Potsdam
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Goethe

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«Sì, posso dire che solamente a Roma ho sentito che cosa voglia dire essere un uomo. Non sono mai più ritornato a uno stato d’animo così elevato, né a una tale felicità di sentire. Confrontando il mio stato d’animo di quando ero a Roma, non sono stato, da allora, mai più felice». Nostalgia per la città in cui tutto sembra eternarsi, in cui tutto assume una dimensione assoluta: questo era il sentimento che Goethe espresse più volte nel corso della propria esistenza e che contraddistingue il sentire di molti tedeschi. Sicuramente anche i sovrani prussiani condividevano questo stato d’animo: risulta chiaro come guardassero alle meraviglie del Rinascimento e del Barocco italiani nel plasmare le residenze e i palazzi della loro Potsdam, anelando a ricreare una bellezza unica, ma soprattutto eterna. E proprio sugli scorci, sulle citazioni e sui rimandi all’architettura delle città italiane puntano gli organizzatori di Unterwegs im Licht, evento che, anno dopo anno, riscuote sempre più successo. Iniziata nel 2012, con la ricorrenza

Potsdam

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del 300° compleanno di Federico il Grande, il monarca illuminato che fece della Prussia una delle più grandi potenze europee, la manifestazione intende riportare alla memoria l’usanza di esporre luci alle finestre in concomitanza con l’arrivo del re in città, mettendo però in risalto gli angoli più suggestivi che, consapevolmente o meno, richiamano scenari dal Bel Paese. Particolarmente evocative saranno le installazioni luminose poste in prossimità del canale cittadino che ricalcheranno la sagoma delle gondole veneziane. Grazie ai percorsi guidati, i visitatori saranno condotti sulle tracce dell’Italia per le vie del centro storico o tra le opere dell’esposizione permanente del museo di Potsdam. Il programma del Festival punta anche sul coinvolgimento dei bambini, che, nel Bildungsforum o nel Naturkundemuseum, potranno costruire le maschere ispirate a quelle del carnevale veneziano o lanterne che sfileranno poi nel corteo luminoso del tardo pomeriggio. Inoltre, nella Haus der Brandenburgisch-Preußischen Geschichte (HBPG) si avrà l’opportunità di essere immortalati dalla fotografa Heike Isenmann con indosso i costumi più rappresentativi della Commedia dell’Arte.

Perugia

Perugia

Il Festival della luce vuole essere anche un’occasione unica per chi sia interessato a conoscere i segreti di Potsdam: per tutta la giornata l’accesso a molti musei e istituzioni culturali sarà gratuito e permetterà ai visitatori di addentrarsi nelle zone normalmente chiuse al pubblico. Se, per dirla con Goethe, l’architettura è musica congelata, la giornata non può finire altrimenti che con due concerti nella Nicolaikirche e nella Nicolaisaal, cui seguirà un party nel foyer.

Questa affinità con l’Italia è sicuramente dovuta al gemellaggio quasi trentennale della città di Potsdam con quella di Perugia, perorato dall’associazione “Il Ponte”, scioltasi nel 2015, i cui soci si sono però ritrovati e rigenerati in una nuova avventura, quella del “Circolo degli amici Potsdam – Perugia“, che porta avanti numerosi progetti e iniziative per mettere in comunicazione due città tanto distanti, ma forse più simili di quanto si possa immaginare. Motivo ulteriore è la collaborazione del Museum Barberini, inaugurato lo scorso anno, con il suo omonimo romano nella realizzazione della mostra Wege des Barock. Die Nationalgalerien Barberini Corsini in Rom, che si terrà da luglio a ottobre, e in cui saranno esposti 54 capolavori delle collezioni dei palazzi Barberini e Corsini. Volontà è quella di rendere l’estate del 2019 Feier italienischer Kunst und Kultur, intenzione confermata anche dal motto della Potsdamer Schloessernacht 2019: Una notte italiana.

Iniziative del genere possono essere la prima pietra per un ponte che unisce, avvicina, ma che, come tale, necessita di un’accurata manutenzione che lo rinforzi e lo renda sempre più forte.

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Unterwegs im Licht

© Youtube Fernsehfunk Berlin

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Cittadina del mondo, viaggiatrice e lettrice infaticabile, laureata in filosofia, ha scoperto la Germania durante gli studi universitari e da allora non può farne a meno. Collabora con "Comunicazione Filosofica".

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