Martin Luther

Il 18 febbraio 1546 a Lutherstadt Eisleben, piccola cittadina situata nel land della Sassonia-Anhalt, moriva uno degli uomini più importanti in assoluto per la Germania (e non solo): Martin Luther, italianizzato in Martin Lutero.

Figlio di contadini Lutero visse nella Germania di Carlo V d’Asburgo, imperatore di quell’impero così vasto che su di esso non “tramontava mai il Sole”. Visse la maggior parte della sua vita, gli anni della maturità, nel 1500 (era nato nel 1483). Secolo complesso il sedicesimo. È quello che vede il culmine del Rinascimento, la Riforma protestante in tutta l’Europa, la Controriforma cattolica, le Guerre di religione e la Santa inquisizione. Inoltre s’inizia l’esplorazione del nuovo continente, le Americhe, scoperto pochi anni prima (1492).

La-sala-delle-indulgenze-Jörg-Breu-il-vecchio-ca.1530.È dunque in questo contesto che il monaco agostiniano (era entrato in convento all’età di ventidue anni) Martin visse. Nasce nell’università di Wittenberg, dove insegnava teologia, la riflessione luterana sul rapporto tra Dio e uomo. Lutero visse una religiosità di tipo medioevale. Era un uomo del passato, visse la fede come i suoi antenati. Si può dire che quasi senza volerlo egli si trovò ad essere l’inconsapevole elemento catalizzatore di un enorme fenomeno storico. Lo studio della Bibbia, la preghiera e la meditazione lo aiutarono a pervenire a un intendimento diverso di come Dio considera i peccatori. Da qui, derivò l’idea che il favore di Dio non è qualcosa che si possa guadagnare, ma viene concesso per immeritata benignità a coloro che manifestano fede. La teologia di san Paolo sostiene che “se noi avremo fede saremo giustificati da Dio per i meriti di nostro signore Gesù Cristo. Dio, e lui solo, ci darà la grazia, la salvezza “giustificandoci. È questo il punto centrale di tutta la dottrina Luterana: egli infatti intende giustificati in senso letterale (iustum facere): essere resi giusti da ingiusti che siamo per natura.

La Bibbia di Lutero

L’uomo non può lusingare Dio con le buone opere, tanto più che il peccato originale lo porterà di nuovo irrimediabilmente a peccare. Tutto dipende da Lui, che interviene direttamente sull’uomo. Non c’è più bisogno del mediatore tra Dio e l’uomo, il sacerdote, ma è Dio che nella sua onnipotenza salva chi ha deciso ab aeterno (dall’eternità). È dunque esclusivamente Dio che salva, nella misura in cui, in quanto onnipotente, è in grado di trattare come giusto ciò che per sua natura è ingiusto. Ma per i protestanti è solo la fede che salva. La Chiesa cattolica, in merito al problema della giustificazione, crede nella necessità sia della grazia divina che della cooperazione umana, fatta di fede e opere: l’uomo è sì corrotto dal peccato originale, ma il suo libero arbitrio non è completamente annullato, e dunque trova, con l’aiuto della grazia divina, la forza per risorgere.

Secondo i cattolici la dottrina luterana getta l’uomo nella disperazione. Mentre il cattolico, tramite i sacramenti, può presumere di avere ottenuto il perdono ed essere in grazia di Dio, il luterano non dispone di segni che gli possano far ritenere probabile di essere stato predestinato alla salvezza; può solo sperarlo e crederlo fortemente, e quanto più sarà stato peccatore, tanto più potrà e dovrà esprimere fortemente la sua fede di essere salvato.

21-1-13-wittemberg-chiesa-ognissantiNel 1517 il principe Alberto di Brandeburgo, ora anche arcivescovo di Magonza, incaricò il monaco domenicano Johann Tetzel di predicare le indulgenze nei suoi domini. Lutero giudicò la predicazione di Tetzel assurda sotto ogni punto di vista e decise di contrastarla per iscritto. Vuole la tradizione che il 31 ottobre 1517 Lutero (o più probabilmente i suoi studenti, addirittura all’insaputa del maestro) abbiano affisso sulla porta della chiesa di Wittenberg, com’era uso a quel tempo, 95 tesi in latino riguardanti il valore e l’efficacia delle indulgenze. Il testo era indirizzato proprio all’arcivescovo Alberto, a cui Lutero intendeva mostrare il pessimo comportamento del suo incaricato Tetzel.

Lo scontro con le alte gerarchie ecclesiastiche fu inevitabile

Johann Tetzel attaccò duramente il Sermone sull’indulgenza e la grazia scritto in tedesco da Lutero, ma il sermone ebbe subito un notevole successo con ben ventuno ristampe prima del 1520. Il popolo prestò ascolto alla nuova teologia scritta in lingua volgare che si diffuse con rapidità sorprendente.

La disputa continuò fino al 3 gennaio 1521 quando con la bolla Decet Romanum Pontificem, Leone X scomunicava Martin Lutero. L’accusa era di eresia hussita (Jan Hus, altro teologo riformatore). L’otto maggio 1521 Carlo V proclamò l’editto di Worms, con il quale le tesi luterane venivano ufficialmente condannate e perseguite in tutti i territori dell’impero. Nel 1525 Lutero decise di abbandonare la vita pubblica e la veste religiosa. In giugno sposò Katharina von Bora, una monaca che aveva dismesso l’abito in conseguenza della riforma. Fu un gesto di grande importanza che contribuiva alla formazione della nuova teologia luterana. I due ebbero sei figli e la loro casa fu uno dei principali centri irradiatori delle idee riformatrici.

Lutero dettò le linee generali per l’organizzazione della Chiesa evangelica della Sassonia, fornendo il modello fondamentale alle altre chiese luterane. Inoltre manifestò un forte disprezzo anche per ogni forma di commercio, da lui giudicato “uno sporco affare”, e condannò l’interesse come usura. Il suo sogno sarebbe stato di perpetuare la società rurale in cui era nato, per questo egli si considerava più un restauratore che un innovatore. Tali eccessi reazionari si erano fatti sempre più marcati man mano che invecchiava.

La Riforma, promossa da uomini come Lutero e poi Jean Cauvin (Giovanni Calvino) e Zwingli, determinò la formazione di un nuovo movimento religioso nell’Europa Occidentale detto protestantesimo. Il maggiore contributo di Lutero fu il suo insegnamento principale: la giustificazione per fede. Nel giro di poco tempo ciascun principato tedesco si schierò per la fede protestante o per quella cattolica. Il protestantesimo si diffuse e ottenne larghi consensi in Scandinavia, Svizzera, Inghilterra e Paesi Bassi. La sua opera fu inoltre fondamentale per aver contribuito a formare la lingua tedesca: si può dire che Lutero fu per la Germania ciò che Dante era stato per l’Italia. Passati i primi secoli immediatamente successivi alla Riforma, dopo essere stato giudicato assai negativamente, la sua figura è stata in parte rivalutata anche in alcuni ambiti cattolici, almeno per quanto riguarda la tempra intellettuale del primo Lutero. Lutero morì per una sua vecchia “malattia di cuore”, la cui causa non fu mai chiarita.

Uno spezzone del film Luther (2003)

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