Massimo Mannozzi© Jürgen Sendel

La “Notte delle Stelle” ha compiuto 25 anni, e un quarto di secolo è un tempo lungo per Berlino, un piccolo miracolo di durata nella metropoli che da sempre continua vorticosamente a cambiare. Una festa che vive e continua a vivere “grazie allo charme del suo Gastgeber, il suo padrone di casa, der Kavalier Massimo Mannozzi”, ha scritto il “Tagesspiegel”. È ormai l’unico evento che raccoglie centinaia di vecchi e nuovi ospiti, anno dopo anno, durante la Berlinale. Una festa e un premio, il “Bacco” per gli attori e registi italiani e tedeschi. Un riconoscimento al loro talento, e allo stesso tempo un simbolo dell’amicizia che lega i nostri due Paesi.

Nacque quando, dopo la caduta del “muro”, la Potsdamerplatz era ancora un cantiere aperto. Allora il festival si svolgeva allo Zoo Palast, all’Ovest, a poche decine di metri dal Gloria Palast, il cinema sulla Kurfürstendamm, distrutto dalle bombe nel 1943, dove avvenne la prima dell’“Angelo Azzurro”. Oggi la Berlinale si svolge nella piazzetta dedicata a Marlene Dietrich, al centro dei grattacieli costruiti da Renzo Piano sulla Potsdamerplatz. Un ritorno al passato e un simbolo di continuità come la “Notte delle Stelle.

Sara Cappellini Maggiore e Alessandro Fantoni © Jürgen Sendel

Tutto sembra cambiare a Berlino, ma la sua anima rimane la stessa, come la festa nata quasi per caso a cena al ristorante “Bacco”, il 21 febbraio del 1993, da un’idea di Massimo Mannozzi, accolta subito dai critici italiani riuniti alla stessa tavola. Ricordiamo quei nomi, non per dovere, per affetto: Alfio Cantelli, Valerio Caprara, Giovanni Grazzini, Lino Micciché, Tonino Pinto, Claudio Trionfera, e Livio Zanotti. Alcuni sono scomparsi, ma non è possibile dimenticarli. I loro nomi fanno parte della storia del nostro cinema. Il “Bacco”, aperto nel mitico ‘68, è stato chiuso l’anno scorso, ai suoi tavoli si è svolta la storia di Berlino per oltre mezzo secolo, ma il suo nome continua nel premio e nella “Notte delle Stelle”.

Quella prima volta, il “Bacco”, che viene assegnato in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e l’Anica, andò a Sophia Loren. Poi la statuetta creata dallo scultore Claudio Pinna, è stata consegnata a Claudia Cardinale, Stefania Sandrelli, Jürgen Prochnow, Volker Schlönderoff, Laura Morante Franka Potente, Uwe Ochsenknecht, Gudrun

© Jürgen Sendel

Landgrebe, Guliano Gemma… impossibile ricordali tutti. In 25 anni si può affermare con orgoglio che il “Bacco” non è mai finito in mani che non lo meritavano. Perché il premiato è sempre stato scelto non per seguire una moda, o un motivo commerciale. Si è scelto un artista amato da tedeschi e da italiani, da un gruppo di amici uniti dalla passione per il cinema. Una ricetta semplice, ma quasi unica nel mondo dello spettacolo.

All’edizione di quest’anno, che ha visto la partecipazione della Fondazione del Festival Pucciniano con la presenza del direttore, Alberto Veronesi, il soprano Sara Cappellini Maggiore, il tenore Alessandro Fantoni e il pianista Francesco Barbagelata, sono stati premiati gli attori italiani Nancy Brilli e Daniele Liotti, e quelli tedeschi Heike Makatsch, Bibiana Beglau e Claus Theo Gärtner.

Ai tavoli della “Notte delle stelle” ci siamo ritrovati ogni anno a febbraio, dalla fine del XX secolo all’inizio del nuovo, con tutti i berlinesi, di nascita o di adozione, che appartengono alla storia recente della città, politici e scrittori, attori e industriali. Amici di una notte e di un quarto di secolo.

Tutte le foto nell’articolo e nella gallery sono © Jürgen Sendel

Print Friendly, PDF & Email