© Vatican News

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In questi ultimi giorni sui giornali tedeschi e austriaci è comparsa una notizia, passata un po’ in sordina, che riguarda un documento pubblicato dalla “Congregazione per l’educazione cattolica” il lunedì di Pentecoste dal titolo: “Maschio e femmina li creò. Per una via di dialogo sulla questione del gender nell’educazione”. Il documento è destinato ad essere utilizzato nelle scuole cattoliche, aiutando gli insegnanti ad affrontare le idee che “negherebbero la naturale differenza tra uomini e donne” e intenderebbe anche aiutare a guidare “i contributi cattolici all’attuale dibattito sulla sessualità umana”, come si legge in un tweet del Vaticano.

Il tweet del Vaticano

Il tweet del Vaticano

Il documento, che è costituito da 57 punti e pubblicato in diverse lingue, sostanzialmente tende a ribadire l’idea cristiana di famiglia, fatta da un uomo e una donna che, sempre secondo la Chiesa cattolica, non possono essere ridotti nelle loro differenze a “meri condizionamenti storico-culturali”. L’attuale Papa, Francesco, si era già espresso in passato sul tema. Più precisamente con l’esortazione apostolica del 2016 dal titolo “Amoris Laetitia” in cui così si esprimeva al riguardo: l’ideologia del gender «nega la differenza e la reciprocità naturale di uomo e donna. Essa prospetta una società senza differenze di sesso, e svuota la base antropologica della famiglia. Questa ideologia induce progetti educativi e orientamenti legislativi che promuovono un’identità personale e un’intimità affettiva radicalmente svincolate dalla diversità biologica fra maschio e femmina. L’identità umana viene consegnata ad un’opzione individualistica, anche mutevole nel tempo».

© Der Spiegel

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Insomma una presa di posizione ben definita sull’argomento che ha scatenato nuovamente polemiche e affermazioni nettamente contrarie a tale documento da parte delle associazioni quali la New Ways Ministry, rappresenta i diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) nella Chiesa cattolica, come riporta “Der Spiegel”. «Il Vaticano rimane nel Medioevo, promuove false dottrine e fa affidamento su miti, dicerie e falsità», ha avvertito l’associazione. «Le persone non hanno scelto il loro genere, come dice il Vaticano, ma l’hanno scoperto durante la loro vita». Se qualcuno è un uomo o una donna è determinato non solo da genitali visibili, ma anche da «genetica, ormoni e chimica – cose che non sono visibili alla nascita», ha proseguito in tono polemico. C’è anche chi si è spinto più in là, come il giornalista che si occupa di cose vaticane Robert Mickens, che sul giornale “La Croix interantional” ha firmato un pezzo dal titolo: “Il documento del Vaticano sul genere è come un rossetto su un maiale. La richiesta di dialogo non può mascherare le idee ideologiche intransigenti del testo”.

© Regenboghenportal

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In Germania l’argomento delle famiglie cosiddette “arcobaleno” (Regenbogenfamilien), ossia formate da genitori dello stesso sesso, è trattato ormai da anni. Per la precisione la possibilità di adottare il figliastro, la cosiddetta stepchild adoption, è consentita dal 2005. Quella di adottare un bambino già adottato da un partner è consentita dal 2013, mentre l’adozione di un bambino straniero è possibile dall’ottobre del 2017. L’argomento dell’educazione dei figli di coppie omosessuali o della sessualità in genere degli alunni è talmente considerato importante che dallo scorso maggio sul portale internet del ministero federale della Famiglia, degli Anziani, delle Donne e della Gioventù (BMSFSJ)

Franziska Giffey © SPD Berlin – Joachim Gern Wikimedia Commons

il ministro Franziska Giffey (SPD) ha voluto un sito dedicato appositamente alle famiglie arcobaleno. Come si legge sulla pagina, gli insegnanti dovrebbero creare un “ambiente di apprendimento non discriminatorio”, ad esempio “appendendo poster che rendano visibile la diversità” o “acquistando libri per la biblioteca scolastica con caratteristiche legate ad argomenti che riguardino le lesbiche, gli omosessuali e i bisessuali”. Si raccomanda, inoltre, per non far sentire discriminati i genitori omosessuali, di adottare i termini “genitore 1” e “genitore 2”, anziché madre e padre. Il che ricorda molto il decreto italiano del 23 dicembre 2015, voluto dall’allora governo Renzi (PD), che prevedeva la stessa dicitura sui moduli per la richiesta della carta d’identità e che è stata recentemente abolita dal ministro degli Interni Matteo Salvini (Lega).

Ancora non si ha notizia da parte della Chiesa cattolica di Germania, alla luce del recente documento del lunedì di Pentecoste emesso dal Vaticano, circa le indicazioni educative date sul portale tedesco del ministro Giffey.

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