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bambini

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Un bambino su cinque a Berlino vive in condizioni di povertà. E non solo nelle periferie. A lanciare l’allarme una recente inchiesta della “Berliner Zeitung”, secondo cui tra i quartieri più colpiti dalla miseria figurerebbero anche Spandau, Mitte e Neukölln. Un’immagine che cozza violentemente contro leggende metropolitane e luoghi comuni che designano la Capitale tedesca come simbolo e punto di riferimento del welfare europeo e mondiale. Tuttavia il fenomeno non riguarda solo Berlino e i suoi sobborghi.

Secondo i più recenti dati statistici forniti dalla Bundesagentur für Arbeit (L’Agenzia per il lavoro), e riportati in questi giorni dalla testata regionale “Passauer Neue Presse”, in tutto il territorio della Germania sempre più bambini vivono in “famiglie Hartz IV” (famiglie che vivono con il sussidio sociale). Oltre 2milioni di minoriil 15,1 per cento della popolazione totalerisultano essere cresciuti lo scorso anno in nuclei familiari che sbarcano il lunario grazie a trasferimenti di denaro di amici e parenti. E ad espedienti dei genitori che vanno ben oltre la legalità. Tutto questo non fa che riflettersi sulla salute psico-fisica dei piccoli tedeschi, con inevitabili gravi ripercussioni nel tessuto sociale.

Un Congresso per correre ai ripari

La periferia berlinese © Layla Barkat

La periferia berlinese © Layla Barkat

«Per uno dei Paesi più ricchi del mondo è vergognoso che così tanti bambini soffrano a causa di problemi finanziari», ha dichiarato alla “Passauer Neue Presse” la Presidente della Commissione Famiglia del Bundestag Sabine Zimmermann (Die Linke). «Il Governo federale deve finalmente presentare un progetto efficace contro la povertà infantile. Maggiori benefici a favore dei bambini e l’introduzione di un sistema indipendente di politiche sociali per la protezione dei minori sono ormai una priorità improrogabile», ha sottolineato la Zimmermann.

La percentuale dei berlinesi a rischio di povertà è cresciuta nell’ultimo anno, nonostante la buona economia. Nel caso dei cittadini del Brandeburgo, invece, è diminuita, come l’Ufficio per le statistiche dei due Stati federali ha rilevato da un micro-censimento. Particolarmente vicini alla povertà sono i berlinesi dai 18 ai 24 anni. Quelli a rischio di povertà sono quelli che hanno meno del 60 per cento del reddito medio. Questa cosiddetta mediana, in cui metà della popolazione riceve più o meno reddito, è a Berlino per le famiglie di una persona di 967 euro. Nel Brandeburgo di 959 euro. Il 17,4 per cento dei berlinesi lo scorso anno era al di sotto di questa “soglia di rischio di povertà”, mentre nel 2014 tale percentuale era del 14,1. Nel caso degli abitanti del Brandeburgo si è al contrario passati da un valore del 13,4 per cento al 13,1.

Una speranza in più viene dal prossimo Congresso dedicato alla povertà e alla salute – il “Kongress Armut und Gesundheit” – che si svolgerà dal 14 al 15 marzo 2019, presso la “Technische Universität” di Berlino. Vi si prenderanno in considerazione diversi tipi di problematiche: dagli asili nido alle tematiche riguardanti l’inclusione, passando per le politiche sanitarie e abitative, per finire ad un’analisi accurata dei problemi riguardanti il mondo del lavoro nei suoi diversi aspetti. Tutti temi che verranno esaminati uno ad uno nel dettaglio da esperti di ciascun settore, secondo il significativo slogan “Politik macht Gesundheit” (la Politica fa la Salute). La speranza è per tutti che le promesse – anche nello Stato tedesco – si traducano in fatti.

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Povertà infantile in Germania. Cosa significa e come porvi rimedio

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