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© br daserste.de Morgenmagazin

La Bundesliga, nonostante l’ormai eterna e noiosissima superiorità del Bayern Monaco, che anche in questa stagione si avvia conquistare indisturbato il “Meisterschale”, lo scudetto tedesco, continua ad essere considerata uno dei campionati di calcio più belli d’Europa, insieme con quelli di Spagna ed Inghilterra. Ma mentre questi lo sono sul serio, la serie A che si gioca in Germania, probabilmente, è sopravvalutata: sia tecnicamente, sia come spettacolo. Un primato poco invidiabile, la Bundesliga, però, lo vanta e appare assolutamente imbattibile: quello del numero dei calciatori infortunati.

Lo ha rivelato la popolare trasmissione “Morgen Magazin”, contenitore mattutino, nella versione della rete televisiva “ARD” (si alterna regolarmente con quello della “ZDF”). Il noto esperto di medicina e fisiologia sportiva Ingo Froböse, professore alla celebre “Sporthochschule” di Colonia, intervenendo sul tema ha portato questa eloquente statistica, documentata in uno dei suoi celebri grafici: «Attualmente, se guardiamo le principali leghe in Europa, in Francia ci sono 19 giocatori infortunati, in Italia 33, in Gran Bretagna 47, in Spagna 67 in Germania 90». Il che significa, ha specificato l’esperto, il 20 per cento del totale dei giocatori. In particolare, ha aggiunto il professore, in Inghilterra ogni giocatore si procura in media un infortunio a stagione, in Germania la media sale a 1,8. «Ossia quasi il doppio. Sappiamo che prima o poi ogni giocatore andrà in una stagione almeno una volta in panchina per infortunio».

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«Quali solo le cause di questa falcidia di calciatori?», si è chiesto il conduttore del programma. La risposta dello scienziato è stata categorica e spietata: «Credo ci siano tre ragioni: la prima è che noi non alleniamo nel modo giusto per le capacità del corpo, perché se si pensa che dal 50 al 60 per cento degli infortuni, il 53 per cento per l’esattezza, avviene in allenamento, bisogna far bene attenzione a questo fattore. La seconda causa è che non viene dato abbastanza spazio all’argomento prevenzione. Ciò significa che la prevenzione degli infortuni in allenamento implica un ulteriore tipo di personale, come scienziati specializzati nel movimento, scienziati dello sport. Terza ragione: ci vuole una stabilizzazione nel quotidiano delle competenze mediche, anche in allenamento. Ossia i medici sportivi devono essere dipendenti della società e non consulenti che operano in qualche località periferiche della città».

Sembra strano, ma in Germania, è proprio così. Tanto che proprio Froböse ha citato ad esempio positivo l’Italia: «Proprio in questa settimana ho parlato con il medico della Roma che mi ha detto che è dipendente del club. In altri Paesi, come appunto l’Italia, ci sono sempre due o tre medici anche sul campo di allenamento, e questo è quanto dovrebbe essere anche da noi».

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Un altro problema, forse il principale, è che secondo l’accusa del professore di Colonia in Germania a prendere l’ultima decisione sull’impiego o meno di un giocatore dopo l’infortunio non è il medico, ma l’allenatore. «Ci sono tecnici che dicono: io prendo questo giocatore perché mi serve e questa decisione spesso si rivela sbagliata». Froböse ha portato, al riguardo, l’esempio di Pep Guardiola che al Bayern aveva – secondo i critici – preteso l’allontanamento dello storico medico Müller-Wohlfart, precisando: «Guardiola non voleva far cacciare Müller Wohfart, voleva una staff medico permanente, sempre presente. Quello che adesso ha ottenuto al Manchester City, che è in testa alla Premier Liga inglese ed ha anche il minor numero di giocatori infortunati. Ma adesso ho sentito che anche il Bayern sta organizzando un ambulatorio nella sua sede di allenamento…».

Un’ultima annotazione: che i giocatori disputino troppi incontri, come nelle cosiddette “settimane inglesi”, è un vero e proprio alibi inconsistente: «I nostri calciatori non giocano troppo spesso. In altri campionati si disputano 38 partite a stagione, non hanno pausa invernale ed hanno meno infortunati».

Così, dopo i treni superveloci che si fermano nel viaggio inaugurale, dopo l’aeroporto di Berlino che non si sa quando verrà inaugurato, ecco un altro mito tedesco, quello dell’“invincibilità” fisica dei giocatori di Bundesliga, novelli Sigfrido, che va in frantumi. Ed è un tedesco a lanciare l’accusa.

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I falli in Bundesliga

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