KREATUR SASHA WALTZ © Piero Tauro

Si è ufficialmente aperta la 32esima edizione del Romaeuropa Festival, la manifestazione culturale che dal 20 settembre al 2 dicembre si svolgerà in più punti della città di Roma, con una densissima scaletta di appuntamenti di musica, danza, teatro, arte e che porterà nella Capitale alcuni tra i più importanti nomi della scena artistica contemporanea italiana ed internazionale. Assunto per legge parlamentare il rango di “Festival di assoluto prestigio internazionale”, il Romaeuropa è stato programmato con la collaborazione di diversi poli culturali presenti nella città di Roma (per citare solo alcuni partner, sono coinvolti in questa edizione il Teatro di Roma, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il MAXXI, il Museo MACRO, il Palazzo delle Esposizioni, le Ambasciate della Repubblica Federale di Germania, dei Paesi Bassi, del Lussemburgo, della Spagna, del Belgio, della Francia, della Gran Bretagna, degli Stati Uniti d’America, del Portogallo, della Svizzera, del Sudafrica, dell’Ungheria e l’Accademia Nazionale di Danza) Il primo sipario ad alzarsi è stato quello del Teatro Argentina con la prima italiana dello spettacolo “Kreatur” della compagnia di ballo di Sasha Waltz, uno dei nomi più conosciuti al mondo tra i coreografi di danza contemporanea.

KREATUR SASHA WALTZ © Piero Tauro

Sasha Waltz nasce nel 1960 a Karlsruhe e, dopo aver studiato danza e coreografia ad Amsterdam e New York, nel 1993, con Jochen Sanding, fonda a Berlino la compagnia “Sasha Waltz & Guests. Tornata indipendente nel 2005, dopo la nomina dal 2000 al 2004 come uno dei direttori artistici della Schaubühne am Lehniner Platz di Berlino, avvia con la propria compagnia un processo di sperimentazione attraverso la connessione tra la danza, l’architettura e il design. Nel 2013 viene nominata dall’Unione Europea Ambasciatrice della Cultura in Europa e sarà direttrice del Balletto di Stato Tedesco per il quinquennio a partire dalla stagione 2019-2020.

La coreografia di Sasha Waltz, “Kreatur”, che ha aperto il Romaeuropa festival mercoledì scorso, rappresenta un esempio di innovazione per tutta la danza contemporanea mondiale ed è pienamente attinente al tema centrale del Festival “Where we are now?”, qual è il punto d’arrivo degli esseri umani oggi?

KREATUR SASHA WALTZ © Piero Tauro

“Kreatur” è un progetto sperimentale eccezionale e lontanissimo da ciò che ci si potrebbe aspettare da una semplice coreografia di danza contemporanea.

Non esiste nulla in questo spettacolo che possa avere dei precedenti. Come ha raccontato la stessa Sasha Waltz, in occasione della conferenza stampa del Festival, il suo intento era quello di dare forma a “creature” di cui si potesse percepire non solo l’umanità, ma anche il lato oscuro dell’inconscio, quello delle paure e delle ansie, in un contesto, come quello attuale di guerre, di migrazioni, di frontiere, di paura del diverso e del futuro.

KREATUR SASHA WALTZ © Piero Tauro

Sul palco i 14 ballerini si muovono in maniera diversa eppure perfettamente sincronizzata all’interno del gruppo, riempiendo lo spazio scolpito dalle luci del light designer Urs Schönebaum. La nudità dei corpi si fa arte in movimento, e quando il corpo è vestito diventa architettura che spicca sul palcoscenico, grazie ai costumi della visionaria fashion designer Iris van Herpen (nota per l’uso di materiali non convenzionali e per diverse collaborazioni famose, tra cui Lady Gaga e Bjork).

