Quanto è avvenuto o, meglio, non avvenuto a Capodanno, spiega perché Frau Angela può essere sicura di vincere per la quarta volta alle elezioni del prossimo settembre. Quasi sicura, dopo Trump meglio essere prudenti nelle previsioni, ma in Germania dovrebbe accadere qualcosa di straordinariamente tragico per far perdere la Merkel. Dopo la strage al mercatino di Natale, a Berlino non si è voluto rinunciare alla grande festa di Capodanno alla Porta di Brandeburgo, un milione di persone assiepate a festeggiare la mezzanotte. Una folla impressionante che in parte ha invaso il Tiergarten, il parco nel cuore della metropoli. Alle due del pomeriggio, si è chiuso l’accesso perché non ci sarebbe entrato un solo essere umano in più. E non è successo assolutamente nulla.

A Colonia si temeva un bis delle violenze dell’anno scorso: duemila giovani arabi ubriachi aggredirono centinaia di donne, davanti ai poliziotti spaventati e impreparati. Un duro colpo alla politica dell’accoglienza della Cancelliera. Stampa e TV cercarono di censurare i fatti per cinque giorni. Quest’anno, la zona tra la stazione centrale e il Duomo era superprotetta da 2.300 agenti. Anche in riva al Reno non è accaduto nulla, ma Simone Peter, una leader dei Verdi, protesta, e non solo lei, perché i poliziotti hanno fatto i poliziotti: hanno fermato, denunciato, centinaia di giovani solo a causa del loro aspetto di stranieri. E, la polizia nei comunicati interni usa il termine in gergo da questurino “Nafris”, per indicare i sospetti, cioè Nordafrikaner Intesivtäter, tizi che hanno compiuto già diversi reati. Per i buonisti, anche in Germania, la polizia avrebbe torto sempre a prescindere. Avrebbero dovuto fermare gruppi di finlandesi alti e biondi, o di norvegesi?

Jürgen Mathies

Il capo della polizia, Jürgen Mathies, si è scusato per il termine “Nafris”, non verrà più usato, ma ha ribattuto: nonostante quanto era già avvenuto, a Colonia sono arrivati gruppi compatti di nordafricani, molti ubriachi, che non avevano all’apparenza alcuna intenzione di festeggiare il Capodanno. La polizia li ha accerchiati, controllati, ne ha fermato circa 900 e li ha rispediti indietro, non perché non “sembravano ariani”, ma a causa del loro atteggiamento. La Peter è stata criticata anche da molti suoi compagni di partito, perfino da Cem Özdemir, il capo dei Grünen, di origine turca, ed ha fatto rapidamente marcia indietro: si accontenta delle scuse per il termine Nafris, e delle assicurazioni ricevute. Ma il danno è fatto. “È preoccupante”, commenta Özdemir, che non cade mai nella retorica del buon profugo, “che centinaia di Flüchtlingen (rifugiati), siano tornati a Colonia con intenzioni preoccupanti… la triste verità è che molti capiscono solo un linguaggio duro e chiare misure di sicurezza.”

Simone Peter © Grüne.de

I giovani del 31 dicembre 2015, e quelli dell’ultimo San Silvestro a Colonia erano quasi tutti del Maghreb, ma i profughi da Tunisia, Algeria, Marocco, non avrebbero diritto all’asilo politico, e andrebbero rimandati indietro. Ma nessuno dei fermati per le violenze è stato espulso. In quanto ai Nafris, il 63 per cento (8.653) dei marocchini giunti in Germania, e il 48 per cento (8.034) degli algerini, risiedono in Nord Renania Westfalia, il Land di Colonia. Secondo i dati del BKA, il Bundeskriminalamt, una specie di FBI tedesca, il 22 per cento dei profughi responsabile di reati appartiene al gruppo dei Nafris, benché solo il due per cento dei rifugiati venga da questa zona. Dal 2013, i reati compiuti nella regione da algerini è sestuplicato, quello dei marocchini è aumentato del 36 per cento. L’anno scorso il Land ha espulso appena 108 marocchini e 102 algerini. Adesso Frau Merkel chiede misure più efficaci, il ministro degli Interni De Maziére promette espulsioni rapide. Altrimenti i populisti dell’AfD, giunti al 12 per cento, in base ai sondaggi, continueranno a conquistare voti, anche a sinistra.

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La notte di Colonia

La conferenza di Jürgen Mathies

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