Perché un postino ha lo stesso stipendio a Milano e a Cefalù? In Lombardia riesce a sopravvivere, in Sicilia dove si aprì il primo Club Mediterranee negli Anni Cinquanta, può vivere dignitosamente. A Palermo, sono andato a gustare un’arancina, che per me equivale alla madeleine di Proust, in uno storico locale vicino al “Giornale di Sicilia”. Sono le migliori della città e, dunque, per i palermitani che non soffrono di modestia, le migliori dell’isola. Prezzo un euro e 90, per 400 grammi. Non so se il peso sia esatto, perché non sono riuscito a finirla. A Trastevere, a Roma, un modesto supplì, quasi senza condimento e minuscolo, arriva a due euro. Ma ogni tentativo di differenziare stipendi e salari a seconda del luogo dove si vive è sempre stato respinto come anticostituzionale.

Schmid Nils © CC BY-SA 3.0 de Sven Teschke

Adesso la Merkel ha proposto un’Europa a due, o più velocità, ed è stata subito accusata d’arroganza teutonica, e di voler spaccare la UE. Forse, invece, l’idea che non è sua, potrebbe salvare l’Unione dilaniata dall’euro, tra Paesi forti e deboli, tra Nord e Sud. L’hanno avanzata anche altri in passato, ma se la proposta arriva da Berlino tutti si ribellano.

In Germania, in quest’anno elettorale (si vota il 24 settembre), si susseguono le proposte: salari e stipendi, a cominciare dai dipendenti pubblici, potrebbero essere differenti dal Baltico, non proprio fiorente, alla ricca Baviera. Qui il Sud è più ricco del Nord. E anche le tasse andrebbero calcolate con scaglioni differenti tra Regioni prospere e le altre in difficoltà. Lo propongono il ministro delle Finanze del Baden-Württemberg, il socialdemocratico Nils Schmid, e il collega della vicina Baviera, il cristianosociale Markus Söder. Destra e sinistra d’accordo, unite dalla logica.

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Si potrebbe aprire un corridoio per giungere a una parità di fatto, grazie a sovvenzioni o esenzioni”, spiegano in un documento comune. A Berlino, il ministro delle Finanze, Wolfgang Schäuble sarebbe d’accordo. Perché non scaglioni fiscali differenti a seconda del Land? Sarebbe un modo per favorire l’occupazione nelle zone meno prospere.

Ma l’SPD, partner nella Große Koalition, è invece contraria. “La posizione del ministero delle Finanze non è condivisa da noi”, dichiara Carsten Schneider, vicepresidente del gruppo parlamentare socialdemocratico. “In Europa”, spiega, “ci battiamo contro l’aggressiva concorrenza di alcuni Stati che offrono eccessivi vantaggi fiscali. Non possiamo comportarci allo stesso modo a casa nostra, avvantaggiando alcune Regioni”. I salari differenziati dovrebbero essere introdotti anche dai contratti aziendali, regione per regione, ma se si pagano meno i dipendenti vengono avvantaggiate alcune imprese solo in base al luogo in cui hanno la sede.

Contrarie anche diverse Regioni. Le tasse vengono spartite tra Bund, la federazione, e i Länder, ma se gli introiti fiscali diminuiscono, le Regioni più povere non potranno tenere il passo con quelle più ricche, che potranno offrire infrastrutture migliori. Ma Schäuble ha previsto questa obiezione, e propone di offrire maggior spazio ad alcuni Länder per sforare i bilanci e investire in opere pubbliche. Dal 2020 si potrebbe modificare il contributo di solidarietà, deciso dopo la riunificazione per finanziare la ricostruzione della ex DDR. Doveva essere temporaneo e, com’era prevedibile, è sempre in vigore oltre un quarto di secolo dopo. Attualmente, la “stangata” rende circa 15miliardi di euro che vanno interamente al Bund. Potrebbe essere spartita tra i Länder più in difficoltà. Si sente la necessità di modificare l’attuale sistema di “mutuo soccorso” tra i Länder, esattamente il contrario di quanto pensava Bossi quando si augurava un’Italia federale su modello tedesco. Gli introiti fiscali regionali non vengono reinvestiti localmente, ma in parte messi in una cassa comune e ridistribuiti a livello nazionale. Di fatto, oggi, quattro Regioni finanziano le altre dodici. La Baviera, per fare un esempio, versa a Berlino, città Stato, i quattro miliardi di euro che servono a coprire in parte il rosso nella Capitale. Se la riforma viene considerata, a ragione, in Germania, perché non realizzarla anche in Europa? I parametri rigidi di Maastricht potrebbero diventare elastici e “adattati” alla situazione delle varie nazioni: la Baviera non è la Sassonia, come la Grecia non è la Germania.

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Markus Söder parla delle tasse

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