Anche il sottofondo musicale lascia spiazzati gli spettatori. Le musiche sono state composte dalla band newyorkese di musica elettronica Soundwalk Collective (che ha collaborato recentemente anche con Patti Smith), ma non si tratta di sole note: Sasha Waltz e la band hanno visitato alcuni luoghi simbolo del secolo scorso come la prigione berlinese della Stasi, i campi di concentramento tedeschi, alcune ex fabbriche tessili italiane, per catturarne i rumori e, attraverso essi, il ricordo di quello che è accaduto in quei luoghi. Solo dopo questa fase si è passati alla composizione in studio. Precisazione importante, questa, dato che, ad un certo punto dello spettacolo, si sente abbaiare un cane.

KREATUR SASHA WALTZ © Piero Tauro

«Sentivo l’urgenza di attuare la mia percezione della realtà» ha detto la coreografa, ma ha poi aggiunto «ognuno rimane libero di interpretare lo spettacolo come vuole».

In effetti, i simboli non mancano. Non può che essere una metafora delle migrazioni e delle frontiere la parte dello spettacolo dove i ballerini salgono su una installazione a forma di scala, alla fine della quale vi è un muro. Qualcuno riesce ad oltrepassare quel muro, qualcun altro cade dagli scalini, gli altri rimangono stretti, l’uno attaccato all’alto, sugli scalini stessi.

Nella parte finale, c’è un inno all’amore senza differenze di sesso, con i ballerini che, a coppie anche dello stesso sesso, si muovono molto eroticamente, sulle note di “Je t’aime… moi non plus”, la canzone con cui Serge Gainsbourg e Jane Birkin diedero scandalo nel 1969.

Il lavoro di Sasha Waltz è ispirato da due valori fondamentali: la collaborazione di gruppo e l’innovazione.

L’innovazione sarà il principio guida della sua co-direzione, con Johannes Öhman, dello Staasballett Berlin, e per questo la sua nomina è stata fortemente criticata ed osteggiata dal corpo di ballo dello Staasballet, fino a promuovere una petizione perché venisse revocata.

KREATUR SASHA WALTZ © Piero Tauro

«Non vogliamo distruggere la tradizione del balletto classico, ma vogliamo colmare la lacuna tra tradizione e innovazione. C’è molta paura che venga stravolta la storia del Balletto tedesco. Noi siamo interessati a preservare la storia. Io personalmente ho rispetto per la paura e per la storia dell’ambiente con cui interagiremo, ma ci sarà una grande trasformazione. Con lo Staatsbalett avrò la possibilità di lavorare con una grande orchestra, musicisti e ballerini bravissimi, con grandi mezzi e risorse con cui potrò attivare molte collaborazioni con artisti internazionali della danza classica e contemporanea».

KREATUR SASHA WALTZ © Piero Tauro

A proposito dei mezzi e risorse, noi de “il Deutsch-Italia” abbiamo chiesto a Sasha Waltz cosa pensi del mondo e del teatro italiano. «Posso dare un giudizio solo sulla base della mia esperienza. Molti artisti del teatro e della danza tra i più talentuosi al mondo vengono dall’Italia. Conosco bene il panorama della danza contemporanea italiana e c’è molto talento. Nella mia compagnia ci sono molti ballerini italiani, in “Kreatur” 3 ballerini su 14 sono italiani, la mia assistente personale è italiana. Questo vuol dire che in Italia le scuole di danza funzionano bene e i ballerini ne escono molto preparati. Noi oggi siamo qui, a Roma, alla conferenza stampa del festival Romaeuropa, l’evento europeo più importante per la danza contemporanea e che ha molta attenzione per i ballerini italiani. La mia esperienza con la danza italiana è positiva, non posso esprimere alcun giudizio su tutto ciò che riguarda il funzionamento delle strutture e dei finanziamenti».

Sarà possibile assistere allo spettacolo “Kreatur”, presso il Teatro Argentina, fino al 23 settembre.

.

“Kreatur”

Kreatur – Trailer 2017 from Sasha Waltz & Guests on Vimeo.

 

Print Friendly, PDF & Email