Aeroporto di Schönefeld © il Deutsch-Italia
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In principio, nel 2012, erano 3,3miliardi. Il costo era stabilito e la tempistica pure. Ma si sa, parlando di cose terrene e non divine il rischio di incertezze è molto elevato, anzi sicuro. Stiamo ovviamente parlando di un altro capitolo della saga dell’aeroporto di Berlino Schönefeld che, a giudicare dalle vicende che lo hanno caratterizzato fin dalla sua nuova progettazione, sembrerebbe ambientata da noi in Italia più che nell’efficiente Germania.

Engelbert Lütke Daldrup © Wikipedia

Engelbert Lütke Daldrup © Wikipedia

L’ennesimo “fattaccio” che caratterizza questa vicenda vede protagonista il capo (da marzo del 2017) del futuro scalo berlinese, Engelbert Lüdtke Daldrup, già presidente del Consiglio di sorveglianza della “Flughafen Berlin Brandenburg GmbH”, ossia la società che gestisce la struttura berlinese. Infatti, secondo un rapporto della società di revisione PricewaterhouseCoopers (PwC), come riportato dal “Berliner Morgenpost”, la costruzione dell’aeroporto, e in particolar modo del Terminal 2, sarebbe stata fatta “senza parametri affidabili”. Il nuovo terminale sarebbe inadeguato per la ricezione dei 6milioni di passeggeri annui preventivati (soprattutto provenienti dal traffico delle compagnie low-cost) per ottobre del 2020, data, a questo punto sempre più presunta, dell’inaugurazione del rinnovato scalo berlinese. Come se ciò non bastasse i costi di costruzione dell’edificio sarebbero raddoppiati dagli iniziali 100milioni di euro al doppio esatto. Quest’ultimo rialzo sarebbe dovuto anche all’aumento della superficie lorda che, dai 15mila metri quadrati iniziali, sarebbe aumentata fino a 23mila ed un piano in più della costruzione. Finora i costi preventivati di tutto l’aeroporto sono arrivati a circa 8miliardi di euro, dai 3,3 del progetto iniziale.

Aeroporto di Schönefeld © il Deutsch-Italia

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In totale sarebbero state fatte ben 250 aggiunte al progetto iniziale e l’aumento delle materie prime verificatosi in questo lasso di tempo avrebbe fatto lievitare i costi preventivati di circa il 5,4 per cento. La società aeroportuale FBB aveva commissionato alla “Zechbau GmbH” di Brema l’incarico di appaltatore principale per la costruzione del nuovo terminale T2, seguendo una procedura a livello delle normative europee. Piccolo problema, però, è che, dopo le modifiche effettuate, non si sarebbe ricordata di adeguare i contratti con la società costruttrice, costi per iscritto inclusi. Ma le complicazioni non finiscono qui. Infatti, secondo il quotidiano berlinese, ci sarebbero problemi anche legati all’impianto anti-incendio e al posizionamento dei cavi.

Aeroporto di Schönefeld © il Deutsch-Italia

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A preoccupare ci sarebbe anche l’impianto anti-incendio del Terminal 1, sotto la guida della “Bosch. I lavori dovevano essere terminati entro l’inizio di febbraio, ma sono slittati per la fine di marzo. Degli 860 rilevatori d’incendio ne devono essere posizionati ancora un centinaio. Tuttavia Lüdtke Daldrup ostenta sicurezza e parte al contrattacco di quanti hanno criticato la sua gestione e il personale da lui diretto: «Il programma preventivato non è come un castello di carte», ha dichiarato. Ha poi proseguito: «Sorveglierò molto criticamente ogni giorno da vicino il cantiere in ogni sua fase di produzione».

Aeroporto di Schönefeld © il Deutsch-Italia

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Poco dopo aver assunto il suo incarico ebbe a dire: «Abbiamo imparato dagli errori del passato». A giudicare dai risultati finora conseguiti non si direbbe. Continua a sostenere, fiducioso, che l’apertura prevista del nuovo aeroporto sarà per ottobre del prossimo anno. Il suo incarico, però, scadrà a marzo del 2020. Se anche tale data non dovesse essere rispettata, il compito di giustificare la cosa ricadrà su chi ne prenderà il posto.

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L’aumento vertiginoso dei costi dell’Aeroporto di Berlino Schönefeld

© Youtube TV.Berlin – Der Hauptstadtsender

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