Bewegte Zeitungen © Römisch-Germanisches-Museum der Stadt-Köln Axel Thünker-DGPh

Bewegte Zeiten © Römisch-Germanisches-Museum der Stadt-Köln Axel Thünker-DGPh

Spazzatura dalla zona del porto”. È la didascalia che descrive i resti di navi, cocci e altri antichi oggetti affastellati intorno alle teche della sala centrale dell’esposizione Bewegte Zeiten. Archäologie in Deutschland, al Martin Gropius-Bau fino al sei gennaio. Il titolo si potrebbe tradurre con “tempi movimentati”, a indicare il movimento di persone, oggetti e idee attraverso la Storia, ma anche il viaggio ben più recente dei reperti, rinvenuti negli ultimi venti anni, per raggiungere Berlino da ogni Land della Germania. La mostra si dipana in varie sale intorno al salone centrale, che espone un frammento della collezione del museo romano-germanico di Colonia. Oggetti accuratamente catalogati e protetti da teche sono intervallati da mucchi di antico ciarpame, descritto come “spazzatura dal porto”. Che cosa lo distinguerebbe dal materiale archeologico più nobile, se non che quest’ultimo è protetto da un vetro? Questa la provocazione iniziale di Bewegte Zeiten. Il valore di un oggetto sta nella storia che vi possiamo leggere, nel messaggio che ci comunica attivando un circuito di significati e connessioni. Per questo i reperti, che coprono un arco temporale vastissimo, non sono divisi per età, ma inseriti in una rete di analogie tematiche, il cui nucleo è il movimento.

Bewegte Zeiten © Staatliche Museen zu Berlin Museum für Vor und Frühgeschichte David von Becker

Bewegte Zeiten © Staatliche Museen zu Berlin Museum für Vor und Frühgeschichte David von Becker

La mostra si divide in quattro aree: la prima è mobilità. Da sempre gli esseri umani attraversano terre e mari, scavando canali e costruendo strade. Simbolo di questo cammino inesauribile è una pedana al centro della prima sala, creata con materiali di epoche diverse: al legno del Paleolitico seguono i pali di un ponte dell’età del bronzo, fino a un tratto di sentiero medievale e infine una pavimentazione berlinese. Strada di strade o ponte di ponti, che veicola il senso del movimento attraverso lo spazio e il tempo. Mobilità percorre anche la successione delle grandi migrazioni preistoriche, al termine delle quali si definì il patrimonio genetico europeo; inoltre, espone manufatti appartenuti a uomini e donne in viaggio, dalle monete di un soldato romano alla croce di un vescovo emigrato dall’Armenia in Baviera verso la fine dell’anno Mille.

Bewegte Zeiten © Staatliche Museen zu Berlin Museum für Vor und Frühgeschichte David von Becker

La sezione scambi indaga la storia degli oggetti, passati di mano in mano lungo le vie del commercio. Le materie prime, soprattutto metalli, transitavano dalle regioni che ne erano ricche a quelle prive di risorse, mentre gli oggetti preziosi alimentavano il mercato dei beni di lusso. Proprio i metalli preziosi, in forma di monete, segnarono la transizione dall’economia del baratto a quella moderna. Dal nostro mondo, dove il commercio ha ben altra portata e le informazioni viaggiano velocissime al ritmo degli impulsi elettrici, è affascinante immaginare la concretezza e il peso di quegli scambi. La circolazione di cose e persone favorisce gli incontri ma innesca anche gli scontri, che conducono al conflitto. I reperti di quest’area non ci giungono integri, ma non per l’usura del tempo: furono gli uomini a danneggiarli, in epoche oscure in cui il potere perseguitava la libertà di espressione e di culto. È la muta testimonianza dei resti della sinagoga di Colonia, distrutta nel pogrom del 1349. Secoli dopo il nazismo reintrodusse l’iconoclastia, mutilando le opere degli artisti invisi al regime. Una Testa spaccata di Otto Freundlich è esposta insieme a una dozzina di altre sculture novecentesche, che subirono tutte la stessa sorte. Freundlich era di origine ebraica, tra i primi seguaci dell’astrattismo; fu deportato a Majdanek, dove morì nel 1943.

BewegteZeiten © Staatliche Museen zu Berlin Museum für Vor und Frühgeschichte David von Becke

Bewegte Zeiten © Staatliche Museen zu Berlin Museum für Vor und Frühgeschichte David von Becke

Conclude il percorso l’area dedicata all’innovazione, possibile solo grazie alla circolazione di idee che a loro volta, appena concepite, viaggiano ad altissima velocità, facendo perdere traccia delle loro origini. Così è stato per la ruota, invenzione per eccellenza, di cui è difficile individuare il primo artefice. La più antica ruota tedesca, a ogni modo, è stata rinvenuta nei pressi del lago di Costanza – risale al 2897 a.C.. Con un balzo di oltre quattromila anni, l’esposizione continua con i misteriosi e colorati alambicchi di un laboratorio di Wittenberg, dove nel XVI secolo un gruppo di alchimisti si arrovellava per produrre la pietra filosofale. La sete di conoscenza caratterizza gli umani in ogni epoca. Dalle domande sul significato dell’esistenza nascono i culti religiosi, diversi in ogni popolo ma suscettibili a contaminazioni. Così i culti romani si mescolarono a quelli tedeschi già in età antica, mentre la pratica della cremazione si diffuse dall’Europa centrale nelle terre del Nord. Ma ancora prima, 1.600 anni prima di Cristo, l’uomo osservava il cosmo per cercare un significato nel trascorrere del tempo. Lo splendido disco celeste rinvenuto a Nebra, in Sassonia Anhalt, è l’ultimo oggetto della mostra. Il sole e la luna dorati, scolpiti in mezzo alle stelle, sembrano ammiccare da una distanza immensa, suggerendo la chiave del mistero che avvolge tutta la Storia.

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Bewegte Zeiten

© Youtube Staatliche Museen zu Berlin

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