Merkel-Conte © Youtube Euronews
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La visita di lunedì scorso della Cancelliera tedesca Angela Merkel (CDU) al presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte è arrivata al termine di un periodo in cui gli incontri tra politici italiani e tedeschi si sono intensificati a tutti i livelli. Più da parte dei tedeschi che degli italiani, per la verità. C’è molta attenzione infatti a Berlino su quanto sta accadendo ora in Italia, e ci sono anche aspettative piuttosto alte, in particolare per le intese che si possono raggiungere a livello europeo in un momento in cui la Francia predilige intraprendere iniziative non sempre condivise. «Stiamo lavorando attivamente per il buon esito della conferenza di Berlino, che mira a promuovere un rapido cessate il fuoco e la ripresa del processo politico», ha detto il premier italiano Giuseppe Conte, «ma ci vuole un coeso e sincero impegno della comunità internazionale». Italia e Germania sono poi d’accordo nel tener fermi alcuni punti, come la fedeltà alla Nato – messa in discussione dal Presidente francese Emmanuel Macron quando l’ha definita in stato di «morte celebrale» – e l’importanza di proseguire sulla strada dell’allargamento ai Balcani – bloccata sempre da Macron con lo stop a Macedonia del Nord e Albania. Crescita, stabilità e esigenza di una maggiore flessibilità sui conti sono i temi che ricorrono nei bilaterali italo-tedeschi, anche se non sempre con uniformità di vedute.

I temi dei colloqui
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Sintonia sui migranti, la Libia, la Nato. Addirittura un confronto sullo spinoso dossier Arcelor Mittal. E un messaggio chiaro per Burxelles: la nuova coalizione sostiene l’approccio «critico, ma costruttivo» dell’Italia nei confronti dell’Europa. Il premier Giuseppe Conte ha accolto la Cancelliera tedesca a Roma mostrando grande apertura, con la consapevolezza che dalle fila del Governo non ci sarà sempre accordo su tutto. Non ha talvolta nascosto, infatti, le divergenze su alcuni dossier, ma ha ribadito la comune volontà di lavorare insieme per affrontare le grandi sfide europee e combattere le «intolleranze» e le «forze disgregatrici» in seno all’Europa. E ha rivendicato anche la sua autonomia di pensiero, a prescindere dalla coalizione che lo sostiene.

Villa Doria Pamphilij © CC BY-SA 2.0 General Cucombre Flickr

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Merkel, durante l’incontro tenutosi a Villa Doria Pamphilj, ha ribadito l’importanza del sostegno italiano alla Commissione Von der Leyen, malgrado questa registri ancora diverse fragilità al suo interno. Al centro dei colloqui l’impostazione che la nuova Commissione intende dare alla soluzione della questione migratoria in un’ottica di redistribuzione e di superamento di Dublino. «Noi vogliamo combattere le cause dei movimenti migratori – ha detto Merkel -. È importante aprire delle prospettive ai giovani africani». A rafforzare la vicinanza Italia-Germania sul tema, un confronto aperto sulla Libia. In vista della conferenza a Berlino prevista per dicembre, Roma ha ricordato l’importanza di un coinvolgimento degli Stati Uniti, senza i quali è difficile immaginare uno scenario di stabilità nell’area. Italia e Germania hanno un «impegno congiunto per affrontare le principali sfide che ci attendono, la migrazione, il rilancio della crescita, l’occupazione, lottare contro il cambiamento climatico, completare la governance dell’Ue, il negoziato sul bilancio, la Brexit e il tema dell’allargamento», ha detto il premier Conte in conferenza stampa alla fine dei colloqui. «Italia e Germania devono lavorare insieme per affrontare la comune responsabilità europea nel dare risposte adeguate ai cittadini – ha detto ancora Conte -. Con la Germania ci troviamo a condividere spesso obiettivi e modalità per raggiungerli, qualche volta non siamo convinti delle medesime soluzioni, ma dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione, non dobbiamo aumentare l’intolleranza e le forze disgregatrici nell’Ue».

Olaf Scholz

Olaf Scholz

Merkel – il cui Paese è il primo partner commerciale dell’Italia al mondo con quasi 130miliardi di euro registrati nel 2018 – ha aperto alla necessità di realizzare l’Unione bancaria europea. E rispondendo a una domanda, la Cancelliera ha confermato che il suo Governo sostiene la proposta avanzata nei giorni scorsi dal ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz (SPD). Ovvero, la creazione di un sistema comune di assicurazione dei depositi a livello europeo (sarà un caso che Berlino insista su questo punto ora che la Deutsche Bank, la maggiore banca tedesca, è data dai maggiori analisti finanziari come sull’orlo del fallimento?). Il Capo del governo tedesco ha poi riconosciuto che il sistema bancario italiano ha compiuto molti passi in avanti in merito alla riduzione dei rischi. Si tratta di un notevole cambio di passo da parte di Berlino rispetto alla posizione assunta fino a poche settimane fa, ossia un secco no al completamento dell’Unione bancaria proprio a causa degli elevati rischi finanziari insiti nelle economie dell’Europa del Sud.

Africa, economia e buoni propositi
Merkel-Conte © Youtube Euronews

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Il 19 novembre prossimo Conte volerà a Berlino per il summit “Compact with Africa”, che avrà proprio la Libia come tema chiave, oltre alla crescita. Su quest’ultimo punto, l’economia italiana rallenta e quella tedesca rischia la recessione tecnica con tre trimestri consecutivi di contrazione. Infine, sullo sfondo c’è la trattativa su Alitalia che coinvolge anche la tedesca Lufthansa. «Ci siamo ripromessi una cooperazione per cercare di confrontarci sulle soluzioni più avanzate dal punto di vista tecnologico e condividere le conoscenze» nel settore dell’acciaio, ha spiegato il Presidente del Consiglio dopo aver parlato con la Cancelliera della questione ArcelorMittal e l’ex Ilva.

Insomma una vera e propria “Luna di miele” tra Roma e Berlino. L’esecutivo giallorosso oramai è ben caratterizzato da un rapporto con la Germania sugellato da continui idilli. Anche il ministro degli Esteri e capo politico del M5S Luigi Di Maio, nel giorno delle celebrazioni del trentesimo anniversario del crollo del Muro di Berlino, ha elogiato la Germania. Ha inoltre sostenuto di prendere la Germania come esempio per la redistribuzione dei migranti. Angela Merkel ha dato il suo appoggio all’Italia sul tema dell’immigrazione, ma sottolineando l’importanza «di parlare con l’Unhcr e con i responsabili delle Ong, per garantire degli standard ragionevoli e il rispetto dei diritti umani». Ricordando poi il vertice di Malta ha così proseguito: «Una divisione equa dei compiti richiede ancora un po’ di tempo. Quindi trovo giusto che a Malta ci sia stato un primo passo. È stato lanciato un messaggio positivo, ma molto resta da fare. I Paesi rivieraschi che difendono i confini esterni della UE non possono essere abbandonati». Un discorso che è apparso musica per le orecchie di un Giuseppe Conte che ha sempre puntato molto sul sostegno tedesco per questo tema.

Belle parole, ma fatti pochi
Horst Seehofer

Horst Seehofer © Kremlin.ru

Ma le parole della Cancelliera, belle in politichese, sono apparse ben lontane dalla realtà: in primo luogo perché è risaputo che il vertice di Malta è stato un bluff, in secondo luogo perché è stato lo stesso Governo tedesco, per bocca del ministro dell’Interno Seehofer (ve ne abbiamo riferito qui), a parlare di indietreggiamento dalle già flebili intese stipulate nella piccola Repubblica in caso di aumento degli sbarchi. Quello della Merkel, e questo Conte lo sa benissimo, è soltanto fumo gettato negli occhi di un’Italia che però in questa fase sente quasi come il bisogno di sentir pronunciare promesse su aiuti, redistribuzione e collaborazione sull’immigrazione. Nessuna parola è stata invece spesa sul presunto accordo, rivelato da “Die Welt”, circa i voli che l’Italia potrebbe autorizzare per portare nel proprio territorio i migranti espulsi dalla Germania, i cosiddetti “dublinanti”. Nessuna conferma, ma anche nessuna smentita in merito. La sensazione dunque, è che i tentativi di Conte e del suo Governo di bloccare ogni contrasto con la Germania, presentando sul piatto della scena internazionale la ritrovata amicizia con Berlino, non stia producendo alcun effetto. Sull’immigrazione dunque Merkel non affianca alle belle parole anche fatti concreti, sui bilanci e le manovre non sembra esserci spazio per la tanto auspicata maggiore flessibilità, sugli altri dossier, a partire da quello libico, l’agenda è dettata in modo perentorio da Berlino. La visita della Cancelliera a Roma, pertanto, più che una “Luna di miele” sembra aver certificato un rapporto dove a mancare è soprattutto la reciprocità: c’è una parte che applaude e sorride, ossia l’Italia, mentre dal canto suo la Germania pensa a mantener politicamente buono l’amico italiano ritrovato.

L’incontro tra la Cancelliera Merkel e il premier Conte

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