Lust auf Familie”, il piacere della famiglia, è il titolo della “Die Woche”, il magazine della “Frankfurter Allgemeine”. In Germania nascono pochi bambini, quasi come in Italia, i nostri due Paesi sono all’ultimo posto per tasso di natalità al mondo. I divorzi superano i matrimoni, eppure i tedeschi riscoprono l’amore per la famiglia.

Per quasi quattro su cinque la famiglia è la cosa più importante nella vita, secondo il sondaggio dell’istituto demoscopico Allensbach. Forse perché sempre più vivono da single: erano il 31 per cento vent’anni fa, oggi sono il 41 per cento. In dieci anni sono cresciuti di 2milioni, da 14 a 16. Nello stesso periodo le famiglie con bambini sono diminuite di un milione.

Solitari, ma amano la famiglia sempre di più. Dieci anni fa erano il 3 per cento in meno: il 76 per cento, oggi il 79. E se andiamo a vent’anni fa, nel 1998, l’anno in cui Gerhard Schröder sconfisse Helmut Kohl, solo un terzo riteneva che la famiglia fosse un arricchimento per la vita, oggi sono il triplo. E si loda la fedeltà: l’82 per cento ritiene che la propria famiglia sia salda, e il 61 ha l’impressione che siano solide le famiglie degli altri. Come mai? Gli esperti di Allensbach rispondono che non è compito loro indagare sul perché.

Di solito si riscopre la famiglia quando aumentano i timori per il futuro, guerra, epidemie, inflazione, licenziamenti, ma secondo altri sondaggi la maggioranza dei tedeschi vede il futuro in rosa, sia gli imprenditori che i lavoratori. Quando domina il pessimismo, si mettono al mondo meno figli. In piena campagna elettorale, Frauke Petry, la leader dei populisti dell’AfD, attacca Angela: «Io ho cinque figli, lei nessuno, non può capire i problemi della gente». Anche Doris Köpf, moglie di Gerhard Schröder, accusò la Merkel nel 2005: «Non ha figli, non può diventare Cancelliera». Ma suo marito non ne aveva, si accontentava di quelli delle sue quattro mogli, e Gerhard perse.

In Germania si evitano i figli per “egoismo”, risulta da un’altra indagine. Le coppie giovani rinviano il primo erede, e le donne temono che la maternità metta in pericolo la carriera. Inoltre, le madri single finiscono per perdere il lavoro e sono costrette a vivere con l’assistenza sociale. Sono aumentate in vent’anni dal 14 al 20 per cento (i padri single sono una piccola minoranza).

Nel 2010, il 41 per cento dei genitori confessava di sentirsi in difficoltà per la mancanza di tempo, divisi tra figli e lavoro. Oggi sono il 46 per cento. Alla domanda che cosa sia più importante nella vita, il 41 per cento risponde i figli, segue la realizzazione professionale (il 31), il benessere (il 17), la carriera (il 14). Ma le scelte non coincidono con i desideri.

Tutti i partiti hanno impostato la campagna elettorale sulla famiglia, e hanno cercato di conquistare voti con promesse che sarà difficile mantenere: oggi la quota esente dalle tasse è di circa 8.600 euro a testa, marito e moglie cominceranno a pagare da un reddito di 17mila euro. Si propone che la quota esente sia riconosciuta anche per ciascun figlio. Una coppia con due bambini non pagherebbe tasse fino a un reddito di 35mila euro. Il Kindergeld, l’assegno per i figli, oggi è di 192 euro al mese per il primo e secondo bambino, 198 per il terzo, 233 per i seguenti.

Si promette di aumentarlo del 20 per cento. Gli asili dovrebbero diventare gratuiti, e ai genitori che non troveranno posto al Kindergarten per il loro piccolo dovrebbe venire riconosciuto un indennizzo di 3.600 euro all’anno. Ma tante promesse sono avvertite come “una minaccia” dalle coppie senza figli e da scapoli e nubili, ha messo in guardia la “Frankfurter Allgemeine”. Già adesso i single pagano più tasse degli sposati, abbiano figli o meno.

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Una famiglia numerosa…

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