Il ministero delle Finanze a Berlino, ex ministero dell’Aviazione del Führer

Mi continuo a chiedere come sia possibile scrivere sulla Germania notizie assurde che non hanno alcun appiglio con la realtà. Passino giudizi e commenti, ognuno può avere la sua opinione, ma non si possono inventare dati. Ho letto, ad esempio, che il Paese sarebbe sull’orlo di una grave crisi sociale, ma i tedeschi non sono mai stati meglio e, se fosse vero, non si capisce come Angela Merkel si avvii a vincere per la quarta volta la sfida per la Cancelleria.

Ora, la Presidente della Camera, la signora Boldrini, nell’auspicare la distruzione dei palazzi dell’éra fascista (lo fece già nel 2015 con l’obelisco del Foro italico) che, secondo lei, offenderebbero i partigiani, ha aggiunto che la Germania ha raso al suo suolo tutte le costruzioni naziste. Evidentemente non ha mai visitato Berlino, non ha mai visto un documentario sulla capitale, non ha neanche assistito in tv alla vittoria azzurra ai campionati del mondo nel 2006.

L’aereoporto di Tempelhof

L’ultimo trionfo della nostra nazionale è avvenuto allo Stadio Olimpico, quello dei giochi del Führer nel 1936. È sempre al suo posto, anche se lo hanno parzialmente coperto. A Berlino piove spesso, anche in piena estate. Lo stadio grigio e austero è il simbolo del trionfo nazista, quando tutto il mondo ammirò le opere compiute dal III Reich (e nessuno si preoccupò per gli ebrei esclusi dalle gare). Per la verità volevano buttarlo giù, ma non per ragioni ideologiche: costava meno costruire uno stadio nuovo di zecca che restaurare quello vecchio.

Ed è sempre al suo posto l’aeroporto di Tempelhof, di recente messo fuori servizio perché ormai circondato dall’abitato. È un esempio della mania di grandezza nazista, la costruzione più grande al mondo, un arco di oltre un chilometro e mezzo, edificata tra il 1934 e il1941 dall’architetto Ernst Sagebiel. Non si sa che fare delle piste, un parco? Costruire grattacieli? Ma nessuno pensa di radere al suolo lo scalo, anche se restaurarlo costerebbe almeno mezzo miliardo di euro. Per la verità, a essere eliminate sono state le vestigia del regime comunista. Il Palast der Republik, vanto della DDR, è stato raso al suolo, per far posto al Castello degli Hohenzollern. Del Muro sono rimasti pochi metri, e si voleva buttar giù anche il Glienicke Brücke, il ponte delle spie. Sono rimasti i Bunker di Hitler e di Goebbels, resi inaccessibili, comunque era impossibile farli saltare in aria senza mettere in pericolo mezza città. E non dimentichiamo la nostra Ambasciata, uno dei pochi esempi di architettura nazista scampati ai bombardamenti, progetto di un allievo di Albert Speer, l’architetto di Hitler, che avrebbe dovuto edificare Germania, la nuova capitale voluta dal Führer, Hitler che da bravo meridionale odiava Berlino. Per fortuna, Speer non fece in tempo. Durante il restauro, durato una decina d’anni, ci si imbatté in due fasci littori, sulla scalinata all’ingresso. Li hanno spostati in qualche luogo nascosto.

Prora

Non solo Berlino. Sull’isola di Rügen, nel Baltico, si può visitare Prora, il complesso per le vacanze dei bravi tedeschi, costruito dall’architetto Klotz nel 1936: una striscia di cemento sulla spiaggia, lunga 550 metri, per diecimila camere. Si sta cercando di trasformare gli alloggi spartani in appartamenti di lusso per le vacanze.

A Norimberga si vede sempre la monumentale costruzione di Albert Speer per i congressi del partito nazista. È in gran parte in rovina, e si discute che farne: la manutenzione sia pure parziale costa milioni di euro all’anno. L’architettura nazista non ha la qualità dei palazzi della Roma fascista, ispirati alla grandezza dell’antica Roma, ma la storia non si cancella con le ruspe. Solo, mi chiedo, prima di parlare non si può chiedere a uno dei tanti assistenti di compiere una rapida ricerca su Google? Basta digitare: “architettura nazista Germania oggi”.

.

Le parole del Presidente Boldrini

Per gentile concessione di Italia Oggi

Print Friendly, PDF & Email