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Fino al 2002, i poliziotti a Berlino andavano anche a cavallo. E potevano pattugliare i vasti parchi della metropoli. Ma le “pattuglie equestri” furono abolite perché costavano troppo. Il municipio aveva troppi debiti, e i 25 cavalli furono salvati e regalati alla polizia federale. Da quest’anno è stata deciso di rafforzare una nuova speciale sezione: i poliziotti in bicicletta che si occuperanno soprattutto dei ciclisti, ormai diventati una piaga cittadina. Erano presenti in via sperimentale già nei quartiere orientali, quelli della Berlino al di là del muro, dove i ciclisti sono più numerosi e indisciplinati. Ora saranno in servizio in tutta la città.

Il ciclista berlinese è una specie particolare. A Münster, in Westfalia, o ad Amsterdam o a Rotterdam, ad Amburgo o a Monaco, si va in bicicletta pacificamente. A Berlino conduce una battaglia di classe pericolosa per gli altri e per sé, contro le auto e contro i pedoni.

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L’anno scorso gli incidenti in cui sono stati coinvolte bicilette sono stati 7.500, con 5.100 feriti leggeri, 650 gravi, e 19 morti. Troppi per la coalizione rosso-rosso-verde che ha deciso di correre ai ripari: le multe per i Radfahrer verranno drasticamente aumentate, anche se non è ancora stato stabilito di quanto, e verranno approvate norme per la sicurezza e per l’identificazione dei colpevoli. Si propone l’obbligo di una targa come per le auto, in modo da identificare i colpevoli, i ciclisti dovranno portare il casco come i motociclisti, o almeno il casco dovrà essere obbligatorio per i bambini trasportati sui seggiolini. Si dovrà stabilire una volta per tutte come i ciclisti dovranno comportarsi agli incroci: a volte li affrontano come le auto, a volte passano come pedoni. In realtà le regole esistono già, ma in teoria, non sono chiare, e i ciclisti se ne approfittano. Quando avviene un incidente, poi, pretendono sempre di avere ragione. La maggior parte degli incidenti, e quasi tutti quelli mortali, avvengono perché il ciclista supera a destra le vetture, ma finisce nel “Toten Winkel”, l’angolo morto, dove non lo può vedere l’automobilista, soprattutto i camionisti. Se si svolta a destra, bisogna dare la precedenza a chi arriva da destra, ma molti ciclisti piombano a tutta velocità dai marciapiedi, spesso nascosti dagli alberi, e si schiantano contro la fiancata. Una lotta di classe dei proletari ciclisti contro i ricchi automobilisti? È un retaggio dei tempi del “Muro”. Vedo ciclisti a bordo di biciclette da cinquemila euro e oltre inveire (spesso a torto) contro automobilisti al volante di scassate utilitarie. O sfiorare per terrorizzarli ignari turisti che hanno osato invadere con un piede le loro piste.

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I poliziotti in bicicletta controlleranno i limiti di velocità per i ciclisti: in certe strade, grazie ai Verdi, è stato posto il limite a trenta all’ora, dovranno rispettarlo anche loro. Non si chiuderà più un occhio, o anche due, per i ciclisti ubriachi, e per quelli che parlano al cellulare, saranno puniti come gli odiati automobilisti. E, se sarà il caso, perderanno dei punti sulla patente, se ce l’hanno. Questa è una misura controversa: si possono togliere punti anche a chi non sta guidando un’auto? Sembra una battuta, ma il ciclista tipo berlinese si aggira dopo il tramonto di solito vestito di nero, e spesso senza fanali. Sono in minoranza quelli che indossano la speciale e leggera giacca fosforescente.

Scontata la reazione della lobby dei ciclisti berlinesi, sostenuta dai fabbricanti di biciclette. Il Senato dovrebbe occuparsi degli automobilisti indisciplinati, e creare altre piste ciclabili. E chiede modifiche tecniche per i camion, con finestrini più ampi per garantire una maggiore visibilità sulla destra. La socialdemocratica Kirsten Lühmann, specialista per il traffico cittadino, ammette che le multe da sole non potranno garantire maggiore sicurezza, ed è favorevole a sistemi che avvertano i camionisti della presenza di ciclisti in coda, come avviene quando si parcheggia. Tuttavia, molti incidenti sono dovuti alla mancanza di disciplina dei ciclisti. Nella ex Berlino Est, da quando si è deciso di essere più severi, le multe per i ciclisti che non hanno osservato il “rosso” sono passate dal 39 al 20 per cento. Quante vittime in meno?

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Ad Hannover controlli severi per i ciclisti già sono in atto

Per gentile concessione di Italia Oggi

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