Guida per amare i tedeschi

La società multinazionale

1
© il Deutsch-Italia
© il Deutsch-Italia

LA BARCA È PIENA

Nessun Paese al mondo ha una Costituzione così generosa come quella della Germania per il diritto di asilo. Chiunque sia perseguitato viene accolto, da qualunque parte provenga. E ne sono arrivati fino a mezzo milione in un anno, quasi il doppio degli abitanti di Bonn, a cui dare assistenza, una casa, cibo, una speranza per il futuro. Una legge votata nel dopoguerra in ricordo degli esuli tedeschi a cui durante il Terzo Reich venne data asilo, in Europa o negli Stati Uniti.

Si pensava a un Willy Brandt o un Thomas Mann, e invece oggi si assiste all’esodo di intere popolazioni, perseguitate spesso dall’inedia. Non sono profughi politici? La fame non è forse provocata da sistemi sociali ingiusti? Belle parole, parole giuste, ma i tedeschi hanno avuto paura a un certo punto di venir sommersi dai nuovi venuti, e la legge sull’asilo è stata modificata. Appena un poco. Rimane ancora la Costituzione più liberale al mondo, e mi sembra ingiusto che per questa modifica i tedeschi siano stati posti sotto accusa da altri Paesi che si guardano bene dall’imitarli, sia pure alla lontana.

Perché in Germania hanno trovato rifugio 340mila profughi dall’ex Jugoslavia, contro i 25mila accolti da noi? Eppure l’Italia è più vicina ai Balcani. E i profughi da un Paese in guerra secondo le convenzioni internazionali non sono comunque perseguitati politici, anche se questa notazione potrà suonare cinica. Noi respingiamo in blocco ventimila albanesi, e consideriamo il loro arrivo come una catastrofe storica, ma i tedeschi si sono trovati a ricevere anche duemila Asylanten al giorno. Basta che si accordino con i polacchi per rimandare «direttamente» in Romania gli zingari giunti nella Repubblica Federale, perché i giornali stranieri parlino di «40mila gitani espulsi su carri piombati». Come fece Hitler spedendoli nei lager: il paragone è scontato. Non si tratta d’una notizia poco corretta ma d’una manipolazione vergognosa, specie da parte di chi gli zingari preferisce dimenticarli in campi intorno a Roma, peggio della peggiore bidonville.

La rinuncia alla «vecchia» Costituzione è stata amara, senza dubbio. In base alle nuove norme che distinguono tra esuli provenienti da Paesi «sicuri» e che quindi si possono rimandare al mittente appena giunti alla frontiera, lo stesso Willy Brandt sarebbe stato rispedito a casa dai norvegesi nel ‘33, in attesa che il suo caso fosse esaminato con calma, ma prima di criticare si dovrebbe ricordare che la Germania ospita perseguitati, d’ogni genere, esuli politici, profughi di guerra, disperati alla ricerca di cibo, più di tutti gli altri Paesi d’Europa messi insieme.

 

Print Friendly, PDF & Email
jav xxx
tube
mm
Roberto Giardina, dal 1986 in Germania, è corrispondente per il QN (Giorno-Resto del Carlino- La Nazione) e Italia Oggi. Autore di diversi romanzi e saggi, tradotti in francese, spagnolo, tedesco. In Germania è uscito "Guida per amare i tedeschi", "Anleitung die Deutschen zu lieben" (Argon e Goldmann), "Complotto Reale" (Bertelsmann), "In difesa delle donne rosse" (Argon), "Hundert Zeilen", "Berlin liegt am Mittelmeer" (Avinus Verlag), "Pfiff", romanzo sulla Torino degli Anni Sessanta e la rivolta operaia di Piazza Statuto; "Attraverso la Francia, per non dimenticare il Belgio"; "Lebst du bei den Bösen?", "vivi tra i cattivi, la Germania spiegata a mia nipote"; e recentemente "Il Muro di Berlino. 1961-1989".

Berlino, tra industria e sviluppo abitativo

Articolo precedente

Italia ingrata. La Germania si offende e cala la “cortina di ferro”

Articolo successivo

1 Comment

  1. Caro Roberto,
    hai azzeccato,come sempre. Di nuovo
    rallegramenti.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *