Landau © Wikipedia

Landau © Wikipedia

Lev Davidovič Landau era un fisico azero, vincitore nel 1962 del premio Nobel. Ilya Khrzhanovsky è un regista russo che dal 2005 ha creato un progetto cinematografico basato sulla vita di Landau, che nel 1937 diresse a Mosca l’“Istituto per problemi fisici”, e da cui trae il nome: Dau. Il progetto consiste in un film (finora di circa 700 ore di girato) realizzato in diverse località europee, fra cui Russia, Regno Unito, Danimarca, Ucraina -più precisamente a Kharkiv, nel Nord-est del Paese – dove è stata girata la maggior parte del materiale ed è stato ricreato l’“Istituto” in 12mila mq., all’interno dei quali gli attori hanno vissuto per 2 anni, fino al novembre del 2011, data in cui il set, come parte del progetto stesso, è stato distrutto. Finora dal materiale girato ne sono risultati 13 film.

La produzione doveva approdare anche in Germania, a Berlino, e poi a Parigi e Londra. O almeno così era previsto. Infatti lo scorso luglio era stato presentato il progetto che prevedeva tra l’otto di ottobre e il nove di novembre prossimi, la ri-costruzione di una parte del Muro (montata in una notte e formata da 900 pezzi, alti ciascuno 3 metri e mezzo) proprio al centro della Capitale tedesca, lungo la centralissima “Unter der Linden”, la strada che unisce (per così dire) l’Isola dei musei e il Castello (in fase di ricostruzione) con la Porta di Brandeburgo. Insomma in un’area prettamente turistica e a due passi dal ministero federale degli Esteri. A finanziare in gran parte il progetto da 6,6milioni di euro ci sarebbe stato l’uomo d’affari e filantropo russo Sergey Adoniev.

Scene da Dau © youtube Maria Zaikina

Scene da Dau © youtube Maria Zaikina

L’opera cinematografica era prevista nel quadro delle iniziative che fanno parte della “Berliner Festspiele, il cui direttore Thomas Oberender aveva parlato al riguardo di un “esperimento sociale che cambierà la percezione di Berlino”. Ma proprio lo scorso venerdì, per così dire a rovinare la festa, è arrivata la notizia, data in conferenza stampa dalla senatrice Regine Günther (senza partito) e dall’assessore dei Verdi del quartiere di Mitte (dove la performance avrebbe dovuto avere luogo) Sabine Weißler, che per motivi di sicurezza non si sono potuti rilasciare i permessi necessari alla costruzione del set-performance artistica. Il progetto aveva ricevuto l’approvazione dello stesso ministro della Cultura Monika Grütters (CDU) e l’appoggio del sindaco della città Michael Müller (SPD), ma era stato il centro di accesi dibattiti fra i suoi sostenitori, tra cui Tom Tykwer, Lars Eidinger e Sasha Waltz, e avversari di spicco come Lea Rosh, Marianne Birthler e Christian Thielemann, che avevano espresso la propria contrarietà attraverso lettere aperte perché “il Muro, che ha portato tanta infelicità, non è un giocattolo per eventi”.

Scene da Dau © youtube Maria Zaikina

Scene da Dau © youtube Maria Zaikina

Nell’area di circa 35mila mq. non si esibiranno più attori e artisti. In Dau Teodor Currentzis, un direttore d’orchestra greco, interpreta il ruolo principale, mentre Radmila Shchegoleva, l’unica attrice professionista nel cast, interpreta sua moglie. Alexei Blinov è a capo dello sviluppo tecnico per il lungometraggio. Il cast includeva anche: Anatoly Vasiliev, Dmitry Chernyakov, Olga Shkabarnya, Peter Sellars, Romeo Castellucci, Carsten Höller, Marina Abramović, David Gross, Shing-Tung Yau, Nikita Nekrasov, Carlo Rovelli, James Fallon e altri.

Il 9 novembre, giorno della caduta del vero Muro di Berlino, era prevista la distruzione simbolica di questo del set cinematografico. In ogni caso, anche se non avverrà, ha senz’altro ottenuto l’effetto di farne parlare e tenerne vivo il ricordo.

.

La presentazione del progetto

© Youtube RT Deutsch

Print Friendly, PDF & Email