Castello di Masino © Damiano Meo
Castello di Masino © Damiano Meo
Castello di Masino © Damiano Meo

Castello di Masino © Damiano Meo

Si erge sulla sommità di Caravino, una comunità di 900 anime, in provincia di Torino, ma a due passi da Ivrea. Apparentemente austero, con rigorose geometrie e mura biancastre, si staglia nel verde di una collina, tra labirinti di siepi e viali alberati. È il Castello di Masino, appartenuto al casato dei conti di Valperga che vantarono una nobilissima discendenza dal re Arduino. La residenza fortificata fu costruita nel XI secolo e, nel corso delle epoche, venne spogliata da tutte le recinsioni guerresche, sino a divenire una gentile dimora costellata di affreschi, motti e stucchi di pasta di riso. Vi duellarono Savoia, Visconti e Acaia. E fu avvolto da lustri e misteri. Secondo un’antica leggenda, infatti, nel Salone da Ballo, Gioacchino Rossini compose, in soli tre giorni, il Tancredi, mentre la marchesa Emilia Doria di Dolceacqua, avvolta dalle lacrime dei suoi cortigiani, i quali pensavano che fosse morta, si risvegliò non appena si accorse che i suoi gioielli stavano per essere trafugati. Tra variopinti affreschi, carrozze d’epoca e mobili pregiati, il Castello rappresenta, oggi, una delle perle del patrimonio del Fondo Ambiente Italiano (FAI).

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Il Castestello di Masino

© Youtube FAIchannel

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docente ed autore. Si occupa di pedagogia speciale, glottodidattica e coaching. Collabora con università, centri di ricerca e scuole. È del 2016 il pamphlet interculturale "Storie di semola e semplicità" (Tau-Migrantes). Con la Jaca book, nel 2011, ha realizzato l’allegato fotografico di “Ai confini dell’impero”, libro-inchiesta di Giuseppe Ciulla. Nel 2009 è stato menzionato come "emergente" da Seat-Pagine Bianche d'Autore. A Milano è stato uno degli ospiti di BookCity2017.

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