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Alla fine Chico non ce l’ha fatta. Non sono bastate le oltre 300mila firme raccolte online da una petizione pubblica che chiedeva alle autorità di lasciar vivere il cane, reo di aver attaccato e ferito mortalmente la sua padrona 52enne, paraplegica in sedia a rotelle, e suo figlio 27enne ad Hannover. Le autorità, dopo un’attenta analisi delle pessime condizioni del cane, ferito a sua volta, hanno deciso di abbatterlo (con eutanasia), come riferito dal portavoce della città Udo Möller.

Il fatto, avvenuto il 4 aprile scorso, ha molto scosso l’opinione pubblica e le associazioni animaliste della Bassa Sassonia e nazionali, e la città aveva anche considerato di ospitare Chico in una struttura speciale al di fuori dello Stato. Dopo alcune indagini si è verificato che il cane era sì stato già 7 anni fa segnalato al competente ufficio veterinario come “pericoloso”, ma altresì che le condizioni nelle quali era tenuto erano a dir poco deplorevoli. Il caso dello Staffordshire-Terrier di Hannover non è il solo accaduto negli ultimi tempi. Lo scorso lunedì a Bad König, in Assia, un bambino di 7 mesi era stato morso alla testa dal cane di casa ed è morto di lì a poco in una clinica di Mannheim dove era stato ricoverato d’urgenza.

I due episodi hanno innescato nuovamente la discussione circa la pericolosità di alcune razze di cani e le associazioni animaliste vedono il problema principalmente dall’altro capo del guinzaglio, ossia nel comportamento sbagliato dei proprietari degli animali che, sostengono, in molti casi non sanno come comportarsi nell’allevare il proprio cane.

In Germania, a seguito dell’attacco di un pitbull terrier su un bambino di sei anni avvenuto ad Amburgo nell’estate del 2000, sono stati istituiti rigorosi test comportamentali per quelle razze considerate “pericolose”. Uno dei primi è stato sviluppato da Hansjoachim Hackbarth, direttore dell’Istituto per il benessere degli animali e il comportamento, presso l’Università di medicina veterinaria di Hannover. “L’obiettivo è quello di rilevare eventuali comportamenti di aggressione o disturbi dell’animale», ha dichiarato il medico veterinario. Il test, dal costo di circa 400 euro prevede 36 “compiti” a cui deve essere sottoposto l’animale per verificare se ci possano essere situazioni potenzialmente pericolose. In realtà non ci sono schemi preordinati per stabilire quale razza sia veramente pericolosa, secondo il ricercatore. Anche un Golden Retriever, razza considerata abitualmente fra le più mansuete, può avere un comportamento scorretto.

Secondo Sophia Heiduk, addestratrice di cani di Berlino, «può darsi benissimo che un cane si comporti molto bene durante il test. A casa, però, sul proprio territorio, potrebbe mordere tutti i visitatori». Hackbarth conferrma: «Il pericolo di un cane non dipende affatto dalla razza. Alcune persone pensano che il proprio cane gli sorrida quando invece sta ringhiando». L’aggressività non dipende dalla grandezza: anche un chihuahua può essere estremamente mordace. Chiaramente sarà difficile che un suo morso possa risultare mortale. Un’educazione coscienziosa dei cani richiede molto tempo e una licenza per il conduttore di cani costa tempo. Quindi occorre essere disposti a passare diverse ore ogni giorno per addestrare il proprio animale domestico, sostengono gli esperti.

L’elenco delle razze considerate “pericolose” in Germania varia da Stato a Stato. Di massima nella lista compaiono le seguenti razze: American Staffordshire Terrier, Bullterrier, Pitbull Terrier, Bullmastiff, Staffordshire Bullterrier, Cane Corso, Dogo Argentino, Bordeaux Dogge, Fila Brasileiro, Mastino spagnolo, Mastino napoletano, Mastiff e Tosa Inu.

In Italia la lista non si discosta molto, ed è regolamentata dall’Ordinanza Ministero della Salute 23 marzo 2009-cani pericolosi del Sottosegretario alla Salute Francasca Martini, che cancella la lista di razze pericolose introdotte nel 2006 da Livia Turco, con l’Ordinanza “Tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione di cani”, che risultava avere un elenco di razze non corretto.

Chissà se Chico sapesse di essere un cane “cattivo”; magari a farlo vivere sarebbe bastato che non fosse stato maltrattato.

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Lettura di Leopoldo Innocenti

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Chico

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