Il Golfo di Napoli © Damiano Meo

In questo golfo dalle mille sfumature, tra la brezza del Tirreno e la lava del Vesuvio, il 5 giugno del 1224, prese slancio la prima Università statale e laica del mondo, la Federico II che prese il nome dal suo fondatore, re di Sicilia e imperatore del Sacro Romano Impero. Nella stessa terra, tra leggende e miscugli, tra cucina ed alchimia, iniziò ad orbitare anche quel delizioso prodigio tricolore che tutti conoscono con il nome internazionale di “pizza”, orgoglio culinario definito dall’Unesco “patrimonio immateriale dell’umanità”. Napoli fu battezzata dai greci “neapolis” ovvero “città nuova” per la caratteristica di accogliere nuovi coloni e nuovi saperi, mutando, con plasticità dinamica, senza, però, rinunciare alla propria libertà. E questo ardore fu palese anche durante la “II guerra mondiale”, quando la stessa città, da sola, riuscì a slegarsi dall’oppressione nazi-fascista diventando un esempio di Resistenza per molte altre città europee. Madre di Antonio de Curtis, Enrico Caruso, Eduardo De Filippo, Edoardo Bennato, Erri De Luca e tanti altri innovatori, viene dipinta, magnificamente, dai celebri versi di Pino Daniele: “Napule è mille culure, Napule è mille paure, Napule è nu sole amaro, Napule è addore e mare”.

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Napule è – Pino Daniele

napule è from lapalice on Vimeo.

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docente ed autore. Si occupa di pedagogia speciale, glottodidattica e coaching. Collabora con università, centri di ricerca e scuole. È del 2016 il pamphlet interculturale "Storie di semola e semplicità" (Tau-Migrantes). Con la Jaca book, nel 2011, ha realizzato l’allegato fotografico di “Ai confini dell’impero”, libro-inchiesta di Giuseppe Ciulla. Nel 2009 è stato menzionato come "emergente" da Seat-Pagine Bianche d'Autore. A Milano è stato uno degli ospiti di BookCity2017.

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