C’è una strada, l’ultima che imbocco per andare a lavoro, che è una delle strade più pericolose della mia cittadina tedesca. Molti intelletti si sono lì persi e logorati su una fatidica domanda. Dovrei avere la precedenza?

Il fattaccio è che, nella direzione dal centro-città al lavoro, questa strada presenta tre stradine più piccole che la imboccano da destra. Il fattaccio sta che queste tre stradine, nella loro direzione di marcia, non presentano prima del rispettivo incrocio con la strada principale il cartello del Vorfahrt gewähren, cioè il triangolo della precedenza.

Per un italiano, che di cartelli in vita sua ne ha visti ben pochi e spesso messi in maniera pseudo-casuale non esisterebbe alcun problema. In Italia, semplicemente, percorrendo tale strada, il conducente mai penserebbe di doversi fermare ogni venti metri, solo perché una stradina si immette da destra. Il che, contro molte maniere del Bel Paese, apparirebbe persino logico. Alla stesso modo, quello che arriverebbe dalle stradine, si fermerebbe, poiché costretto ad ogni modo svoltare e aspetterebbe che la strada fosse libera. Il fatto che non ci siano indicazioni che dicano cosa fare, non turberebbe nessuno dei due, seppure anche i più svogliati studenti di scuola guida sappiano che la precedenza va data di regola a chi proviene da destra.

Ed ecco che sorge il problema in Germania. La regola dice così, non ci sono altre indicazioni a riguardo e, seppur mi sembri del tutto logico fare cosà, io seguo la regola. Ovviamente questo non vale per tutti. Diciamo che, potendo ormai compilare una statistica su un campione elevato di esperimenti, potrei dire che valga per la metà delle persone.

Difatti, percorrendo ogni giorno tale strada, ho rischiato talvolta di tamponare auto provenienti dalle stradine destre, che compaiono e svoltano all’improvviso, e ora devo ravvedermi e quasi fermarmi prima dei rispettivi incroci. Fini qui, niente di strano. Se non fosse, che, metà delle volte chi proviene dalle stradine destre mi guarda stranito, come per dire: perché ti fermi? Vagli a spiegare che l’altra metà delle volte, se non mi fermo, mi becco degli improperi.

Insomma, un rompicapo. Da uscirci matti. Da chiedersi se veramente sia più importante il senso di marcia che il buon senso.

L’Halter St.-Matthäus-Kirchhof di Berlino: storie eterne, patrimonio dell’umanità

Articolo precedente

Tempi lunghi per la buocrazia berlinese

Articolo successivo

Ti potrebbe piacere anche

Commenti

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *