Via Poma © CC BY-SA 4.0 Sergio D’Afflitto

Sono un affare le case dell’orrore. Chi vuole andare ad abitare nell’appartamento o nella villa dove è stato commesso un delitto particolarmente efferato? Il prezzo scende, chi non è impressionabile fa un buon affare. I tedeschi, sembra, si dimostrano più sensibili ai soldi che all’atmosfera sinistra dei luoghi, al contrario di quanto avviene in Italia. L’appartamento di via Poma dove 27 anni fu uccisa Simonetta Cesaroni rimase per anni sul mercato, benché il prezzo continuasse a scendere, e il quartiere romano di Prati sia molto ricercato. Oggi vi si è installato uno studio notarile. Lo chalet di Cogne, dove Anna Maria Franzoni avrebbe ucciso suo figlio nel 2002, è meta di turisti curiosi, ma rimane vuoto. La casa di Perugia dove nel 2007 fu uccisa Meredith Kercher era stata messa in vendita per 100mila euro, benché ne valesse almeno 450mila. Infine la proprietaria è stata costretta ad affittarla agli studenti. Solo alcuni esempi.

Das_Haus_von Wolfgang Priklopil. © CC BY-SA 3.0 Priwo

In Austria, Natascha Kampusch, rapita a dieci anni, è voluta tornare a vivere nella villetta dove fu tenuta prigioniera per otto anni. Il giudice l’ha assegnata alla giovane in risarcimento degli anni trascorsi in una cella sotto il garage. Natascha ha fatto colmare con il cemento la stanzetta dove viveva senza finestre, ma assicura di non avere problemi, “anzi, spiega,abitare qui mi è utile per superare il passato”. Aveva pensato di ospitare nella villetta una famiglia di profughi, ma le autorità non le hanno concesso l’autorizzazione, senza spiegare i motivi.

Invece, sempre in Austria, la villa dove Josef Friztl segregò la sua famiglia, e mise al mondo sette bambini con la figlia, è stata acquistata da un oste per 160mila euro. La vuole restaurare e trasformare in trattoria, contando sulla curiosità morbosa dei turisti dell’orrore. Ma la cantina dove teneva prigioniera la famiglia è stata colmata con trecento tonnellate di cemento.

Maison Marc Dutroux © CC BY-SA 3.0 Tijmen Stam

Caso analogo a Fluterschen in Renania. Un medico ha comprato all’asta per appena 35mila euro una villa di 248 mq, più 500 di giardino, dove un uomo seviziò e uccise diversi ragazzini. “Non le fa impressione?”, gli ha chiesto un giornalista. “Le mura non sono complici”, ha risposto con pragmatismo. Appena undicimila euro di più ha dovuto pagare chi ha comprato in Belgio la villa di Marc Dutroux, il Barbablu di Marcinelle, che tra il 1985 e il 1996 ha sequestrato, torturato e ucciso otto bambine.

La casa di Hoxter in Westfalia, dove due donne furono torturate e uccise, si è rivelata un autentico affare per un muratore. È stata venduta al miglior offerente, e l’ha ottenuta per 5mila euro. Non si conosce il prezzo, ma è stato di poco superiore, quello pagato da una cantante per aggiudicarsi la casa del cannibale di Gimmlitztal: qui, un poliziotto uccise e divorò un uomo, vittima consenziente, conosciuto in internet.

Gli acquirenti non si lasciano impressionare, commenta la “Süddeutsche Zeitung”, e sperano di rivendere tra qualche anno a un prezzo cinque o sei volte superiore. L’orrore è un buon affare per chi non è sensibile.

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Il delitto di via Poma

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