Manzoni-F.-Hayez
Manzoni-F.-Hayez
I Promessi Sposi - seconda edizione

I Promessi Sposi – seconda edizione

Come da tradizione, anche per il 2019 l’associazione “Vereinigung Deutsch-Italienischer Kultur-Gesellschaften e. V.” (VDIG) organizza una maratona di lettura per celebrare una grande opera letteraria italiana. L’iniziativa, patrocinata dall’Ambasciata della Repubblica Italiana a Berlino, rientra nel progettoOffensiva Lingua Italiana” (OLI), che si propone di promuovere lo studio e l’apprendimento dell’italiano, sempre meno attraente agli occhi degli stranieri.

Dopo Dante Alighieri, Umberto Eco e Giovanni Boccaccio, quest’anno la scelta è ricaduta su Alessandro Manzoni e sulla sua opera più conosciuta: “I Promessi Sposi”. Parlare dell’importanza di Manzoni nella storia della Letteratura Italiana è a dir poco superficiale, basti dire che i personaggi nati dalla sua penna sono diventati proverbiali e che non c’è studente che, volente o nolente, sia scampato ad un’interrogazione sulla peste del Seicento.

“I promessi sposi” rappresentano il pieno conseguimento dell’ideale manzoniano: l’utile per iscopo, il vero per soggetto e l’interessante per mezzo. Attraverso l’opera manzoniana il lettore ha la possibilità di immergersi nella situazione socio-politica dell’Ottocento, camuffata sotto le mentite spoglie di altre epoche storiche, e di familiarizzare con il pensiero dell’autore stesso.

J.W. Goethe - Stieler 1828

J.W. Goethe – Stieler 1828

Il talento di Manzoni aveva già calamitato l’attenzione degli intellettuali tedeschi, in primis quella dell’illustre J. W. Goethe, che già qualche anno prima si era affrettato a tradurre e pubblicare l’ode composta in occasione della morte di Napoleone Bonaparte. Goethe ricevette i tre volumi della Ventisettana con una dedica da parte dello stesso Manzoni e li lesse con straordinario interesse, tanto da spingere il poeta Daniel Lessmann a tradurli con grande sollecitudine.

I Promessi Sposi - Francesco Gonin

I Promessi Sposi – Francesco Gonin

Il vecchio Goethe, alle prese con il secondo tomo dei Promessi sposi, dà voce a tutto il suo entusiasmo mettendo in luce i quattro elementi che, a suo parere, rendono Manzoni uno scrittore eccezionale: «In primo luogo, che egli è uno storico egregio […] In secondo luogo il Manzoni è avvantaggiato dalla religione cattolica, dalla quale derivano molte situazioni poetiche, che non avrebbe conosciuto se fosse stato protestante. In terzo luogo giova alla sua opera il fatto che l’autore molto ebbe a soffrire nelle lotte rivoluzionarie, che […] colpirono i suoi amici e in parte li rovinarono. E finalmente conferisce a questo romanzo lo svolgersi l’azione nella seducente contrada intorno al lago di Como, la quale si impresse nel poeta sin dalla giovinezza, così che egli la conosce a menadito». Se da un lato il poeta tedesco si è speso come promotore dell’opera di Manzoni, dall’altro non ha lesinato sulle critiche: Goethe non poteva soffrire le lunghissime digressioni di cui la Ventisettana era colma. Chissà, forse l’edizione definitiva del 1840 lo avrebbe appagato!

Die Brautleute nella traduzione di Burkhart Kroeber

Die Brautleute nella traduzione di Burkhart Kröber

La maratona di oggi intende però valorizzare anche lo sforzo di chi, in anni più recenti, si è cimentato con la storia di Renzo e Lucia: «La manifestazione […] vuole rendere quindi anche omaggio a uno dei più competenti traduttori contemporanei che ha scelto di propria iniziativa di misurarsi con questo romanzo», spiega Paola Barbon, consulente scientifica dell’associazione. Attenzione verrà dunque rivolta anche a Burkhardt Kröber che nel 2000 ha pubblicato “Die Brautleute”, oltre ad aver tradotto le opere di altri importanti autori italiani tra cui Umberto Eco e Italo Calvino.

La maratona si tiene oggi, 07 marzo, in varie città della Germania. Per saperne di più, consultare il calendario.

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I Promessi Sposi nel mitico sceneggiato di Mario Camerini

© Youtube Otello Bailor

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Cittadina del mondo, viaggiatrice e lettrice infaticabile, laureata in filosofia, ha scoperto la Germania durante gli studi universitari e da allora non può farne a meno. Collabora con "Comunicazione Filosofica".

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