oktoberfest-535122_1280Anche l’edizione numero 183 dell’Oktoberfest, la più grande festa popolare del mondo, le cui origini risalgono al 1810, è passata agli archivi e alle statistiche: lunedì sera, alle 22, con un giorno in più del consueto per via della festività nazionale tedesca del 3 ottobre, i Wiesn – come a Monaco chiamano la loro “creatura” più famosa – con la quarantina di giganteschi tendoni-birrerie e l’ancor più gigantesco luna-park, hanno chiuso per definitivamente i cancelli. Chiusi stavolta anche in senso fisico, perché per la prima volta la grande spianata dei Theresien Wiesen, nel pieno centro cittadino, che ospita la manifestazione, era stata sigillata da una recinzione totale.

oktoberfest_1289È stata, questa, la risposta più evidente – insieme con controlli di sicurezza ancora più accurati del solito e misure restrittive nei confronti dei visitatori, come la proibizione di portare zainetti oltre una determinata dimensione – ai timori di attentati, quest’anno particolarmente avvertiti. Ma tutto, per fortuna, si è svolto senza (grossi) problemi. Però, il primo dato, almeno all’apparenza, parla chiaro: questa edizione ha fatto registrare 300 mila visitatori in meno rispetto al 2015, pur sempre 5,6 milioni, comunque. Una cifra che, meglio analizzata, non necessariamente riporta alle paure o alla psicosi del terrorismo: se è vero che si tratta del numero più basso di visitatori degli ultimi 15 anni, è altrettanto vero che da 2011 quando se ne registrarono 6,9 milioni, numero poco inferiore al record assoluto di 7,1 milioni del 1985, la cifra è andata costantemente calando. Colpa anche del maltempo, che ha imperversato sulla Baviera nei primi giorni della festa, hanno detto in molti. Ma la scusa regge poco: è difficile ricordare Oktoberfest non bagnate, sia pure parzialmente. Quest’anno, però – stando a racconti e testimonianze raccolte dai media – la gente si è divertita di più, anche perché ha anche trovato più posto nei tendoni, raramente costretti a chiudere i battenti per il tutto esaurito. E non hanno certo tradito i Wiesn gli ospiti italiani, arrivati a migliaia, soprattutto, come tradizione, nel secondo fine settimana: anzi, dopo i tedeschi, ovviamente, proprio i nostri connazionali sono stati i visitatori più numerosi.

oktoberfest_1288Soddisfatta anche la polizia, costretta a soli 2120 interventi, tra importanti e di routine, con un leggero calo rispetto ai 2136 dell’anno scorso. Nel complesso gli episodi di criminalità sono calati del 15,4 per cento. Anche le maxi risse a colpi di boccali di birra sono diminuite quasi del 20 per cento. Ma sono per contro aumentati, purtroppo, i reati a sfondo sessuale: ne sono stati denunciati 31 contro i 21 del 2015. «Nel complesso è stata una Oktoberfest gemütlich, accogliente, come mai», ha detto alla Bild Stephan Kuffler, titolare di uno dei tendoni più popolari, il Weinzelt. E Michael Käfer, il gastronomo dei vip, ha concordato: «Forse c’è stato un po’meno casino del solito, ma sono stati Wiesn molto piacevoli».

L’Oktoberfest è conosciuta in tutto il mondo soprattutto come la festa della birra e di birra sono stati consumati 6,1 milioni di Mass, il tipico boccale da un litro. Un fiume spumeggiante comunque meno in piena dello scorso anno, quando si riversò negli stomaci in 7,3 milioni di litri. Forse per qualcuno anche il prezzo ormai decisamente alto di 10,70 euro al boccale è stato un incentivo alla moderazione etilica. A proposito: ai cancelli d’uscita sono stati sequestrati ben 96 mila boccali che “collezionisti di souvenir” hanno cercato di portarsi via. L’ultima curiosità arriva ancora dalle cambuse: sotto forme di cosciotti, stinchi e simili delicatezze sono stati divorati qualcosa come 109 buoi e 58 vitelli. Pur sempre il 12 per cento in meno rispetto allo scorso anno, per il sollievo di animalisti, vegetariani e vegani. Servus Oktoberfest! Appuntamento tra un anno. Speriamo in un clima, non solo meteorologico, migliore.

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Alcuni momenti della festa

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