Testimoni dei testimoni © PalaExpo Roma
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Testimoni dei testimoni © il Deutsch-Italia

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Ogni anno Roma Capitale, con la partecipazione della Comunità Ebraica di Roma presieduta da Ruth Dureghello, consente agli studenti dei licei di visitare i campi di Auschwitz e Birkenau, organizzando il “Viaggio della Memoria”.

Al ritorno da uno di questi viaggi, tre anni fa, la Sindaca Virginia Raggi e il Vicensindaco Luca Bergamo, con un gruppo di studenti romani, presero l’impegno di farsi testimoni delle terribili vicende che si consumarono, tra il 1940 e il 1945, nei campi di concentramento e sterminio creati dal regime nazista durante l’occupazione dell’attuale territorio della Polonia meridionale.

Testimoni dei testimoni © il Deutsch-Italia

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È nata così l’idea della mostraTestimoni dei Testimoni – Ricordare e raccontare Auschwitz”, realizzata con la eccellente collaborazione del collettivo “Studio Azzurro” di Milano, e attualmente ospitata dal Palazzo delle Esposizioni di Roma.

“Testimoni dei Testimoni” è una esposizione esperienziale che ha lo scopo precipuo di far rivivere al visitatore una minima parte delle emozioni che si provano quando si affronta il viaggio della memoria, un itinerario che cambia totalmente la percezione degli accadimenti rispetto a quanto si possa capire leggendoli sui libri di storia.

Testimoni dei testimoni © il Deutsch-Italia

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Nella prima sezione della mostra si prende coscienza dello smarrimento e delle condizioni in cui i prigionieri venivano fatti arrivare ai campi di sterminio: il visitatore entra nella riproduzione di un vagone merci di legno, tipico dell’epoca, e viene lasciato al buio per 8 minuti, 480 lunghi secondi in cui il rumore di un vecchio convoglio che viaggia sulle rotaie fa da sottofondo ai proclami prima di Hitler, in tedesco, poi di Mussolini, in italiano. L’esperienza nel vagone è fortemente emozionale poiché il buio diventa claustrofobico, mentre scorrono le voci dei due dissennati dittatori che spiegano l’importanza di preservare la purezza della razza. Si ha l’impressione di venire catapultati materialmente in un film già visto, dal finale già noto, provando così la frustrazione e l’impotenza di non poterlo cambiare. Uscendo dallo scomparto merci, si arriva direttamente al cuore della mostra, la sezione in cui le testimonianze dei sopravvissuti prendono forma umana attraverso i volti degli studenti romani impressi sui monitor, giovani che raccontano quanto appreso da chi ha provato sulla propria pelle il campo di prigionia nazista e il dolore di perdere tutta la famiglia in esso, come Piero Terracina, uno dei più anziani testimoni italiani degli orrori di Auschwitz.

Testimoni dei testimoni © il Deutsch-Italia

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Nelle ultime due sezioni vengono affrontati i temi dell’essere umano trattato come cavia di laboratorio per esperimenti e quello della violazione della dignità dei prigionieri nella loro identità di essere umano, attraverso i filmati di repertorio, proiettati sul fondo di quattro stretti corridoi creati ad hoc, e la riproduzione di parte delle 38.000 foto che vennero scattate dagli addetti delle SS all’Ufficio Matricole, conservate negli archivi del Museo di Auschwitz.

Marta Bugatti, Simone Capuano, Gabriele De Pascalis, Manuela De Pascalis, Livia D’Urso, Flavio Fontana, Claudio Pastecchi, Michela Ponticelli, Mirela Carmen Rebega, Sara Ruffini, Filippo Zannini, sono i nomi degli studenti che hanno dato vita a questo progetto, al fine di creare una catena della memoria di cui potesse diventarne un anello anche il visitatore della mostra, testimoniando quanto visto in essa e tramandando, a sua volta, il fardello emotivo con cui si torna dai viaggi nei campi di concentramento.

Testimoni dei testimoni © il Deutsch-Italia

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Il significato del percorso multisensoriale si può ben riassumere nell’immagine della giovane Michela Ponticelli che, tra una sezione e l’altra, accompagna e sorregge Piero Terracina, quale metafora di un presente che impara dal passato perché orrori simili non si abbiano mai più in futuro.

Testimoni di testimoni” è promossa da Roma Capitale, con la collaborazione della Comunità Ebraica di Roma e del suo Archivio Storico “Giancarlo Spizzichino”, del CDEC – Fondazione Centro di Documentazione ebraica contemporanea, della professoressa Silvia Marinozzi dell’Università “La Sapienza” di Roma, e rimarrà aperta al pubblico presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma fino al 31 marzo.

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La mostra al Palazzo delle Esposizioni di Roma

© Youtube Palazzo delle Esposizioni

Concetta De Mauro
Nata a Taranto, vive e studia a Roma. Laureanda in Giurisprudenza presso l'Università "La Sapienza" di Roma, ama il mare e il rispetto dell'ambiente. Le sue passioni: arte, letteratura, teatro e cinema.

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