Gian Marco Centinaio © il Deutsch-Italia
Gian Marco Centinaio © il Deutsch-Italia
L'Ambasciatore Mattiolo e il Ministro Centinaio © il Deutsch-Italia

L’Ambasciatore Mattiolo e il Ministro Centinaio e il Presidente dell’Enit Giorgio Palmucci © il Deutsch-Italia

Il ministro italiano delle Politiche agricole, alimentari e forestali e del Turismo, Gian Marco Centinaio (Lega), presente all’ITB di Berlino, la più grande mostra del turismo al mondo, così si è espresso in seguito ad una nostra precisa domanda in merito alla querelle tra i pastori sardi e gli industriali del settore caseario ed un possibile accordo: «Io lo spero. Continuo a dire che noi abbiamo messo sul tavolo tutto quello che potevamo mettere: soldi e riforme. I pastori ci hanno sempre detto: a noi non interessano solo i soldi, non è una questione economica. Noi vogliamo le riforme. Pertanto abbiamo messo sul tavolo della trattativa un commissario, ossia il prefetto di Sassari che sta lavorando, e l’otto ci dovrebbe essere la seconda riunione nel Capoluogo. Abbiamo messo sul tavolo la possibilità di istituire il registro telematico del latte ovino, nonché la possibilità che i pastori potessero entrare nei consigli d’amministrazione dei consorzi e che si possano avere promozioni con la grande distribuzione. Ci sono tour operator italiani che si stanno muovendo per promuovere il pecorino in diverse location turistiche. Inoltre c’è l’ICE, altro ente statale, che sta lavorando e cercando nuovi mercati. Ora ci vuole la buona volontà tra le parti, ossia pastori e trasformatori, di mettersi ad un tavolo e trovare un accordo per arrivare a quell’euro di prezzo, sapendo benissimo tutti che oggi non ci sono le condizioni economiche per farlo. Si deve lavorare tutti per arrivare a quell’obiettivo. Io, le dico, dormo sonni tranquilli, perché tutto quello che potevo fare l’ho fatto. Non posso fare di più».

Il Ministro con il Presidente della Regione Puglia Emiliano © il Deutsch-Italia

Il Ministro con il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano © il Deutsch-Italia

Invece riguardo la protezione del marchio “made in Italy” dei prodotti italiani ha dichiarato: «Mentre altri parlano in Italia, io vado e lavoro. Abbiamo già incontrato il Commissario per la Salute e la Politica dei consumatori della Commissione Europea, il lituano Vytenis Andriukaitis e abbiamo presentato due settimane fa il nostro progetto sul “made in…”, anziché il “made in Europe”. Oggi il consumatore finale chiede di essere informato, di sapere cosa mangia e cosa consuma. Io non ci vedo niente di male a scrivere se un prodotto è stato allevato, pescato o coltivato in Italia e trasformato da noi. Questo è il vero “made in Italy”. A questa lobby di Paesi che stanno andando in questa direzione si è aggiunta anche l’Austria. Siamo sempre di più. Il “made in Europa” non ci convince».

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