Unteilbar © CC BY-SA 4.0 unteilbar.org, Sibylle Baier

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Due cortei, due città: Berlino e Verona. Nella prima, la manifestazione Unteilbar (indivisibile) ha visto marciare decine di migliaia di persone contro il razzismo; nella seconda, una moltitudine femminista chiamata dal gruppo “Non Una Di Meno” ha protestato contro i progetti ultraconservatori di alcuni elementi del Governo. Migliaia di italiane e tedesche in piazza, per due mobilitazioni diverse, ma unite dallo stesso principio: il rifiuto dell’oppressione, sistematica e sistemica, dei più deboli.

Unteilbar © CC BY-SA 4.0 unteilbar.org, Sibylle Baier

Unteilbar © CC BY-SA 4.0 unteilbar.org, Sibylle Baier

A Berlino più di centomila persone hanno occupato le strade da Alexanderplatz alla Colonna della Vittoria, passando per la porta di Brandeburgo, in solidarietà con i rifugiati e contro la criminalizzazione dell’immigrazione. I fatti di Chemnitz lo scorso agosto non hanno spinto il Governo a una chiara condanna dell’estrema destra. Angela Merkel è parsa indignata per “l’odio e la violenza” emersi in piazza e ha promesso più forze di polizia, come se il problema fosse solo di ordine pubblico. Così i berlinesi hanno deciso di prendere la parola. Numerose associazioni si sono coordinate per organizzare la manifestazione di sabato. Lo scopo era riunire i frammenti della società che si sente sotto attacco, dai migranti, ai gruppi transfemministi, ai poveri. Gli organizzatori possono dirsi soddisfatti: si parla della più grande manifestazione a Berlino negli ultimi anni. Aimee Male, membro del gruppo berlinese “The Coalition”, ha descritto una «bella atmosfera, con persone di ogni tipo: punk e famiglie, neri e bianchi, immigrati e nativi». Solo una critica: «sarebbe stato bello farla a Colonia o a Monaco, forse avrebbe dato un segnale più forte».

La manifestazione di Verona © il Deutsch-Italia

La manifestazione di Verona © il Deutsch-Italia

A Verona le manifestanti sono state più di cinquemila – numeri di tutto rispetto, pur se confrontati con le dimensioni della Capitale tedesca. L’uscita in piazza è stata organizzata circa una settimana dopo la firma in consiglio comunale di una mozione che prevede finanziamenti ad associazioni ultracattoliche e proclama Verona “città per la vita”. Si parla di introdurre anche la sepoltura del feto in seguito ad aborto, a prescindere dal parere della donna. Perciò “Non Una Di Meno” Verona ha invitato da tutta Italia i coordinamenti locali, che hanno voluto unirsi in una città dove le strade sono diventate pericolose: a metà agosto un ragazzo è stato picchiato perché indossava una maglietta con lo slogan “Nord Est Anti Fascist”. La protesta si è estesa alle politiche considerate conservatrici del ministero della Famiglia, guidato da Lorenzo Fontana, ex vicesindaco veronese. Le femministe temono anche il Ddl Pillon, dal nome del senatore che vorrebbe, in caso di divorzio, eliminare l’assegno di mantenimento e stabilire la “bigenitorialità perfetta”. Tutto farebbe loro pensare a un governo che vuole ripristinare la famiglia tradizionale come unica forma di convivenza possibile e risolvere il problema dell’invecchiamento della popolazione facendo “sfornare” alle donne più figli possibili. Le attiviste di Verona parlano di un “ritorno al Medioevo”: per questo hanno manifestato vestite come le ancelle della serie TV “The Handmaid’s Tale”. Forse la manifestazione non farà fare marcia indietro ai consiglieri, ma è pur sempre segno che, in Italia come in Germania, l’attivismo e la protesta sono sempre attivi nella società.

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Alcuni momenti della manifestazione di Berlino

© Youtube Welt

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