Le saline di Marsala © Damiano Meo

Un tramonto rosso come le giubbe dei volontari garibaldini che da questa calorosa ed accogliente terra, nel maggio del 1860, intrapresero il sogno di un’Italia unita. Rosso come gli acini di succosa uva che, dal 1987, la rendono “Città del vino”. Si narra che Cicerone l’abbia acclamata con il motto di “splendidas civitas” e gli arabi l’abbiano definita il “porto di Dio” (Marsa Allāh). Ricca di ruvido sale e di mille sapori, con i suoi imponenti e paciosi mulini a vento sembrerebbe voler rassicurare tutti i Don Chisciotte: “oggi non c’è nessun mostro da combattere, ma soltanto un panorama eterno da contemplare”.

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docente ed autore. Si occupa di pedagogia speciale, glottodidattica e coaching. Collabora con università, centri di ricerca e scuole. È del 2016 il pamphlet interculturale "Storie di semola e semplicità" (Tau-Migrantes). Con la Jaca book, nel 2011, ha realizzato l’allegato fotografico di “Ai confini dell’impero”, libro-inchiesta di Giuseppe Ciulla. Nel 2009 è stato menzionato come "emergente" da Seat-Pagine Bianche d'Autore. A Milano è stato uno degli ospiti di BookCity2017.

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