, inoltre saranno creati posti di lavoro con il finanziamento di ulteriori 17 milioni di euro. In prospettiva ce ne saranno disponibili ulteriori 60. Per intensificare la cooperazione, un ufficiale di collegamento dal ministero federale degli Interni sarà inviato in Niger. La Germania ha in animo di fornire da sola 1 miliardo di euro per il solo Niger, che è considerato uno dei Paesi più poveri con uno dei tassi di natalità più elevati. Due milioni di persone sono minacciate dalla siccità o dalle inondazioni e fra queste 350mila sono bambini. Il Paese è ricco di uranio e petrolio, ma lo sviluppo economico è di solo il 3,9 per cento annuo. La Germania darà aiuti per progetti di rafforzamento della capacità amministrativa, dell’agricoltura, della pianificazione familiare e per la salute per un valore di 77 milioni di euro.

merkel-in-africa_-03Dalla primavera 2015 l’UE ha intensificato la cooperazione con il Niger. Il focus è il contenimento dei flussi migratori verso il Mediterraneo. Germania, Francia e Italia cercano ulteriori alleanze migratorie. Dal Niger proviene infatti circa il 90 per cento dei rifugiati dall’Africa occidentale e centrale verso l’Europa.

©-Flickr

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In Mali la Germania ha 500 militari nell’ambito della missione di peacekeeping dell’Onu. Un contingente perfino superiore a quello di stanza in Turchia, nella base di Incirlik (dove i soldati tedeschi sono solo 250).

Dopo il suo viaggio in Niger e Mali, la Cancelliera si è poi recata in Etiopia, da dove molte persone scappano verso l’Europa. La situazione politica del Paese africano è incandescente al momento e ci sono scontri etnici tra il Governo e altri gruppi quali gli Oromo. Lo stato economico è pessimo e la siccità ha flagellato il Paese negli ultimi 30 anni. Secondo Human Rights Watch ci sono grandi problemi di libertà dei media e abusi vengono commessi dalla polizia che arbitrariamente incarcera la gente. Il partito al Governo del Paese detiene 500 su 547 seggi in Parlamento. Dunque la visita della Cancelliera è diplomaticamente difficile. La Germania porta infatti aiuti economici, ma si trova anche nella delicata posizione di dover discutere di diritti umani.

Quello attuale della Cancelliera è il primo viaggio di oltre un giorno in Africa dal 2011. Il prossimo anno ci saranno le elezioni politiche in Germania. Ci sarà un perché se lo ha fatto proprio adesso. Schaffen wir das, Frau Merkel?

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Il viaggio della Cancelliera

 

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