Peter Sloterdijk

Peter Sloterdijk © CC BY-SA 3.0 Rainer Lück http://1RL.de WC

Peter Sloterdijk, considerato uno tra i filosofi tedeschi più rilevanti della Germania del post-Guerra, è autore di molteplici testi che denunciano, sostanzialmente, la crisi della Flosofia occidentale e si appellano al bisogno di una nuova dottrina di pensiero.

Che cosa è successo nel XX secolo? (Bollati Boringhieri, 281p. 26 euro) è un saggio divulgativo, un’archeologia del presente, che ingloba i testi delle conferenze impartite dal filosofo durante nove anni (2005-2014). La prima parte dell’opera svela e approfondisce le cause scientifiche, economiche e politiche dell’attuale crisi ambientale che minaccia il nostro pianeta. Avventandosi nella storia moderna occidentale, Sloterdijk identifica nel XIV secolo i primi segni di cambiamento

"Che cosa è successo nel XX secolo?" © Bollati Boringhieri

“Che cosa è successo nel XX secolo?” © Bollati Boringhieri

del nostro essere nel mondo. Indaga, con una tragica ironia, fra i processi di accelerazione del tempo – la stretta alleanza fra l’economia mossa dall’interesse e l’ingegneria meccanica spinta dall’innovazione – che hanno determinato l’espansione del mostro dinamico capitalista. Durante la lettura della prima parte del testo si rileva l’impatto sull’ambiente di numerosi fattori, quali il carbone, il petrolio, l’elettricità, l’allevamento del bestiame (…); nel contempo, mentre questo elenco abbonda, la difesa appare carente di argomenti a cui appellarsi. Le risorse del pianeta terra si esauriscono ed «è impossibile costruire una sovrastruttura infinita su una base finita». L’essere umano è l’imputato.

La chiamata all’umanità è rivolta a un’etica del futuro che esige un capovolgimento del presente orientamento della civiltà. La globalizzazione, intesa nelle sue origini come un fenomeno nautico, rappresenta la volontà degli essere umani di scoprire altre terre in cerca di ricchezza. Detto in un altro modo, possiamo immaginare questo fenomeno come una «sperimentazione (le cui conseguenze sono incerte)» motivata dal desiderio umano di appagamento. In tal modo la globalizzazione agisce paradossalmente contro la propria tendenza di fondo: imponendo espansioni su tutta la linea, costringe a limitarsi su tutta la linea. Volendo generalizzare il benessere, essa scopre che alla fine sarebbe praticabile a livello globale solo il suo contrario: frugalità per tutti.

Nella seconda parte del libro l’autore si sofferma, attraverso un’analisi multidisciplinare (filosofica, storica e letteraria), sugli agenti che hanno preso gioco alla transvaltuazione dei valori della civiltà avanzata del confort. Mediante l’analisi della triplice ermeneutica dei sogni del secolo XX, teorizzata prima da Freud, Bloch e successivamente da Derrida, Sloterdijk esplora la questione del “saper viver bene e in modo consapevole”. Condivide, mediante i postulati di Heidegger, la sua preoccupazione per l’individuo collettivo che vive storicamente nel mondo.

La Filosofia, non solo quella accademica, ma anche quella predicata per strada, deve, tramite gli strumenti del «pensiero vivo» e la ricerca, proporre una risposta. L’urgenza di costituire una civilizzazione aperta al futuro sottopone al dialogo gli elementi che hanno contribuito a formare un soggetto in balia del vuoto, la noia e l’ambivalenza.

«Esiste un’intelligenza prognostica che si attiva proprio nello spazio minuscolo tra “tardi” e “troppo tardi”», ed è precisamente in questo intervallo che si estende l’invito alla lettura e alla riflessione dell’opera di Sloterdijk. Un cambio immediato del sistema globale è difficile da raffigurare, ma non possiamo comunque permetterci, presi dalla sconfitta, di dare tutto per scontato. Mentre le nazioni europee continuano a mantenere l’allerta per l’ambiente senza nessuna risoluzione definitiva, sperare alla morte naturale del capitalismo sarebbe una bizzarra utopia. “Estinzione o ribellione”, la massima del movimento socio politico sorto poco prima di un anno fa, rappresenta invece una proposta di cambiamento reale dell’ordinamento attuale. La previsione del futuro sulla base del comportamento del passato contempla una civilizzazione basata sulla riduzione e sulla morigeratezza.

Non c’è due senza tre

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